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Alphabet: il cloud sorprende, ma è la spesa a prendersi i riflettori

Azioni 5 minutes to read
Ruben Dalfovo
Ruben Dalfovo

Investment Strategist

Punti chiave

  • I ricavi superano le aspettative, ma il focus si sposta su un piano di spesa in conto capitale molto più ambizioso per il 2026.

  • La crescita del Cloud accelera e i profitti migliorano, fornendo ad Alphabet un secondo motore oltre alla pubblicità.

  • Il prossimo dibattito riguarda i tempi di recupero: quando il conto dell'IA si trasformerà in un flusso di cassa visibile?


Risultati del quarto trimestre: un successo con qualche nota di cautela

I risultati del quarto trimestre di Alphabet rappresentano un successo, seppur accompagnato da qualche elemento di prudenza, poiché il mercato continua a concentrarsi soprattutto sul tema delle spese. L’azienda ha superato le aspettative di Bloomberg sia sui ricavi sia sugli utili per azione (EPS), evidenziando solidità nei servizi Google e un miglioramento della redditività di Google Cloud.

Poi è arrivato l’annuncio principale: le spese in conto capitale (capex) previste per il 2026 sono stimate tra 175 e 185 miliardi di USD. Si tratta di un incremento significativo rispetto a quanto molti analisti si aspettavano, un dato che sposta la narrativa da “progressi convincenti” a “dimostrare il ritorno sull’investimento”.

Il trimestre è solido, e questo conta più di quanto sembri

Alphabet poggia su tre motori principali: Google Services (Search, YouTube, Android, Chrome e non solo), Google Cloud (la divisione cloud computing) e Other Bets, che include iniziative più sperimentali come Waymo. In questo trimestre, i primi due hanno trainato i risultati.

Le vendite del quarto trimestre, al netto delle compensazioni ai partner che distribuiscono i servizi Google, raggiungono 97,23 miliardi di USD, superando le attese. Gli EPS si collocano a 2,82 USD, anch’essi oltre il consensus. I ricavi di Google Services arrivano a 95,86 miliardi di USD, sopra le stime, mentre quelli della ricerca ammontano a 63,07 miliardi di USD, migliori del previsto.

Questo dato è cruciale: la ricerca resta il principale motore di profitto, ed è anche la parte che molti investitori temono possa essere scossa dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale. In particolare, c’è molta attenzione sugli “AI Overviews”, le risposte generate dall’AI che compaiono in cima ad alcune ricerche, e sulla possibilità che riducano i clic sugli annunci. I dati di questo trimestre non mostrano alcun impatto negativo. Se mai, suggeriscono che la ricerca sta assorbendo i cambiamenti senza cedimenti.

Il vero titolo è il capex, e cosa indica sulla competizione

Le previsioni di capex di Alphabet per il 2026 sono stimate tra 175 miliardi e 185 miliardi di USD, ben sopra le stime del consenso nei dati Bloomberg. Il capex del quarto trimestre è già di 27,85 miliardi di USD, quasi il doppio rispetto al trimestre dell'anno precedente.

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Fonte: Bloomberg, analisi Saxo Bank. Grafico generato con AskB di Bloomberg AI.

Il messaggio della direzione è chiaro: il vero limite non sono le idee ma la capacità di calcolo. Alphabet sottolinea che l’aumento della spesa serve a sostenere lo sviluppo dei modelli più avanzati, a migliorare l’esperienza degli utenti, il ritorno sull’investimento (ROI) degli inserzionisti e la domanda di servizi cloud. L’azienda richiama inoltre problematiche molto concrete, come l’approvvigionamento energetico e la solidità delle catene di fornitura.

È qui che la storia diventa davvero interessante per gli investitori di lungo periodo. Le grandi spese in conto capitale non sono intrinsecamente positive o negative: rappresentano, prima di tutto, una scelta di tempistica strategica.

Nel breve termine, il capex tende a ridurre il flusso di cassa libero, ovvero il capitale che rimane dopo le attività operative e gli investimenti, e quando la curva degli investimenti cresce più rapidamente dei ricavi, il profilo del cash flow può diventare irregolare.

Nel tempo, però, il capex può consolidare un vantaggio competitivo se consente di costruire una scala che i concorrenti minori non possono replicare. Nel cloud e nell’AI, la scala si traduce spesso in migliori prestazioni, costi unitari più bassi e cicli di sviluppo più rapidi.

Il mercato non sta rifiutando la strategia: sta chiedendo “prove”, cioè una monetizzazione tangibile. L’aumento dei profitti nel cloud va in questa direzione, così come la crescita costante di Search. Tuttavia, all’aumentare del capex crescono inevitabilmente anche le aspettative.

Un modo utile di osservare questa dinamica è considerare il capex non solo come una “spesa”, ma come “capacità”. Alphabet sta investendo in server, datacenter e infrastrutture essenziali per eseguire l’AI su larga scala. Se la domanda rimane solida, questa strategia può rivelarsi estremamente vantaggiosa. Se invece dovesse rallentare, il peso dell’ammortamento resterebbe comunque da sostenere.

Due fonti aggiuntive di crescita: Waymo e la partnership con Apple

Anche se Search dovesse incontrare problemi, Alphabet ha ora due fonti trascurate di potenziale crescita opzionale.

Innanzitutto, Waymo. L'unità di guida autonoma di Alphabet è valutata a 126 miliardi di USD nel suo ultimo round di finanziamento. Questo è un dato notevole per una divisione spesso trattata come un progetto sperimentale. La reazione del mercato alla valutazione è stata cauta, suggerendo che il mercato potrebbe aspettare indicatori economici più chiari o svalutare l'asset.

In secondo luogo, la partnership con Apple. Apple e Google hanno annunciato una collaborazione pluriennale in cui la prossima generazione di modelli di base di Apple sarà basata sui modelli Gemini di Google e sulle sue tecnologie di cloud. L'obiettivo è potenziare le future funzionalità di Apple Intelligence, inclusa una Siri più personalizzata.

Qui il punto cruciale è la scala. Apple dichiara di avere oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi. Se Gemini si integra in questo ecosistema, Alphabet ottiene un ambiente di test potente: utilizzo massivo, utenti esigenti e aspettative elevate in termini di privacy e affidabilità. Questo tipo di stress-test può accelerare i miglioramenti di Gemini e renderlo più "predefinito" per le aziende che desiderano un assistente AI affidabile.

Rischi

Il primo rischio riguarda la tempistica: il capex anticipa l’uscita di cassa, mentre i ritorni arrivano più tardi. Se i margini del cloud non continuassero a migliorare o se la crescita dei ricavi rallentasse, lo scetticismo degli investitori potrebbe protrarsi più del previsto.

Il secondo rischio è la possibile perturbazione del business Search. Sebbene gli AI Overviews non abbiano mostrato impatti negativi in questo trimestre, il comportamento degli utenti può cambiare rapidamente. Occorre quindi monitorare con attenzione eventuali segnali di peggioramento nella conversione o nel pricing verso gli inserzionisti.

Il terzo rischio riguarda la regolamentazione. Alphabet rimane sotto osservazione su temi come concorrenza e potere delle piattaforme. Gli esiti legali sono difficili da anticipare, ma anche cambiamenti marginali possono incidere sui modelli di business, un aspetto rilevante quando si opera su scala molto ampia.

Strategia per gli investitori

  • Monitorare il margine operativo di Google Cloud ogni trimestre come "ricevuta" chiara della domanda guidata dall'AI.

  • Osservare le tendenze di capex rispetto ai flussi di cassa liberi: la stabilizzazione è più importante di un singolo grande trimestre.

  • Monitorare la crescita dei ricavi da Search mentre gli AI Overviews si espandono ulteriormente; una debolezza in questo settore modifica l'intero dibattito.

  • Seguire i progressi di Waymo e il ritmo di distribuzione delle funzionalità di Apple Intelligence come segnali di crescita opzionale che si trasformano in business reale.

Il trimestre soddisfa, il capex rappresenta la prova

Il trimestre di Alphabet risponde alla prima domanda degli investitori: il core business è ancora sano mentre l'AI ridefinisce il prodotto? Per ora, sì. Search resiste, Google Services supera le aspettative e la redditività del cloud migliora in un modo che appare come reale leva operativa.

Poi Alphabet solleva la seconda, più grande domanda: cosa succede quando raddoppia la dimensione dell'assegno? Il piano di capex per il 2026 rende l'ambizione dell'azienda inequivocabile, ma trasforma anche la pazienza in un presupposto già scontato nel prezzo. La storia non riguarda più "può Alphabet costruire un AI eccellente?" Riguarda piuttosto "può Alphabet trasformare quell'AI in flussi di cassa prima che il costo diventi troppo gravoso?".

 


Questo contenuto è materiale di marketingNessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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