Market Quick Take - 27 February 2026
Rapida panoramica del mercato – 27 febbraio 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: il tech USA arretra sui timori legati a Nvidia, l’Europa tiene grazie alle trimestrali nel Regno Unito, l’Asia si divide tra la forza della Corea e la debolezza di Hong Kong.
- Volatilità: VIX in area high-teens, elevata sensibilità a notizie di policy e macro; S&P 500 con movimento implicito di ±42 punti.
- Asset digitali: BTC sotto quota 68.000 dollari, IBIT/ETHA in calo nella seduta, afflussi sugli ETF di supporto.
- Obbligazioni: sentiment di rischio debole, CPI di Tokyo sotto le attese spinge al ribasso i rendimenti globali.
- Valute: sterlina in calo per timori di instabilità politica, JPY in lieve rafforzamento dopo il CPI di Tokyo di febbraio più debole.
- Materie prime: oro sostenuto in un range ristretto, petrolio in rimbalzo dopo il sell-off mentre resta l’incertezza sull’Iran.
- Eventi macro: Germania CPI preliminare febbraio, USA PPI gennaio, USA Chicago PMI febbraio.
Principali notizie macro
- Nel Regno Unito, il Partito dei Verdi ha conquistato il primo posto in un’importante elezione suppletiva a Gorton and Denton, dopo le dimissioni dell’ex ministro laburista Andrew Gwynne. Il passaggio di un collegio tradizionalmente laburista ai Verdi, con Reform al secondo posto e Labour al terzo, alimenta i dubbi sulla leadership del premier Starmer e accresce le preoccupazioni su possibili ricadute dell’instabilità politica sulla politica fiscale e sulle prospettive del debito britannico.
- I prezzi core a Tokyo sono saliti dell’1,8% su base annua, il ritmo più basso da ottobre 2024 e ancora sotto il target del 2% della BOJ. A febbraio 2026, accademici favorevoli alla reflazione sono entrati nel board della BOJ, segnalando cautela sui rialzi dei tassi, sebbene il membro Hajime Takata abbia sostenuto ulteriori aumenti. Il governatore Kazuo Ueda valuterà i dati economici di marzo e aprile prima di prendere decisioni sui tassi.
- I media statali iraniani hanno dichiarato che Teheran non permetterà l’uscita dal Paese dell’uranio arricchito, aumentando le tensioni nei colloqui nucleari tra USA e Iran a Ginevra in vista della scadenza fissata dal presidente Trump per un accordo, alimentando timori di interruzioni dell’offerta da parte del produttore OPEC.
- I preparativi per il vertice Trump-Xi stanno rallentando, con lacune organizzative che preoccupano Pechino, secondo il SCMP. Gli analisti segnalano preparativi insufficienti, contatti bilaterali deboli e risultati attesi ridimensionati a meno di sei settimane dal possibile summit.
- Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA sono aumentate di 4.000 unità a 212.000 a metà febbraio, sotto le attese e le medie recenti. Le richieste continuative sono diminuite di 31.000 unità a 1.833.000, indicando un mercato del lavoro stabile nonostante il rallentamento delle assunzioni. Le richieste dei dipendenti federali, monitorate per l’impatto degli shutdown, sono scese di 141 unità a 554.
- I salari in Canada sono cresciuti dell’1,94% a dicembre 2025 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tra il 1992 e il 2025, la crescita salariale media è stata del 2,57%, con un picco del 10,10% a maggio 2020 e un minimo di -0,40% a maggio 2001.
- L’Indicatore del Sentiment Economico dell’Eurozona è sceso a 98,3 da 99,3 di gennaio, sotto le attese di 99,8. Il sentiment è peggiorato nei servizi, nel manifatturiero e nelle costruzioni, mentre è migliorato per consumatori e retail. Il calo è stato marcato in Francia e Italia, stabile in Spagna, Germania e Paesi Bassi. Le aspettative di inflazione sono aumentate, segnalando persistenti pressioni sui prezzi.
Principali appuntamenti macro (orari in GMT)
07:45 – Francia CPI preliminare febbraio
08:00 – Spagna CPI preliminare febbraio
08:55 – Germania variazione/tasso di disoccupazione febbraio
09:00 – Eurozona aspettative CPI a 1 e 3 anni gennaio
13:00 – Intervento di Huw Pill, Chief Economist della Bank of England
13:00 – Germania CPI preliminare febbraio
13:30 – USA PPI gennaio
14:45 – USA Chicago PMI febbraio
Trimestrali della settimana
- Oggi: BASF, Holcim, Swiss Re
- Gio: EchoStar, AST SpaceMobile, MongoDB, Crowdstrike, Ross Stores, Sea Limited, Thales, AutoZone, Broadcom, Bayer, Adidas, Dassault Aviation, Veeva Systems, Continental, Costco, Petrobras, Marvell Technology, Merck, Deutsche Post, Reckitt Benckiser, Ciena, Galderma, Kroger, Universal MusicGroup, JD.com, Aviva, OTP Bank
Azioni
- USA: l’S&P 500 ha chiuso a 6.908,86 (-0,5%), il Nasdaq 100 a 25.034,37 (-1,2%) e il Dow invariato a 49.499,20, con i semiconduttori in calo dopo i conti di Nvidia. Nvidia ha perso il 5,5% nonostante risultati superiori alle attese, poiché gli investitori si interrogano sulla sostenibilità del boom di spesa in intelligenza artificiale (AI) ai prezzi attuali; Salesforce è salita del 4,0% grazie a utili migliori del previsto e a un piano di buyback più ampio. Nell’after hours, Block è balzata di quasi il 24% dopo l’annuncio di oltre 4.000 tagli di posti di lavoro e una revisione al rialzo dell’outlook sull’utile lordo annuale, mentre Netflix, dopo un +2,3% in seduta regolare, ha guadagnato circa il 9,0% in after hours dopo aver abbandonato la corsa per Warner Bros.
- Europa: chiusura contrastata per l’Europa: lo STOXX 600 a 633,18 (-0,05%) e l’Euro STOXX 50 a 6.161,56 (-0,2%), mentre il FTSE 100 ha toccato 10.846,70 (+0,4%). Il Regno Unito ha sovraperformato grazie alle notizie societarie: Rolls-Royce +3,2% dopo il rialzo dei target e l’annuncio di un buyback, London Stock Exchange Group +9,1% con buyback da 3 miliardi di sterline e payout più elevati. RELX +4,6% su rotazione verso flussi di cassa più stabili, mentre Hikma -16,9% su outlook ricavi più debole. Gli investitori valutano se le trimestrali riusciranno a compensare la volatilità legata all’AI.
- Asia: mercati asiatici divergenti: Hong Kong in calo, Nord-Est asiatico in rialzo. L’Hang Seng ha chiuso a 26.381,02 (-1,4%) e l’Hang Seng Tech a 5.109,33 (-2,9%); il Nikkei giapponese a 58.753,39 (+0,3%), TOPIX a 3.880,34 (+1,0%) e il Kospi sudcoreano a 6.307,27 (+3,7%). La Corea ha guidato i rialzi grazie ai semiconduttori, con Samsung Electronics +6,1% e SK Hynix +3,1% sull’ottimismo globale legato all’AI. A Hong Kong, HKEX +0,8% su solidi risultati annuali e payout più generosi; Galaxy Entertainment -4,3% dopo i conti, con prese di profitto sul gaming di Macao. Sentiment cauto nella Cina continentale in vista della riunione politica; i mercati attendono conferme dopo la debolezza del tech USA.
Volatilità
- La volatilità resta elevata, ma non segnala panico. Il VIX ha chiuso a 18,63 il 26 febbraio, riflettendo una domanda costante di coperture di portafoglio in un contesto macro intenso. I mercati sono particolarmente sensibili alle notizie di policy e a eventuali sorprese sui dati che possano modificare le aspettative su crescita e tassi di interesse. In vista della fine mese, posizionamento e rischi evento continuano a incidere sui movimenti di breve termine.
- Movimento atteso sull’S&P 500 (implicito dalle opzioni, questa settimana): circa ±42 punti (±0,61%) in vista della scadenza settimanale odierna, indicando un range di breve periodo contenuto ma significativo, piuttosto che un breakout marcato.
- Skew (scadenza odierna): la protezione al ribasso resta più costosa rispetto all’esposizione al rialzo, segnalando che gli investitori privilegiano ancora la copertura contro ulteriori cali rispetto alla ricerca di guadagni.
Asset digitali
- I mercati crypto mostrano segnali di stabilizzazione, ma il sentiment resta prudente. Bitcoin tratta intorno a 67.700 dollari, Ethereum vicino a 2.040, entrambi leggermente in calo nella giornata. Solana (~87 dollari) e XRP (~1,41 dollari) risultano anch’essi più deboli, riflettendo un tono più difensivo sugli asset rischiosi digitali.
- Tra i veicoli quotati, IBIT (~38,26 dollari) ed ETHA (~15,29 dollari) sono in lieve flessione. Tuttavia, il segnale più costruttivo arriva dai flussi sugli ETF: il 26 febbraio gli ETF spot su Bitcoin negli USA hanno registrato afflussi netti per +254 milioni di dollari, con IBIT in testa a +275,8 milioni. Anche gli ETF spot su Ethereum hanno segnato afflussi netti per +6,6 milioni, con ETHA a +15,3 milioni.
- Conclusione per gli investitori: sebbene i prezzi restino volatili e le notizie su geopolitica e crescita continuino a pesare sul sentiment, la domanda istituzionale tramite ETF non è venuta meno. Questo supporto dei flussi può attenuare le correzioni, pur senza eliminare la volatilità di breve periodo.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury USA sono nuovamente scesi in un contesto di debole sentiment azionario: il rendimento del 2 anni è calato di quattro punti base giovedì e di un ulteriore punto base nella sessione asiatica di venerdì, sotto il 3,42%, con la chiusura più bassa dal 2022 appena sotto il 3,41%. Il rendimento del 10 anni è sceso di oltre cinque punti base, ai minimi da inizio dicembre e appena sotto la soglia psicologica del 4,00%. I mercati appaiono cauti in vista del weekend, mentre USA e Iran sono impegnati in intensi negoziati sul programma nucleare iraniano, con una massiccia presenza militare statunitense nella regione.
- Gli spread dell’high yield USA rispetto ai Treasury si sono ampliati con il recente peggioramento del sentiment di rischio: l’indicatore Bloomberg che monitoriamo è salito di cinque punti base giovedì a 282 punti base, nuovo massimo dell’anno e dai livelli di metà dicembre.
- I titoli di Stato giapponesi hanno registrato un rally dopo il CPI di Tokyo di febbraio più debole, riducendo la pressione su ulteriori rialzi della Bank of Japan: il rendimento del JGB a 2 anni è sceso di due punti base sotto l’1,23%, mentre il 10 anni è calato di quattro punti base sotto il 2,12%.
Materie prime
- L’oro si mantiene in un range molto ristretto rispetto alla recente volatilità, oscillando poco sotto quota 5.200, mentre l’argento ha recuperato dopo il calo sotto 86,00 di giovedì, risalendo nelle ultime ore nordamericane e nella sessione asiatica di venerdì sopra 90,00, avvicinandosi al massimo plurisetimanale in area 91,30.
- Il petrolio è rimbalzato dopo il breve sell-off di giovedì, tornando nel range recente vicino ai massimi plurimensili in vista del weekend. L’attenzione resta sui prossimi colloqui USA-Iran sul programma nucleare e sul rischio che l’ampia presenza militare statunitense nell’area possa sfociare in tensioni e interruzioni dei flussi di esportazione di greggio dall’Iran e potenzialmente da altri produttori regionali, qualora venissero compromessi i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz (circa il 25% delle esportazioni mondiali).
Valute
- La volatilità del dollaro USA è stata contenuta tra giovedì e le prime ore di venerdì, con EURUSD in oscillazione attorno a 1,1800 e movimenti altrove generalmente non legati a una visione direzionale sul biglietto verde.
- Lo JPY si è rafforzato venerdì nella sessione asiatica dopo un CPI di Tokyo di febbraio più debole delle attese: se da un lato ciò riduce l’urgenza di un ulteriore inasprimento della BOJ, dall’altro attenua l’impatto negativo sulla valuta delle recenti dichiarazioni del premier Takaichi contro ulteriori strette e della nomina di due accademici accomodanti nel board della BOJ. USDJPY è sceso fino a 155,54 nella notte dopo aver chiuso giovedì sopra 156,00, trattando a 155,85 nelle ultime ore di Tokyo. EURJPY resta ancorato in area 184,00.
- La sterlina si è indebolita tra la tarda serata di giovedì e la sessione asiatica di venerdì dopo che una elezione suppletiva ha visto un collegio storicamente laburista vicino a Manchester passare ai Verdi, con Labour terzo dietro Reform. EURGBP è salito sopra l’area chiave di 0,8750, che fungeva da resistenza da dicembre, scambiando a 0,8763, mentre il mercato valuta le implicazioni di questo risultato, che potrebbe mettere a rischio la leadership del primo ministro Starmer, aprendo la strada a un nuovo leader laburista potenzialmente più a sinistra rispetto a lui.