Rapida panoramica del mercato – 18 marzo 2026
Rapida panoramica del mercato – 18 marzo 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: Stati Uniti ed Europa in lieve rialzo grazie a viaggi ed energia, mentre l’Asia resta selettiva tra ottimismo sui chip e timori legati al petrolio.
- Volatilità: decisione della Fed, tono di Powell, rischio legato a petrolio e inflazione; movimento atteso elevato
- Asset digitali: criptovalute in range, focus sulla Fed, afflussi su IBIT/ETHA
- Obbligazioni: i mercati obbligazionari globali salgono grazie a un sentiment di rischio stabile e al calo dei prezzi del petrolio.
- Valute: USD in indebolimento, in particolare contro lo JPY in un contesto di rischio stabile. NOK in forte rialzo.
- Materie prime: Brent e WTI in calo mentre i prodotti raffinati segnalano forte tensione; l’oro attende indicazioni sui tassi dal FOMC
- Eventi macro: decisione sui tassi della Bank of Canada, decisione sui tassi del FOMC USA
Principali notizie macro
- Il sentiment di rischio è rimbalzato dopo la chiusura USA di martedì, con i prezzi del petrolio sotto pressione, anche grazie all’accordo tra Iraq e Turchia per riprendere le esportazioni dai giacimenti del nord tramite un oleodotto chiuso all’inizio del mese, aumentando la produzione di greggio del paese, gran parte della quale resta bloccata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
- La Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi nella riunione odierna, mentre i mercati attendono indicazioni dal presidente Jerome Powell sull’impatto del rialzo dei prezzi del petrolio. L’impennata dei prezzi energetici a livello globale — con il diesel negli USA oltre i 5 dollari al gallone questa settimana — sarà attentamente valutata dalla Fed e da altre banche centrali nel definire la politica monetaria.
- Gli alleati degli Stati Uniti hanno respinto l’invito del presidente Trump a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. L’Iran consente il passaggio sicuro ad alcune navi in base alle loro affiliazioni.
- Le vendite di case in sospeso negli Stati Uniti sono salite dell’1,8% a febbraio 2026, superando le attese. Crescite nel Midwest, Sud e Ovest, mentre il Nord-Est è in calo. Su base annua, le vendite sono scese dello 0,8%. Il miglioramento dell’accessibilità ha sostenuto i dati, ma il rialzo del petrolio potrebbe incidere sui tassi dei mutui.
- L’indice dell’attività economica generale della Fed di New York è salito a -22,6 a marzo 2026 da -25,7, indicando comunque una forte contrazione rispetto alla ripresa post-Covid. L’indice delle condizioni economiche è sceso a -46,2, i prezzi praticati sono calati a 28,8 e l’occupazione è migliorata a -8,5. Le aspettative sull’attività futura sono scese a 12,7.
Principali appuntamenti macro (orari in GMT)
10:00 – CPI dell’Eurozona di febbraio (finale)
11:00 – Richieste di mutui MBA USA
12:30 – PPI USA di febbraio
13:45 – Decisione sui tassi Canada
14:00 – Ordini di fabbrica USA di gennaio
14:30 – Report settimanale EIA su scorte di petrolio e carburanti
18:00 – Decisione sui tassi della Fed
Trimestrali di questa settimana
- Oggi: Micron, Jabil, General Mills, Macy's
- Giovedì: Accenture, Enel, Fedex, Darden Restaurants, Alibaba Group, Accenture, FedEx, PlanetLabs
- Venerdì: Carnival, XPeng
Azioni
- USA: L’S&P 500 è salito dello 0,2%, il Nasdaq dello 0,5% e il Dow dello 0,1%, mentre gli investitori hanno guardato oltre il petrolio vicino ai 100 dollari concentrandosi sulla Federal Reserve; i titoli legati ai viaggi e agli asset alternativi hanno guidato il recupero. Delta è balzata del 6,6% e American Airlines del 3,5% dopo aver alzato la guidance sui ricavi trimestrali; Uber è salita del 4,2% grazie ai piani di lancio di robotaxi in 28 città con software Nvidia; Blackstone ha guadagnato il 4,6% con il recupero del settore finanziario dopo i timori sul credito privato della scorsa settimana. Lemonade è salita di quasi il 16,0% dopo un upgrade di Morgan Stanley, Western Digital del 9,6% grazie a prospettive sugli utili più solide e Swarmer è balzata del 520,0% al debutto sul Nasdaq dopo un IPO a 5 dollari per azione.
- Europa: Lo STOXX 600 è salito dello 0,7%, il FTSE 100 di Londra dello 0,8%, Francoforte dello 0,7% e Milano dell’1,2%, con utility ed energia a sostenere i listini in vista delle decisioni delle banche centrali. Il Brent è rimasto sopra i 100 dollari e il traffico nello Stretto di Hormuz è rimasto in gran parte bloccato, mantenendo alta l’attenzione sull’inflazione, anche se gli investitori continuano a rifugiarsi nei settori difensivi. Shell è salita dell’1,7% e BP del 2,2%; Springer Nature ha guadagnato il 12,8% grazie a una guidance 2026 superiore alle attese e Sartorius Stedim Biotech l’8,9% dopo nuovi obiettivi di crescita di medio termine. I mercati attendono ora segnali dalla BCE.
- Asia: Mercati asiatici contrastati martedì. Il Kospi sudcoreano ha guadagnato l’1,6% e il Taiex taiwanese l’1,5%, mentre il Nikkei giapponese ha perso lo 0,1%, l’Hang Seng lo 0,1% e Shanghai lo 0,9%. Questa mattina il Kospi ha esteso il rimbalzo aprendo oltre il 5% in rialzo grazie al calo del petrolio e all’ottimismo sui chip. Samsung Electronics è salita del 2,8% dopo aver presentato le memorie HBM4E e grazie all’annuncio di Nvidia sulla produzione dei nuovi chip; Hyundai ha guadagnato il 3,2% e Kia il 3,3% per l’espansione delle collaborazioni sulla guida autonoma con Nvidia. La regione resta trainata dal settore chip, mentre la Cina rimane cauta in attesa della Fed.
Volatilità
- La volatilità resta guidata da fattori macro più che da notizie societarie, con la decisione della Federal Reserve e la conferenza stampa di Jerome Powell come principali catalizzatori. Pur con tassi attesi invariati, l’attenzione è sulla dot plot aggiornata e sulla valutazione dei rischi inflazionistici legati al petrolio. Un tono più prudente o restrittivo potrebbe mantenere i mercati instabili.
- I dati recenti mostrano una lieve attenuazione della volatilità, che resta comunque elevata. Il VIX ha chiuso a 22,37 il 17 marzo, in leggero calo, mentre le misure a breve sono miste (VIX1D a 17,55 e VIX9D a 22,36), segnalando una parziale riduzione del rischio evento nel breve.
- Movimento atteso SPX: le opzioni indicano una variazione di circa ±102 punti (±1,52%) fino alla scadenza di venerdì 20 marzo.
- Skew odierno: le opzioni SPX non mostrano una forte domanda di copertura al ribasso; le call at-the-money trattano con volatilità implicita leggermente superiore alle put, indicando un posizionamento prudente ma equilibrato.
Asset digitali
- Gli asset digitali si muovono in un intervallo ristretto in attesa della Fed. Bitcoin intorno a 74.100 dollari, Ethereum a 2.330, XRP a 1,53 e Solana poco sotto i 95, mentre gli investitori attendono segnali su politica monetaria e liquidità.
- La domanda istituzionale continua a sostenere il mercato: il 17 marzo gli ETF spot su Bitcoin negli USA hanno registrato afflussi netti (guidati da IBIT), mentre anche gli ETF su Ethereum hanno visto flussi positivi grazie a ETHA.
- Allo stesso tempo, il posizionamento nei derivati indica maggiore cautela, con domanda di protezione al ribasso su titoli crypto come COIN, MSTR e IBIT.
- Nel complesso, il quadro resta equilibrato: prezzi stabili e afflussi da un lato, posizionamento difensivo dall’altro.
Obbligazioni
- I Treasury USA sono saliti ancora con il calo del petrolio nelle ore asiatiche, con il rendimento a 2 anni sotto il 3,66% e il 10 anni sotto il 4,18%.
- I titoli di stato giapponesi sono saliti con rendimenti in calo (2 anni sotto 1,26% e 10 anni sotto 2,22%).
- Le obbligazioni corporate high yield USA sono salite, con spread in restringimento a 310 punti base.
Materie prime
- Il Brent è sceso verso i 100 dollari e il WTI verso i 92, con lo spread ai massimi da quasi quattro anni. Tuttavia, lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso e le tensioni continuano a limitare l’offerta globale, soprattutto per diesel e carburante per jet.
- L’oro fatica a trovare slancio, con rischio di correzione sotto la media mobile a 50 giorni (4.978 USD) e resistenza a 5.080 USD. L’attenzione resta sul dollaro e sulla Fed. L’argento mantiene il supporto a 77,50 USD.
Valute
- Il dollaro USA si è indebolito con il miglioramento del sentiment di rischio; EURUSD ha testato 1,1550 prima di correggere. Lo yen si è rafforzato (USDJPY fino a 158,57) grazie al calo dei rendimenti e del petrolio. Attesa per la Fed.
- La corona norvegese è salita con forza, con EURNOK sotto area 11,05, sostenuta da aspettative di rialzo dei tassi e maggiori entrate da petrolio e gas.