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Rapida panoramica del mercato – 20 febbraio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 20 febbraio 2026


Fattori chiave e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Stati Uniti ed Europa in calo per i timori di tassi più alti e per le tensioni con l’Iran; Asia in rialzo grazie a Giappone e Singapore, con Hong Kong chiusa.
  • Volatilità: VIX sopra quota 20, focus sui dati macro, skew sostenuto.
  • Asset digitali: BTC/ETH in fase di stabilizzazione, deflussi da IBIT ed ETHA, tono guidato dal quadro macro.
  • Obbligazioni: i Treasury USA trovano supporto giovedì nonostante dati statunitensi solidi.
  • Valute: EURUSD e GBPUSD rompono al ribasso, AUD nel complesso ancora tonico.
  • Materie prime: il Bloomberg Commodity Index registra un rialzo settimanale grazie alla spinta di energia e metalli preziosi legata alla geopolitica.
  • Eventi macro: PMI di febbraio di Eurozona e USA, PIL USA 4° trimestre e indice dei prezzi PCE di dicembre.

Principali notizie macro

  • L’inflazione annua del Giappone è scesa all’1,5% a gennaio 2026, minimo da marzo 2022. I prezzi di alimentari e trasporti hanno rallentato, mentre i costi energetici sono rimasti negativi. L’inflazione core ha raggiunto l’obiettivo del 2% della banca centrale. Su base mensile il CPI è diminuito dello 0,2%.
  • Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti devono “raggiungere un accordo significativo” con l’Iran, aggiungendo che i prossimi 10-15 giorni saranno decisivi. Ha definito l’Iran un “punto caldo”, pur parlando di “colloqui positivi” con i funzionari. L’ampio dispiegamento di forze USA in Medio Oriente consentirebbe di sostenere una campagna di diversi giorni.
  • L’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia è salito a 16,3 a febbraio 2026, oltre le attese. Attività e nuovi ordini sono risultati robusti, mentre le spedizioni hanno rallentato. L’occupazione è leggermente diminuita e la settimana lavorativa si è accorciata. I prezzi sono aumentati nel complesso, ma a un ritmo più moderato.
  • Le vendite di case in sospeso negli USA sono calate dello 0,8% a gennaio 2026, dopo il -7,4% di dicembre, deludendo le attese di un +1,3%. Le vendite sono diminuite nel Nord-Est e nel Sud, ma aumentate nel Midwest e nell’Ovest. Su base annua il calo è stato dello 0,4%. L’economista Lawrence Yun ha sottolineato la necessità di aumentare l’offerta di abitazioni per evitare ulteriori rincari.
  • Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli USA sono diminuite di 23.000 unità a 206.000 a metà febbraio, sotto le 225.000 attese. Le richieste continuative sono salite di 17.000 a 1.869.000, segnalando un mercato del lavoro stabile.
  • Il deficit commerciale USA è salito a 70,3 miliardi di dollari a dicembre 2025, oltre i 55,5 miliardi previsti. Le esportazioni sono diminuite dell’1,7% e le importazioni sono aumentate del 3,6%. Il deficit commerciale del 2025 si è attestato a 901,5 miliardi di dollari, leggermente inferiore al 2024, con disavanzi in riduzione verso UE e Cina ma in aumento verso Messico, Vietnam e Taiwan.

Principali appuntamenti macro (orari in GMT)

I mercati cinesi resteranno chiusi per il Capodanno Lunare fino a lunedì 23 febbraio.

07:00 – Vendite al dettaglio Regno Unito (gennaio)
07:00 – Indebitamento netto settore pubblico Regno Unito (gennaio)
09:00 – PMI Eurozona (febbraio)
13:30 – Indice dei prezzi PCE USA (dicembre), spesa personale
13:30 – PIL USA 4° trimestre
14:45 – PMI USA (febbraio)
15:00 – Vendite di case nuove USA (dicembre)

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Air Liquide, Warner Brothers Discovery, Anglogold Ashanti, Anglo American, Danone

Prossima settimana

  • Lunedì: Dominion Energy, ONEOK, Diamondback Energy, Kratos Defense
  • Martedì: Home Depot, Mercado Libre, EOG Resources, Leonardo SpA, American Tower Corporation, HP, Workday, Axon, First Solar
  • Mercoledì: Nvidia, HSBC Holdings, JX Companies, Lowes Companies, Iberdrola, Synopsys, NU Holdings, Snowflake, E.ON, Bayer, Diageo, Zoom Communications
  • Giovedì: Deutsche Telekom, Salesforce, Schneider Electric, Rolls Royce Holdings, Intuit, AXA, Monster Beverage, Dell Technologies, Coreweave, Rocket Lab
  • Venerdì: BASF, Holcim, Swiss Re
 

Azioni

  • USA: l’S&P 500 ha perso lo 0,3% a 6.861,9, il Nasdaq Composite è sceso dello 0,3% a 22.682,7 e il Dow ha ceduto lo 0,5% a 49.395,2, mentre i verbali della Fed e dati contrastanti hanno alimentato la narrativa “higher for longer”, spingendo al rialzo i rendimenti a lunga scadenza. Il petrolio è salito sulle tensioni con l’Iran, sostenendo l’energia, mentre i finanziari hanno sottoperformato. Walmart ha perso l’1,4% dopo una guidance prudente per l’esercizio 2027; Deere è balzata dell’11,7% grazie a risultati solidi e a un aumento delle previsioni di utile; Blue Owl ha perso quasi il 6% dopo modifiche alla liquidità di un fondo di private credit che hanno preoccupato il settore; Opendoor ha guadagnato il 15,9% in after hours grazie a un quarto trimestre migliore del previsto. L’attenzione si concentra ora sull’inflazione PCE e sull’andamento dei rendimenti.
  • Europa: in Europa, incluso il Regno Unito, l’Euro Stoxx 50 è sceso dello 0,7% a 6.059,6 e lo Stoxx 600 dello 0,5% a 625,3, mentre i verbali della Fed dal tono restrittivo hanno mantenuto vivo il dibattito sull’inflazione e spinto i rendimenti al rialzo. Le banche, forti a inizio mese, hanno ripiegato, mentre gli investitori hanno valutato nuove notizie su regolamentazione e tasse. Airbus ha perso il 6,8% dopo aver ridotto l’obiettivo di produzione di jet per il 2026; Enel ha ceduto il 3,6% dopo l’aumento delle tasse sulle utility in Italia; Orange è salita del 7,5% dopo aver migliorato il target di flusso di cassa; Nestlé ha guadagnato il 3,9% grazie a vendite Q4 superiori alle attese e al piano di cessione del business dei gelati. L’attenzione si sposta ora sui prossimi PMI e sui nuovi risultati societari.
  • Asia: chiusura mista ma positiva nei mercati aperti: il Nikkei 225 giapponese è salito dello 0,6% a 57.467,8 e lo Straits Times di Singapore dell’1,3% a 5.001,6, mentre Hong Kong è rimasta chiusa per il terzo giorno del Capodanno Lunare. Gli scambi sono stati irregolari, con gli investitori divisi tra il rimbalzo tecnologico globale e le preoccupazioni per rendimenti USA più alti e inflazione legata al petrolio. A Singapore, Yangzijiang Shipbuilding è salita del 4,9% a 3,64 dollari di Singapore; DBS ha guadagnato l’1,3% a 57,62; OCBC il 2,3% a 21,59; Mapletree Logistics Trust ha perso l’1,5% a 1,28. Con la riapertura di altri mercati asiatici, il focus resta su geopolitica e rendimenti obbligazionari.

Volatilità

  • La volatilità si è ulteriormente rafforzata in vista del fitto calendario macro di venerdì. Il VIX ha chiuso a 20,23 il 19 febbraio, mentre gli indicatori a breve restano elevati (VIX1D 16,62; VIX9D 19,87), segnalando che gli investitori continuano a pagare per coperture di breve termine piuttosto che esprimere piena fiducia in un rialzo ordinato. Allo stesso tempo, uno SKEW a 141,19 indica una maggiore domanda di coperture contro rischi di coda, pur in assenza di stress marcato.
  • I principali driver odierni sono l’indice core dei prezzi PCE USA e il PIL del quarto trimestre, seguiti dai PMI preliminari. Questi dati potrebbero modificare rapidamente le aspettative sui tassi USA. Un’inflazione più contenuta potrebbe calmare i mercati e ridurre la volatilità; una sorpresa al rialzo rafforzerebbe l’idea di tassi più alti più a lungo, mantenendo pressione sugli asset rischiosi.
  • Movimento atteso su SPX (implicito dalle opzioni) – scadenza odierna: ±53 punti (~0,77%)
  • Skew 0DTE (scadenza odierna): in area strike 6.860, la volatilità implicita delle call (~26,13%) supera quella delle put (~23,69%), riflettendo una lieve inclinazione rialzista piuttosto che un classico posizionamento difensivo al ribasso.

Asset digitali

  • I mercati crypto mostrano una moderata stabilizzazione, ma restano strettamente legati agli sviluppi macro. Il Bitcoin scambia intorno a 67.800 dollari, mentre Ethereum si attesta a circa 1.957 dollari, entrambi leggermente in rialzo nella seduta. Anche altcoin come Solana e XRP sono positive, segnalando un timido miglioramento dell’appetito per il rischio.
  • Tuttavia, il quadro generale resta prudente. I recenti flussi sugli ETF mostrano deflussi netti da IBIT (–164,1 milioni di dollari il 19 febbraio) ed ETHA (–96,8 milioni il 19 febbraio), evidenziando una domanda istituzionale più debole mentre i prezzi tentano di stabilizzarsi. Questa combinazione suggerisce acquisti selettivi sui ribassi piuttosto che un ritorno deciso al risk-on.
  • Con i dati su inflazione e crescita USA in agenda oggi, le crypto restano sensibili alle aspettative sui tassi e ai movimenti del dollaro. Un raffreddamento dell’inflazione potrebbe favorire gli asset digitali insieme alle azioni; aspettative di tassi più elevati potrebbero invece riaccendere rapidamente la volatilità.

Obbligazioni

  • I Treasury USA hanno trovato acquisti giovedì, con l’attenuarsi della vendita partita martedì nel corso della seduta. Il rendimento del Treasury a 2 anni è sceso dal massimo del 3,48% verso il 3,46%, mentre il rendimento del decennale, dopo un picco sopra il 4,10%, è tornato sotto il 4,07% nelle ore asiatiche di venerdì.
  • I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi hanno assorbito un CPI di gennaio più debole delle attese: il rendimento del 2 anni è sceso di meno di un punto base, poco sotto l’1,26%, mentre le scadenze più lunghe hanno registrato un rialzo dei prezzi più marcato, con il rendimento del JGB decennale sceso all’1,21%, sotto il livello della chiusura giornaliera più bassa da inizio gennaio.

Materie prime

  • Il Bloomberg Commodity Index è in rialzo del 2% questa settimana, grazie ai forti guadagni di energia (escluso il gas naturale) e metalli preziosi legati alla geopolitica, che compensano la debolezza dei metalli industriali durante il Capodanno Lunare, mentre l’agricolo è misto. I maggiori rialzi: Brent (+7%), diesel (+8%) e argento (+4%); in calo gas naturale (–4%), caffè (–4%) e soprattutto cacao (–18%).
  • Il petrolio greggio tratta sui massimi da sei mesi mentre il mercato valuta il rischio di un’interruzione delle forniture dal Medio Oriente, dopo l’avvertimento di Trump all’Iran di raggiungere un accordo nucleare entro 15 giorni. Il rischio di perdite di offerta attraverso lo Stretto di Hormuz — uno dei principali snodi mondiali per il transito di petrolio — ha innescato un’intensa attività di copertura: giovedì sono state scambiate oltre 344.000 opzioni call sul Brent, mentre i volumi delle put sono stati inferiori alla metà.
  • L’oro resta in trading range tra 4.860 e 5.140 dollari, mentre l’argento deve superare quota 80 dollari per attrarre nuovo slancio.
  • I future sul grano CBOT sono balzati giovedì oltre 5,60 dollari per la prima volta in sette mesi, a causa di condizioni secche e ventose nelle pianure statunitensi che alimentano timori sull’offerta e di fragili negoziati di pace tra Russia e Ucraina che minacciano ulteriori interruzioni delle spedizioni.
  • I future sul minerale di ferro a Singapore scambiano intorno a 98 dollari per tonnellata dopo sei settimane consecutive di cali che hanno portato i prezzi ai minimi da sette mesi. Il ribasso riflette segnali di mercato più allentato, con scorte in aumento nei porti cinesi, indebolimento stagionale dell’acciaio e maggiore produzione da parte dei grandi minerari.

Valute

  • Il dollaro USA ha superato livelli chiave di resistenza, anche contro un euro debole e una sterlina ancora più fragile: il minimo recente di EURUSD a 1,0766 è stato violato giovedì, con un nuovo minimo a 1,0742 prima di un rimbalzo sopra 1,0750. USDJPY scambia sopra 155,00, con il rally dello yen della scorsa settimana che ha lasciato spazio a una moderata fase di vendite questa settimana.
  • GBPUSD è sceso sotto 1,3500 fino a un minimo di 1,3435 prima di trovare supporto, mentre EURGBP guarda a una chiara resistenza sopra 0,8740. La sterlina è stata debole questa settimana, con crescenti probabilità di un taglio dei tassi nella riunione BoE del 19 marzo dopo i recenti dati macro britannici.
  • Altrove, il dollaro australiano resta complessivamente solido con AUDUSD ben sopra 0,7000, mentre EURAUD si muove vicino ai minimi da un anno e GBPAUD ha toccato giovedì un nuovo minimo da metà 2024. AUDNZD ha segnato venerdì un nuovo massimo a 12 anni sopra 1,1830.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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