Dazi e volatilità di nuovo al centro: come si stanno muovendo i trader sui principali mercati
Punti chiave:
- Reset delle tariffe, non un vero rollback: la revisione normativa ha annullato il precedente percorso basato sull’IEEPA. In sua sostituzione, è stata introdotta la Sezione 122, che prevede tariffe temporanee con un intervallo dal 10% al 15%.
- Tariffe effettive inferiori a quanto suggeriscono i titoli: grazie alle numerose eccezioni, incluse quelle per i beni conformi all’USMCA, il livello tariffario applicato risulta in molti casi più contenuto rispetto alla percezione creata dagli annunci ufficiali.
- Impatto macro, crescita più lenta e maggiore incertezza politica: le entrate tariffarie, soggette a oscillazioni, potrebbero contribuire a mantenere una certa volatilità nei rendimenti dei Treasury. In questo contesto, in alcune fasi di mercato si sono osservati movimenti anche su oro e argento, inclusi periodi di temporaneo sollievo.
- Possibil impatti regionali: alcune aree come Cina/Hong Kong, Brasile e i Paesi con scambi collegati all’USMCA potrebbero mostrare una maggiore capacità di adattamento. Al contrario, economie come Australia, ASEAN, Giappone e Regno Unito potrebbero trovarsi in una posizione meno favorevole dal punto di vista competitivo. Queste considerazioni restano comunque soggette a evoluzioni politiche e commerciali.
- Considerazioni generali di mercato: lo scenario suggerisce un potenziale aumento della volatilità e una maggiore dispersione nei comportamenti degli asset. Alcuni osservatori notano la possibilità di performance differenziate tra regioni e una domanda stabile per i metalli preziosi, senza che ciò implichi previsioni o indicazioni operative.
Cos'è successo:
- La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato le tariffe imposte da Trump sotto l'IEEPA: l’amministrazione aveva utilizzato i poteri di emergenza previsti dall’IEEPA per intervenire sulle transazioni economiche, estendendo il meccanismo fino a coprire ampie categorie merceologiche. La Corte ha stabilito che questo approccio non era appropriato per applicare dazi di portata così ampia, invalidando quindi quel percorso normativo.
- Le tariffe non sono state eliminate: la Sezione 122 è diventata la base temporanea. Dopo la decisione, l’amministrazione ha rapidamente attivato la Sezione 122, che consente l’applicazione temporanea di tariffe. Questo ha permesso di mantenere un quadro tariffario transitorio, evitando un vuoto normativo immediato.
- Annuncio di una tariffa globale del 10%, poi elevata al 15%, con possibili differenziazioni per paese.Nel definire la nuova impostazione, la Casa Bianca ha dichiarato inizialmente un livello tariffario uniforme del 10%, successivamente rivisto al 15%, iniziando al contempo a esplorare opzioni specifiche per paese. Si tratta di misure ancora soggette ad evoluzione e negoziazione.
- Una sfumatura fondamentale: restano ampie esenzioni. Nonostante il nuovo quadro tariffario, sono previste numerose eccezioni, incluse quelle per prodotti conformi agli accordi USMCA e altri settori specifici. Ciò comporta livelli di dazio effettivi più bassi rispetto a quanto potrebbe emergere dagli annunci iniziali.
Implicazioni macro:
Quadro generale
- Reset politico, non rollback completo: la flessibilità legale è ridotta, ma la pressione tramite canali burocratici continua.
- Tariffe effettive inferiori alla soglia del 15%: sebbene il livello dichiarato sia del 15%, l’ampiezza delle esenzioni, incluse quelle legate agli accordi commerciali in vigore, riduce in molti casi l’impatto effettivo.
- Possibile rallentamento della crescita: frizioni commerciali e ritardi nei capex sembrano meno gravi rispetto al mix IEEPA precedente.
- Incertezza politica elevata: eventuali indagini, sviluppi legali o variazioni nella politica commerciale possono contribuire a un contesto più incerto, con potenziali differenze marcate tra settori e aree geografiche.
Implicazioni fiscali / di rendimento
- Crescente incertezza sui ricavi tariffari: sfide legali e rimborsi potrebbero causare più volatilità.
- Aumento del rischio fiscale USA: se i mercati si focalizzano su entrate tariffarie instabili, i deficit potrebbero ampliarsi.
Vincitori e perdenti per paese / regione
Vincitori comuni
- Cina / HK: sollievo significativo rispetto al carico precedente, soprattutto nel tech.
- Brasile: beneficiario di tassi tariffari medi più favorevoli nel reset.
- Messico / Canada: in posizione favorevole grazie alle esenzioni USMCA.
Perdenti comuni
- Australia: potrebbe perdere vantaggio tariffario rispetto ad altri.
- Vietnam / ASEAN: potrebbero perdere quota di mercato se la Cina riprende competitività.
- UE / Giappone / Regno Unito: i cap esistenti potrebbero essere minacciati dagli accordi tariffari.
Implicazioni per i mercati:
Regime di mercato
- Ribalta e dispersione maggiore: politiche meno prevedibili, guidate dai titoli.
Inclinazione direzionale
- Possibile debolezza relativa degli asset USA: a causa di preoccupazioni sulla credibilità fiscale e politica.
- USD potrebbe indebolirsi: se i flussi si spostano lontano dagli asset USA.
- L'Asia potrebbe sovraperformare: grazie al sollievo tariffario.
- JPY e CHF potrebbero guadagnare: su flussi di rischio negativo, dominati da incertezza fiscale.
- Oro e argento potrebbero guadagnare: favoriti da rischi fiscali e politica incerta.
Rischi da considerare
- Cambiamenti nei percorsi tariffari di Trump possono introdurre rischio.
- Possibili indagini possono rapidamente cambiare le dinamiche di vincitori/perdenti per paese.
Conclusione chiave
Concentrarsi sulla dispersione: le tariffe effettive potrebbero essere inferiori, ma rimangono elevati l'incertezza politica e il "rumore" fiscale.