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Rapida panoramica di mercato – 11 marzo 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica di mercato – 11 marzo 2026


Fattori chiave e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Europa e Asia rimbalzano mentre Wall Street rallenta; il calo del petrolio attenua il panico ma il premio al rischio legato all’Iran resta elevato.
  • Volatilità: il conflitto con l’Iran e il rischio sul petrolio continuano a guidare i mercati, con il CPI al centro dell’attenzione.
  • Asset digitali: il mercato crypto rimane stabile sotto i recenti massimi, con una domanda istituzionale più forte per Bitcoin.
  • Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury USA rimbalzano in vista della pubblicazione del CPI statunitense di febbraio.
  • Valute: il dollaro USA si indebolisce leggermente nella sessione asiatica di mercoledì. L’AUD segna nuovi massimi del ciclo.
  • Materie prime: petrolio volatile tra timori legati allo Stretto di Hormuz e voci su un possibile rilascio di riserve strategiche da parte dell’IEA.
  • Eventi macro: CPI USA di febbraio, asta del Tesoro USA sui Treasury a 10 anni.

Principali notizie macro

  • Le tensioni tra Stati Uniti e Iran stanno aumentando, con il presidente Trump che ha avvertito Teheran di una possibile risposta militare alle mine collocate nello Stretto di Hormuz. Secondo le notizie, gli Stati Uniti avrebbero distrutto imbarcazioni iraniane utilizzate per posare mine e Trump ha indicato che il conflitto potrebbe concludersi presto, poiché l’operazione starebbe procedendo più rapidamente del previsto, contribuendo a calmare le oscillazioni dei prezzi del petrolio. La volatilità di mercato è stata accentuata da messaggi contrastanti provenienti dall’amministrazione, tra cui un post poi ritirato del Segretario all’Energia Chris Wright.
  • L’IEA propone il più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio mai realizzato per contrastare l’aumento dei prezzi dovuto all’escalation delle tensioni in Medio Oriente, superando i 182 milioni di barili rilasciati in due occasioni durante l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.
  • La presidente della BCE Christine Lagarde ha ribadito l’impegno a controllare l’inflazione nonostante l’impennata dei prezzi dell’energia, sottolineando la volontà di evitare nuovi picchi inflazionistici come quelli del passato. In un’intervista rilasciata martedì, ha affermato che l’Europa è meglio preparata ad assorbire gli shock attuali grazie a politiche più solide, anche se l’incertezza sui mercati resta elevata.
  • Il Financial Times riporta che JPMorgan sta riducendo la valutazione di alcuni portafogli di private credit, l’ultimo episodio di una serie di notizie negative sulla valutazione degli asset di credito privato e, in alcuni casi, sulle limitazioni ai prelievi degli investitori dai fondi.

Principali eventi del calendario macro (orari in GMT)

12:30 – CPI USA di febbraio
12:30 – Salari orari medi reali USA di febbraio
17:00 – Asta del Tesoro USA sui Treasury a 10 anni
00:00 – Australia: aspettative di inflazione dei consumatori (marzo)
00:01 – Regno Unito: RICS House Price Balance (febbraio)

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Inditex, Rheinmetall, Porsche, Henkel
  • Giovedì: Adobe, Wheaton Precious Metals, Assicurazioni Generali, BMW, RWE, Hannover Re, Dollar General, Ulta Beauty, Lennar 

Azioni

  • USA: l’S&P 500 ha perso lo 0,2%, il Dow è sceso dello 0,1% e il Nasdaq è rimasto invariato, mentre le speranze di de-escalation si sono scontrate con nuova incertezza sul passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Il calo del petrolio ha rassicurato gli investitori, ma non abbastanza da evitare un finale di seduta incerto. Nvidia, Micron e Intel hanno sovraperformato dopo che TSMC ha annunciato un aumento dei ricavi del 29,9% su base annua nei mesi di gennaio-febbraio, ricordando che la domanda legata all’intelligenza artificiale resta solida. Dopo la chiusura dei mercati, Oracle è balzata dell’11,8% grazie a un aumento dell’84% dei ricavi dell’infrastruttura cloud, mentre l’emissione obbligazionaria da circa 37 miliardi di dollari di Amazon ha evidenziato quanto capitale richieda ancora l’espansione del settore. Il prossimo test per il mercato sarà il CPI statunitense.
  • Europa: lo STOXX 600 è salito dell’1,9%, l’Euro STOXX 50 del 2,7% e il FTSE 100 dell’1,6%, mentre il calo del Brent ha alleviato le preoccupazioni di stagflazione nella regione e fatto scendere i rendimenti obbligazionari. Le banche hanno registrato un forte rimbalzo, seguite dai titoli industriali, e il sentiment è migliorato abbastanza da permettere agli investitori di distogliere lo sguardo dal grafico del petrolio. ASML è salita del 4,6%, Infineon del 6,1% e Prosus del 9,6% dopo che l’aggiornamento sulle vendite di TSMC ha sostenuto i titoli legati all’intelligenza artificiale. Volkswagen ha guadagnato il 2,6% dopo aver indicato margini migliori, mentre Persimmon è salita del 4,5% grazie a prospettive più solide per il mercato immobiliare. Ora i mercati osservano se prezzi dell’energia più stabili riusciranno a evitare una riaccensione del dibattito sulle banche centrali.
  • Asia: l’Asia ha registrato il rimbalzo più forte della giornata, guidata dalla Corea del Sud, dove il KOSPI è balzato del 5,4%. Il Nikkei giapponese è salito del 2,9%, l’Hang Seng di Hong Kong del 2,2%, l’ASX 200 australiano dell’1,1% e Shanghai dello 0,7%. Il motivo è stato semplice: il petrolio si è raffreddato, la propensione al rischio è tornata e l’ottimismo sui semiconduttori è stato rafforzato dall’aumento del 29,9% dei ricavi di TSMC nei primi due mesi dell’anno. Samsung Electronics e SK Hynix sono salite entrambe di oltre l’8%, mentre gli investitori tornavano su titoli legati alla memoria e all’hardware per l’intelligenza artificiale. Le azioni di Nio quotate negli Stati Uniti sono salite del 15,4% dopo che la società ha riportato un utile trimestrale inatteso e una guidance migliore per il primo trimestre. La prossima domanda è se questo rimbalzo potrà consolidarsi quando torneranno i titoli sull’energia.

Volatilità

  • La volatilità dei mercati continua a essere guidata principalmente dagli sviluppi macro piuttosto che da notizie specifiche sulle singole aziende. Il conflitto Israele-USA con l’Iran resta il principale fattore di rischio per i mercati globali a causa del potenziale impatto sull’offerta di petrolio e sulle aspettative di inflazione. I prezzi del petrolio sono saliti all’inizio della settimana per i timori di interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, prima di stabilizzarsi mentre gli investitori valutavano la probabilità di un’escalation. Per gli investitori, il punto chiave è che anche se le azioni appaiono relativamente stabili giorno per giorno, i mercati restano sensibili alle notizie geopolitiche e ai movimenti dei prezzi dell’energia, che potrebbero ancora influenzare l’inflazione e le aspettative sulla politica delle banche centrali.
  • Un altro elemento centrale oggi è la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, che aiuterà gli investitori a valutare se le pressioni inflazionistiche stiano diminuendo o restino persistenti. I dati sul CPI spesso provocano movimenti significativi su azioni, obbligazioni e valute perché influenzano direttamente le aspettative sul percorso dei tassi della Federal Reserve.
  • I prezzi delle opzioni indicano che i mercati si stanno preparando a ulteriori oscillazioni. Sulla base delle opzioni sull’SPX, il mercato prezza attualmente un movimento atteso di circa ±120 punti (±1,77%) fino alla scadenza di venerdì 13 marzo. Per la scadenza odierna, il movimento implicito è di circa ±75 punti (±1,10%).
  • Osservando la catena delle opzioni di oggi, le call at-the-money appaiono leggermente più costose rispetto alle put comparabili, indicando una lieve inclinazione rialzista. Ciò suggerisce che, pur restando cauti, alcuni investitori continuano a posizionarsi per un rimbalzo invece di coprirsi soltanto dal rischio di ribasso.

Asset digitali

  • Gli asset digitali restano relativamente resilienti nonostante il contesto macro incerto. Bitcoin scambia intorno a 69.920 dollari, Ethereum vicino a 2.024 dollari, Solana intorno a 86 dollari e XRP vicino a 1,38 dollari. Sebbene i prezzi si siano allontanati dai recenti massimi, il tono generale rimane costruttivo mentre gli investitori valutano gli stessi fattori macro che influenzano i mercati tradizionali, in particolare gli sviluppi geopolitici e i dati sull’inflazione statunitense.
  • L’attività istituzionale continua a essere un importante driver del sentiment. L’iShares Bitcoin Trust (IBIT) quota intorno a 39,71 dollari, mentre l’iShares Ethereum Trust (ETHA) è vicino a 15,40 dollari. I recenti flussi negli ETF mostrano una domanda più forte per l’esposizione a bitcoin rispetto a ether: gli ETF spot su bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato afflussi significativi all’inizio della settimana, mentre gli ETF su ether hanno mostrato dinamiche più miste. Questo schema suggerisce che gli investitori istituzionali attualmente preferiscono bitcoin come principale esposizione crypto durante periodi di incertezza macro.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono risaliti martedì in vista della pubblicazione del CPI statunitense di febbraio prevista per mercoledì, pur restando in un intervallo laterale. Il rendimento del Treasury a 2 anni di riferimento è salito da un minimo sotto il 3,53% fino a chiudere al 3,59% martedì, prima di arretrare durante la sessione asiatica di mercoledì. Il rendimento del Treasury a 10 anni è passato da un minimo sotto il 4,09% a una chiusura vicino al 4,16% martedì. L’asta di Treasury a 3 anni ha mostrato una domanda moderata.
  • Le obbligazioni corporate high yield statunitensi hanno registrato un rialzo martedì grazie al miglioramento del sentiment di rischio. L’indicatore Bloomberg che misura lo spread tra i rendimenti dei bond high yield e quelli dei Treasury USA si è ristretto di nove punti base a 292 punti base dopo il massimo su più mesi registrato il giorno precedente.
  • I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono rimasti stabili sulla parte breve della curva e leggermente in calo sulle scadenze più lunghe grazie alla forte domanda nell’asta di JGB a 5 anni. Il rendimento del JGB decennale di riferimento è sceso di circa un punto base rispetto alla chiusura di martedì, sotto il 2,17%, ed è sceso di oltre tre punti base rispetto al massimo intraday.

Materie prime

  • I prezzi del petrolio hanno continuato a mostrare forte volatilità. Martedì le voci su una possibile scorta della Marina statunitense a una petroliera nello Stretto di Hormuz hanno fatto crollare il Brent con consegna a maggio fino a circa 81 dollari al barile. Dopo la smentita di tali voci, i prezzi sono rimbalzati sopra i 91 dollari martedì sera, per poi stabilizzarsi sotto gli 88 dollari nella tarda sessione asiatica di mercoledì. La Marina USA ha dichiarato che al momento non scorterà petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Parte della pressione sui prezzi del petrolio potrebbe derivare anche dai possibili piani dell’IEA per un rilascio coordinato delle riserve strategiche.
  • L’oro ha segnato nuovi massimi locali martedì sopra quota 5.200, per poi tornare leggermente sotto questo livello nella sessione asiatica di mercoledì. L’argento ha tentato di mantenere il forte rialzo di martedì, quando ha testato il livello di 90, prima di arretrare a 87,50.

Valute

  • Il dollaro statunitense ha oscillato martedì ma si è indebolito leggermente nella sessione asiatica di mercoledì. EURUSD è risalito verso 1,1630 dal minimo di sessione a 1,1603, con il massimo settimanale a 1,1667 come possibile obiettivo al rialzo. Lo yen giapponese è stato la valuta più debole tra la fine di martedì e l’inizio della sessione asiatica di mercoledì, probabilmente a causa dell’aumento dei rendimenti obbligazionari globali. Successivamente lo yen si è rafforzato, riportando USDJPY appena sotto 158,00 dopo un massimo a 158,39 e EURJPY a 183,75 dopo un massimo a 184,08.
  • Il dollaro australiano si è rafforzato nettamente su gran parte delle valute grazie al recupero del sentiment di rischio. AUDUSD ha raggiunto un nuovo massimo del ciclo sopra il precedente picco di 0,7147, segnando finora un massimo di 0,7186 nella sessione asiatica di mercoledì, il livello più alto da giugno 2022. AUDNZD ha registrato nuovi forti massimi sopra 1,2050, il livello più alto dal 2013.

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