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Rapida panoramica del mercato – 27 gennaio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 27 Gennaio 2026


Fattori catalizzatori di mercato

  • Azioni: i titoli statunitensi sono saliti in vista della decisione della Fed; leggeri rialzi in Europa, andamento misto in Asia con il Giappone in calo e Hong Kong stabile.
  • Volatilità: VIX stabile, stress a breve termine in diminuzione, skew elevato; attenzione alla decisione della Fed.
  • Asset digitali: Bitcoin in range; altcoin stabili; IBIT resiliente; ETHA più debole; sentiment guidato dal contesto macro.
  • Valute: il recupero dello JPY si è arrestato dopo un forte rally. Il dollaro USA si muove lateralmente dopo l’indebolimento di lunedì.
  • Materie prime: oro sopra i 5.000 USD; l’ampio range dell’argento riflette crescente incertezza e stanchezza del rally; il gas naturale arretra dopo il recente raddoppio.
  • Obbligazioni: rendimenti giapponesi ancora in salita; il rendimento del Treasury USA a 10 anni stabile dopo il recente calo su un livello tecnico chiave.
  • Macro: fiducia dei consumatori USA – Conference Board di gennaio.

Notizie macro principali

  • Trump ha annunciato che i dazi sui prodotti sudcoreani saliranno dal 15% al 25%, colpendo beni come auto e farmaci qualora il parlamento non ratificasse l’accordo commerciale firmato a luglio. La tempistica dell’entrata in vigore non è chiara.
  • Gli ordini di beni durevoli negli USA sono aumentati del 5,3% a novembre 2025, dopo il calo del 2,1% a ottobre, trainati da un'impennata del 97,6% negli ordini di aerei civili. Altri aumenti hanno riguardato apparecchiature elettriche, metalli, macchinari ed elettronica. Escludendo i trasporti, gli ordini sono saliti dello 0,5%; al netto della difesa, +6,6%. Gli ordini di beni capitali non legati alla difesa, esclusi gli aerei, sono cresciuti dello 0,7%.
  • L'indice dell’attività nazionale della Fed di Chicago è salito a -0,04 a novembre 2025 da -0,42 in ottobre, indicando una crescita economica in miglioramento (il dato è relativo alla crescita tendenziale). La produzione ha contribuito con +0,08 (da -0,26); l’occupazione è migliorata a -0,07 (da -0,11); vendite e scorte stabili a -0,03; consumi e abitazioni a -0,02. L’indice di diffusione CFNAI è salito a -0,24 da -0,43.
  • I riflettori sono puntati sulla decisione della Fed di mercoledì, tra le speculazioni sull'annuncio del nuovo presidente della Fed da parte di Trump e un possibile shutdown parziale del governo dovuto all’opposizione democratica sui fondi per la sicurezza interna. Restano incertezza e tensioni commerciali, con minacce di dazi USA sulle importazioni canadesi legate all’accordo con la Cina, anche se Ottawa minimizza.

Principali eventi macro (orari in GMT)

13:15 – Variazione settimanale occupazione ADP USA (4 settimane al 3 gennaio)
14:00 – Indice prezzi delle case USA, novembre
15:00 – Fiducia dei consumatori USA, gennaio (Conference Board)
18:00 – Asta Treasury USA a 5 anni
00:30 – Australia: dati CPI di dicembre e Q4

Trimestrali

  • Oggi: LVMH, UnitedHealth, Boeing, RTX, NextEra Energy, Texas Instruments, Union Pacific, HCA Healthcare, General Motors, UPS, Seagate, Northrop Grumman, Atlas Copco
  • Mercoledì: Microsoft, Meta, Tesla, ASML, Lam Research, IBM, Amphenol, GE Vernova, AT&T, Danaher, ServiceNow, Starbucks, General Dynamics
  • Giovedì: Apple, Samsung, Visa, Mastercard, Roche, SK Hynix, Caterpillar, SAP, ThermoFisher Scientific, KLA Corp, Blackstone, Southern Copper, ABB, Lockheed Martin
  • Venerdì: ExxonMobil, Chevron, American Express, Verizon, Regeneron

 

Azioni

  • USA: il Dow Jones è salito dello 0,6% a 49.412,40, lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,5% a 6.950,23 e il Nasdaq ha chiuso a +0,4% a 23.601,36, con gli investitori posizionati per la decisione della Fed e una settimana densa di trimestrali. Apple ha guadagnato il 3,0%, Meta il 2,1% e Microsoft lo 0,9%, mentre Tesla ha perso il 3,1% per prese di profitto in attesa della trimestrale. Domanda rifugio ancora solida: l’oro ha superato brevemente i 5.110 USD l’oncia, frenando l’appetito per il rischio.
  • Europa: l’Europa ha chiuso in lieve rialzo, con lo STOXX 600 a +0,2% a 609,57 e l’Euro STOXX 50 a +0,2% a 5.957,80. Gli investitori guardano oltre le recenti tensioni sui dazi, concentrandosi su Fed e trimestrali. Puma è rimbalzata del 17,0% dopo perdite consistenti, Adidas +2,2% grazie a un sentiment più stabile nel settore. Rheinmetall -2,1% con il raffreddamento dei titoli difensivi. Il focus ora passa alle trimestrali bancarie e agli annunci delle banche centrali.
  • Asia: mercati asiatici contrastati: il Nikkei 225 ha perso l’1,8% a 52.885 e il Topix -2,1% a 3.552,49, penalizzati dallo yen forte che ha pesato sugli esportatori. L’Hang Seng di Hong Kong +0,1% a 26.765,52 e il CSI 300 cinese +0,1% a 4.706,96. A Tokyo in calo i tecnologici: Fujitsu -7,8%, Renesas -6,3%, Sumco -6,1%. In Cina, i titoli immobiliari si sono rafforzati grazie ai tassi più bassi e all’eliminazione dell’imposta di bollo. Ora l’attenzione è sulla Fed e sui dati cinesi in arrivo.

Volatilità

  • La volatilità resta contenuta dopo le recenti turbolenze legate ai dazi, con il VIX vicino ai 16,15 USD. La volatilità a brevissimo termine è scesa nettamente, segnalando un minor timore di rischi immediati, sebbene la fiducia non sia ancora completamente ristabilita. Il focus è ora sulla riunione della Fed (27–28 gennaio), con i tassi attesi stabili, ma grande attenzione al tono del presidente Powell su inflazione, tagli e orientamento della politica.
  • Nonostante la calma apparente, i prezzi delle opzioni riflettono ancora cautela. Lo skew rimane elevato: le opzioni di protezione dal ribasso sono più costose rispetto a quelle rialziste, tipico quando gli investitori restano esposti ma protetti.
  • Movimento atteso (SPX, settimana in corso): le opzioni prezzano un movimento di circa ±80 punti (circa ±1,2%) entro la chiusura di venerdì.
    Skew attuale (scadenza odierna): lo skew è bilanciato o lievemente orientato al rialzo, indicando assenza di forte domanda di protezione immediata, ma preferenza per una gestione selettiva del rischio.

Asset digitali

  • I mercati crypto si sono mossi in un range ristretto, con bitcoin stabile attorno a 88.000 USD e le principali altcoin poco mosse. Ethereum sotto i 3.000 USD, solana e xrp invariati. Il mercato resta attendista in vista della Fed.
  • Le performance degli ETF sono risultate più deboli, con IBIT ed ETHA in calo, riflettendo il sentiment prudente. I flussi però indicano segnali misti: afflussi moderati su ETF bitcoin guidati da IBIT; flussi netti positivi sugli ETF ethereum, anche se ETHA ha registrato deflussi compensati da forti afflussi su prodotti concorrenti.
  • Il messaggio per gli investitori è di selettività, non entusiasmo generalizzato. Le crypto restano strettamente legate a dinamiche macro e aspettative di liquidità: la comunicazione della Fed sarà probabilmente il principale driver per la prossima direzione, più delle notizie specifiche sul settore.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono saliti ancora nella parte breve della curva, con il 2 anni JGB sopra 1,28% (+1 pb), nuovo massimo di ciclo. Il mercato ora prezza un rialzo BoJ a marzo al 25% e quasi 50% ad aprile. Sulla parte lunga, l’asta dei 40 anni ha ricevuto domanda sufficiente; il rendimento del 10 anni è salito di quasi 5 pb al 2,29%, a 8 pb dai massimi pluri-decennali.
  • I Treasury USA sono rimasti stabili lunedì, con il 2 anni appena sotto il livello chiave del 3,60%+, mentre il 10 anni si è attestato poco sopra il livello tecnico di 4,20%, superato la scorsa settimana dopo un test a 4,30%. Martedì mattina in Europa, il benchmark trattava a 4,22%.

Materie prime

  • Oro e argento in forte rimbalzo dopo le vendite di lunedì sera, con l’argento che ha perso oltre 15 USD dopo aver toccato un nuovo massimo record a 118 USD. L’oro ha trovato supporto a 5.000 USD e poi è risalito verso 5.100 USD.
  • L’argento tratta ora al livello più forte rispetto all’oro dal 2011. La volatilità è salita a livelli estremi, rendendo difficile operare sia per i rialzisti sia per i ribassisti, segnalando stanchezza del rally e rischio di correzione. Attenzione alla posizione speculativa cinese in vista del Capodanno Lunare (16 febbraio), con mercati locali chiusi per oltre una settimana.
  • I Future sul gas naturale USA hanno superato i 7 USD lunedì prima di subire vendite, dopo una settimana in cui il contratto di febbraio (quasi in scadenza) era più che raddoppiato per effetto della tempesta invernale e interruzioni di fornitura. Il contratto di marzo tratta già a 3,71 USD (-44%), riflettendo il passaggio dalla domanda invernale al clima più mite primaverile.
  • Il petrolio in calo: Brent ancora respinto sopra i 66,50 USD per la quarta volta da ottobre. La flessione è legata alla ripresa della produzione in Kazakistan (giacimento Tengiz) e all’atteso aumento di offerta dal Venezuela da parte di Chevron. In assenza di nuove tensioni sull’Iran, il focus torna sull’eccesso di offerta. Oggi si riunisce l’OPEC+, senza attese di aumenti produttivi a febbraio.

Valute

  • Lo yen ha rallentato il suo rally tra lunedì e le ore di negoziazione di martedì a Tokyo. Dopo essere sceso fino a 153,31, USDJPY è risalito sopra 154,50 nonostante un dollaro USA debole. EURJPY è rimbalzato fino a 183,61 martedì dopo un minimo sotto 182 lunedì, in seguito a un’ondata di acquisti di JPY venerdì dopo che la Fed di New York avrebbe effettuato controlli su USDJPY.
  • La vendita del dollaro USA è proseguita lunedì con una fase laterale nella sessione asiatica di martedì: EURUSD trattava vicino a 1,1880 dopo un massimo a 1,1899. AUDUSD ha testato i massimi dal 2023 a 0,6942 lunedì, mancando l’obiettivo per un solo pip, poi rientrando verso 0,6920.
  • Mercoledì mattina verranno pubblicati i dati CPI di dicembre e Q4 dell’Australia, in vista del meeting RBA di martedì prossimo, dove è visto possibile un rialzo dei tassi.


Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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