Punti chiave:
- La diversificazione è fondamentale: dopo anni guidati da una manciata di giganti tecnologici statunitensi, un'ampia diversificazione tra settori, regioni e asset class è essenziale per affrontare l'aumento della volatilità e dell'incertezza.
- Le azioni rimangono interessanti, ma preparatevi alla volatilità: nonostante i rischi di recessione e le tensioni geopolitiche, le azioni offrono ancora un potenziale di rialzo. Tuttavia, i facili rendimenti degli ultimi anni sono scomparsi. Gli investitori devono essere selettivi e pronti alle oscillazioni.
- Uno sguardo oltre gli Stati Uniti: al di fuori dei mercati e della tecnologia statunitensi, stanno emergendo interessanti opportunità d'investimento, in particolare in Europa e Cina, con l'evoluzione del panorama economico globale.
Preparare la scena: l'eccezionalismo degli Stati Uniti affronta la realtà
Gli investitori hanno iniziato il 2025 scommettendo fiduciosi sul proseguimento dell'eccezionalismo statunitense, incoraggiati dall'ottimismo per le ulteriori politiche pro-business di Trump, dalla deregolamentazione, dai tagli fiscali e dal potente rally tecnologico guidato dall'intelligenza artificiale.
Tuttavia, la realtà si è rapidamente affermata. I dazi aggressivi, le tensioni geopolitiche, la ridefinizione delle alleanze commerciali e la spinta verso una rapida reindustrializzazione hanno turbato i mercati, mentre il rally concentrato dei titoli tecnologici a mega capitalizzazione ha perso slancio. Il tradizionale ruolo degli Stati Uniti come punto di riferimento dell'economia globale è messo in discussione a causa della forte moderazione della crescita, con il sentiment delle imprese e dei consumatori che riflette le crescenti preoccupazioni per la recessione, amplificando ulteriormente la volatilità del mercato.
Il percorso un tempo chiaro dell'investimento, ovvero semplicemente investire in una manciata di giganti tecnologici leader e aspettarsi una crescita automatica, è diventato molto più complicato e incerto. L'era delle performance facili potrebbe essere alle nostre spalle e, dopo due anni di rendimenti azionari eccezionali superiori al 20%, i mercati si trovano ora di fronte all'essenziale controllo della realtà. È tempo che gli investitori adeguino le aspettative.
Detto questo,
vediamo ancora potenziali opportunità di rialzo nelle azioni in futuro. Tuttavia, queste saranno probabilmente più difficili da raggiungere e più volatili.
Diversificazione: la migliore difesa in caso di volatilità persistente
Dopo anni di guadagni straordinari guidati da una manciata di giganti della tecnologia, la diversificazione è diventata essenziale. La volatilità del mercato è in aumento, alimentata dall'escalation delle tensioni geopolitiche, dai timori di recessione e dalle politiche aggressive degli Stati Uniti che rimodellano le relazioni commerciali globali. I rendimenti concentrati degli anni precedenti pongono ora rischi significativi, rendendo più importante che mai la costruzione di un portafoglio ben bilanciato.
Prevediamo che l'elevata volatilità persisterà. Ma la volatilità non è solo negativa: spesso è il prezzo che gli investitori pagano per i rendimenti futuri. Per navigare nel contesto attuale, gli investitori devono diversificare in modo ponderato, guardando oltre gli Stati Uniti e i Magnifici 7 verso i
Magnifici 2.645, il numero totale di società rappresentate nell'Indice MSCI All Country World. L'ampia diversificazione tra settori e regioni riduce significativamente il rischio, attenua i rendimenti e aiuta i portafogli a resistere agli shock di mercato.
In Europa, il passaggio all'autonomia strategica, guidato dall'incertezza geopolitica e dai sostanziali stimoli fiscali, rende le azioni europee particolarmente interessanti. Nel frattempo, la svolta della Cina verso una crescita trainata dai consumi interni crea opportunità in settori selezionati.
Ma
la diversificazione non riguarda solo le azioni. Le obbligazioni di alta qualità, come i titoli di Stato, le obbligazioni indicizzate all'inflazione e investment grade, svolgono un ruolo fondamentale nei portafogli durante i periodi di maggiore volatilità. Con l'aumento dei rischi di recessione, l'allocazione sull'obbligazionario è essenziale per ridurre la volatilità, preservare il capitale e fornire rendimenti affidabili, soprattutto in caso di peggioramento delle condizioni economiche. Le obbligazioni agiscono come forza stabilizzante, compensando le perdite azionarie durante le fasi di recessione e consentendo agli investitori di rimanere investiti piuttosto che farsi prendere dal panico durante le oscillazioni volatili del mercato.
Costruire un portafoglio a lungo termine: volatilità e rischio
Per combinare la stabilità di un'ampia diversificazione con la flessibilità necessaria per cogliere interessanti opportunità a breve termine, gli investitori possono prendere in considerazione un approccio core/satellite alla costruzione del portafoglio. Un esempio tipico potrebbe essere una divisione 80/20 tra le posizioni core e tattiche.
Portafoglio core (circa l'80%): il core, che rappresenta circa l'80% del portafoglio totale, è concepito come una base diversificata "per tutte le stagioni". Mira a bilanciare il rischio tra le asset class e le regioni, fornendo resilienza a lungo termine e contribuendo a proteggersi dagli shock di mercato e dalle perturbazioni economiche.
Satelliti tattici (circa il 20%): il restante 20% può essere potenzialmente destinato a idee tattiche ad alta convinzione con un forte potenziale a breve e medio termine. Queste posizioni satellite hanno lo scopo di capitalizzare l'evoluzione delle tendenze di mercato, le rotazioni settoriali o i cambiamenti macroeconomici, senza compromettere la stabilità complessiva del portafoglio.