Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment Strategist
IPO record di CSG nel settore della difesa: l’operazione conferma che gli investitori sono ancora disposti a riconoscere valutazioni elevate quando il contesto di mercato è stabile e caratterizzato da maggiore trasparenza.
Diversificazione della pipeline di IPO in Europa per il 2026: rispetto allo scorso anno, emerge un ventaglio più ampio di settori pronti a debuttare in Borsa, dalla difesa alla tecnologia, passando per telecomunicazioni e beni di consumo.
La volatilità come principale ostacolo: resta il principale ostacolo a una ripresa strutturale, ma se rimarrà sotto controllo la finestra primaverile potrebbe segnare un vero ritorno del mercato IPO.
Negli ultimi anni il mercato delle IPO in Europa è rimasto in una fase di attesa prolungata. Poi è arrivata CSG, che ha raccolto un record di 3,8 miliardi di euro ad Amsterdam e ha messo a segno un rialzo del 31% rispetto al prezzo di collocamento già nel secondo giorno di negoziazione. Un risultato che, da solo, non basta a decretare una piena rinascita del mercato, ma rappresenta un promemoria importante: l’interesse degli investitori per le nuove quotazioni esiste ancora, a condizione che le valutazioni siano corrette e il contesto resti ordinato.
Le IPO possono essere paragonate all’apertura di nuovi ristoranti. Quando il primo locale riceve buone recensioni e riesce a mantenere i tavoli pieni, altri chef trovano il coraggio di mettersi in gioco. In questo senso, l’operazione CSG non si limita a valorizzare una singola società, ma contribuisce a creare un clima più favorevole, aumentando la probabilità che altre aziende smettano di rimandare e decidano finalmente di presentarsi al mercato.
Da un lato, invia un messaggio chiaro ai potenziali emittenti: l’Europa è ancora in grado di assorbire operazioni di grande dimensione. Un segnale tutt’altro che scontato, che presuppone fiducia, domanda e un contesto di mercato sufficientemente stabile. La fiducia, infatti, tende a emergere più facilmente quando i mercati azionari sono ordinati e gli investitori non si rifugiano in modo difensivo nella liquidità. Dall’altro lato, CSG ricorda agli investitori che le nuove quotazioni possono ancora offrire opportunità interessanti, anche dopo una lunga fase di rallentamento. Negli ultimi anni molti si sono abituati all’idea che le IPO siano “care il primo giorno e più convenienti in seguito”. L’operazione CSG non smentisce del tutto questa percezione, ma dimostra che il mercato è ancora disposto a premiare storie credibili, supportate da una narrativa chiara e da una valutazione coerente.
Il comparto della difesa è chiaramente in evidenza, e non a caso. L'Europa ha pianificazioni di spesa pluriennali, vincoli di capacità e priorità di riarmo che non si dissolvono con l'arrivo di un nuovo anno. Questo contesto rende le aziende operanti nel settore della difesa più interessanti per gli investitori pubblici rispetto a una "storia di crescita" che necessita ancora di condizioni ottimali.
Secondo Bloomberg, il produttore di carri armati KNDS sta preparando una doppia quotazione a Francoforte e Parigi, prevista già per giugno o luglio, con una valutazione indicativa di circa 25 miliardi di euro. Se questa operazione si concretizzasse, rappresenterebbe un "secondo atto" dopo l’IPO di CSG, portando a testare l’interesse degli investitori: vogliono continuare a esplorare questo tema oppure hanno gradito solo la prima offerta?
Tuttavia, il messaggio più significativo è la diversificazione. Un mercato delle IPO in salute non può dipendere a lungo da un unico tema. È necessario promuovere una varietà di settori, paesi e storie.
Bloomberg segnala anche alcuni candidati non legati alla difesa che potrebbero diventare protagonisti importanti nel panorama europeo nel 2026. Si dice che il fornitore di software aziendale Visma abbia optato provvisoriamente per Londra per una quotazione di rilievo, sebbene i tempi possano essere influenzati dal mercato dei concorrenti nel settore software. Inoltre, la rete mobile olandese Odido sembra stia lavorando su un'IPO locale che potrebbe raccogliere circa 1 miliardo di euro o più.
Ogni presentazione per un’IPO include una frase di cortesia che recita: “Il tempismo è soggetto alle condizioni di mercato”. In altre parole: “Per favore, non lasciate che la volatilità rovini tutto”.
Il VIX (Cboe Volatility Index) è un indicatore ampiamente sorvegliato dello stress nei mercati azionari. Bloomberg rileva che un VIX sotto il livello di 20 è spesso considerato il momento ideale per lanciare IPO. Quando la volatilità aumenta, gli investitori richiedono maggiori sconti e gli emittenti esitano perché non vogliono vendere azioni a un prezzo che potrebbe sembrare “troppo basso” in sei mesi.
I risultati delle IPO dipendono non solo dall'azienda, ma anche dal momento in cui vengono lanciate.
Questo spiega anche perché una pipeline di IPO può sembrare piena sulla carta, ma si concretizza in piccole ondate. Le operazioni non scompaiono; aspettano semplicemente il momento giusto.
Un approccio semplice:
Il primo rischio è uno shock macroeconomico. Annunci sui dazi, geopolitica o un improvviso cambiamento dei tassi possono chiudere rapidamente la finestra delle IPO. Quando i mercati si agitano, gli investitori non chiedono "qual è la storia di crescita". Chiedono "dove si trova l'uscita".
Il secondo rischio riguarda la disciplina di valutazione. Un forte incremento nel primo giorno può spingere gli emittenti a optare per prezzi aggressivi. Se troppe operazioni vengono lanciate troppo velocemente, o se le valutazioni diventano eccessive, la domanda può diminuire. I boom delle IPO raramente cessano perché gli investitori smettono di interessarsi alle nuove aziende. Piuttosto, finiscono quando i prezzi non offrono più un margine di sicurezza.
Il terzo rischio è la saturazione del mercato. Se diverse grandi operazioni arrivano simultaneamente, gli investitori potrebbero non avere la capacità di assorbirle tutte. Anche le operazioni valide possono essere penalizzate se tutti tentano di quotarsi nello stesso periodo.
Il mercato europeo delle IPO non è "tornato" solo perché un titolo ha avuto successo. Tuttavia, l'IPO di CSG rappresenta una scintilla promettente. Dimostra che, quando la storia è chiara e la volatilità è sotto controllo, gli investitori sono disposti a impegnarsi con capitale reale.
La pipeline del 2026 sembra più profonda e diversificata rispetto all'anno scorso, ed è ciò che serve per una ripresa. Il fattore chiave è semplice: il sentiment del mercato. Se la volatilità resta contenuta, più emittenti verranno tentati di quotarsi prima dell'estate, offrendo agli investitori una gamma più ampia di nuove opportunità. Se la volatilità aumenta, il mercato delle IPO torna a premere il pulsante del rinvio, e l'Europa tornerà alla modalità "forse più avanti".