Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Market Strategist
Le elezioni anticipate in Giappone hanno prodotto un risultato netto. Con lo spoglio ormai consolidato, l'emittente televisiva pubblica NHK indica che il Partito Liberal Democratico (PLD) è sulla buona strada per ottenere da solo una maggioranza dei due terzi nella Camera bassa, composta da 465 seggi, una dimensione della vittoria senza precedenti per il partito. La coalizione di governo, insieme al Partito dell’Innovazione del Giappone, sembra destinata a superare quota 300 seggi, un livello sufficiente per aggirare i poteri di veto della Camera alta. Nel complesso, questa vittoria schiacciante consegna al Primo Ministro Takaichi un mandato forte e un margine di manovra politica significativamente ampliato.
Un risultato decisivo è generalmente positivo nel breve termine, perché riduce l’incertezza politica: un vero e proprio “premio di certezza”. La nostra ipotesi di base è che lo stimolo fiscale sia imminente: è stato, di fatto, il motivo principale per indire elezioni anticipate e ottenere un mandato più solido per accelerare l’agenda domestica.
A nostro avviso, gli elementi favorevoli superano quelli potenzialmente negativi. Una supermaggioranza amplia lo spazio politico per tagli fiscali, stimoli economici, difesa e politica industriale, aumentando al tempo stesso la probabilità di maggiore coerenza, flessibilità e minori sorprese politiche.
La questione chiave nel medio termine sarà se le misure saranno mirate, temporanee e finanziate (scenario favorevole al mercato) oppure ampie e non coperte (scenario che alimenterebbe dubbi su sostenibilità del debito e rischi geopolitici).
Con un forte mandato, il governo può approvare misure più rapidamente e con meno compromessi, favorendo i mercati grazie a un processo decisionale più chiaro e coerente.
Ma una vittoria schiacciante ha un duplice effetto:
È plausibile un primo movimento di sollievo: chiarezza politica e mandato forte tendono a sostenere il sentiment di rischio.
Sul fronte dello stimolo, le priorità dichiarate da Takaichi puntano a un’espansione fiscale “responsabile e proattiva” orientata alla crescita tramite investimenti. In concreto, ciò suggerisce potenziali benefici per difesa, IA, infrastruttura digitale, semiconduttori e catene di approvvigionamento strategiche/materiali critici, oltre a una spesa più ampia collegata agli obiettivi economici e di sicurezza nazionale.
La durata del rally, però, dipende dal mercato obbligazionario. Se le misure fiscali riattivano rapidamente la volatilità delle obbligazioni governative JGB, soprattutto sulla parte più lunga, l’azionario potrebbe passare da un rialzo generalizzato a rotazioni settoriali più marcate.
Il risultato elettorale può essere favorevole ai JGB se favorisce un processo decisionale più coerente e meno soggetto a sorprese.
Il rischio principale è che un forte mandato apra la strada a un’espansione fiscale più ampia o non finanziata. In questo scenario, il tratto super‑long (30–40Y) è generalmente il primo a mostrare segnali di stress.
A prima vista, il mix di politiche di Takaichi suggerisce una curva più inclinata: l’enfasi su un’espansione fiscale “responsabile e proattiva” tende a spingere al rialzo i rendimenti a lungo termine, mentre un orientamento monetario più accomodante può mantenere ancorata la parte breve. Non sorprende che i rendimenti dei JGB a 30 anni siano già risaliti nella mattinata di lunedì.
Tuttavia, questa inclinazione iniziale potrebbe non durare. Anche con maggiori esigenze di finanziamento, i policymaker potrebbero evitare di aumentare troppo l’offerta sul tratto super‑long, data la sua volatilità recente. Questo sposterebbe più emissioni sulle scadenze brevi, esercitando nel tempo una pressione al rialzo sui rendimenti front‑end.
Lo yen rappresenta un altro possibile fattore di appiattimento: più spesa fiscale e tagli d’imposta possono mantenere l’inflazione elevata e i tassi reali bassi, indebolendo la valuta. Se la debolezza dello yen alimenta pressioni sui prezzi e sul costo della vita, la BOJ potrebbe essere costretta ad alzare i tassi più di quanto il mercato preveda, sostenendo il breve termine e appiattendo la curva.
La risposta dello yen sarà guidata dal mix di politiche:
Questo risultato elettorale elimina la domanda “chi governa?”. I mercati ora devono valutare la domanda “come governa?” e questo si riduce a verificare se una supermaggioranza diventa un mandato per una condotta disciplinata o una ambizione fiscale maggiore e più rapida.