Rapida panoramica del mercato – 22 aprile 2026
Rapida panoramica del mercato – 22 aprile 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: Stati Uniti ed Europa in calo per via delle tensioni geopolitiche, mentre l’Asia ha tenuto meglio con il Giappone in testa e i titoli legati all’AI ancora richiesti.
- Volatilità: VIX sotto 20, attenzione su macro e Trimestrali
- Asset digitali: BTC ed ETH più solidi, afflussi su ETHA, deflussi su IBIT
- Obbligazioni: I rendimenti dei Treasury USA sono saliti per il nuovo rialzo del petrolio e le audizioni sulla nomina di Warsh, per poi ridimensionarsi successivamente.
- Valute: Il dollaro USA ha leggermente corretto al ribasso dopo un modesto rally legato all’incertezza sulla guerra con l’Iran e alle audizioni sulla nomina di Kevin Warsh martedì
- Materie prime: L’avanzata del petrolio frenata dalla distruzione della domanda; oro e argento in recupero grazie all’estensione del cessate il fuoco.
- Eventi macro: Fiducia dei consumatori dell’Eurozona (aprile) & asta USA di titoli a 20 anni
Principali notizie macro
- I colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran sono in stallo e lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso dopo che Teheran ha rifiutato il dialogo e ha promesso di non riaprire la rotta mentre continuano le intercettazioni navali USA. Trump ha esteso il cessate il fuoco a tempo indeterminato, in attesa di una proposta unificata iraniana.
- L’impatto del conflitto con l’Iran sull’offerta di petrolio durerà per mesi, anche nel caso in cui un accordo ripristini il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo i principali trader petroliferi. Gli operatori di mercato avvertono che riequilibrare i flussi richiederà tempo e che un’interruzione prolungata potrebbe spingere i prezzi verso livelli tali da rischiare una recessione globale. Con le perdite di offerta di fatto già incorporate, il mercato potrebbe subire pressioni crescenti se una soluzione tarderà ad arrivare, e alcuni sottolineano che il transito nello Stretto potrebbe non tornare completamente alla normalità.
- Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dell’1,7% a marzo 2026, superando le attese dell’1,4% e segnando la crescita più rapida da marzo 2025, trainata da un balzo del 15,5% delle vendite nelle stazioni di servizio a causa dei prezzi più elevati del carburante. La maggior parte delle principali categorie ha registrato aumenti e le vendite core sono cresciute dello 0,7%, sopra il consenso dello 0,2%.
- L’avanzo commerciale del Giappone è salito a 667,0 miliardi di yen a marzo 2026 rispetto ai 529,8 miliardi di un anno prima, ma al di sotto delle previsioni di 1.106 miliardi. Le esportazioni sono aumentate dell’11,7% a un record di 11.003,3 miliardi di yen, superando le importazioni, cresciute del 10,9% a 10.336,3 miliardi grazie a una domanda interna robusta dopo gli stimoli di fine 2025.
- Il candidato alla presidenza della Fed, Warsh, ha dichiarato che esiste una breve finestra per ridurre l’inflazione, che il bilancio della Fed dovrebbe essere più contenuto ed evitare i Treasury a lunga scadenza, e che le sue divergenze con Powell riguardano esclusivamente la politica monetaria. Ha inoltre smentito le notizie secondo cui Trump lo avrebbe spinto a tagliare i tassi, affermando di non aver mai assunto impegni in tal senso. Warsh ha aggiunto che l’inflazione sta migliorando ma che è necessario fare di più e ha sostenuto che la Fed non ha l’autorità legale per emettere una valuta digitale e non dovrebbe perseguirla.
- I datori di lavoro privati negli Stati Uniti hanno creato in media 54.750 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane fino al 4 aprile 2026, in aumento rispetto ai 40.250 rivisti e segnando la quinta settimana consecutiva di miglioramento delle assunzioni e il ritmo più elevato dall’inizio del monitoraggio settimanale ADP nel settembre 2025.
Principali eventi macro (orari in GMT)
06:00 – CPI Regno Unito (marzo)
11:00 – Richieste di mutui MBA USA
14:00 – Fiducia dei consumatori Eurozona (aprile)
14:30 – Report settimanale EIA su scorte di greggio e carburanti
17:00 – Il Tesoro USA emette 13 miliardi USD di titoli a 20 anni
23:00 – PMI preliminare manifatturiero e servizi Australia (aprile)
00:30 – PMI preliminare manifatturiero e servizi Giappone (aprile)
Trimestrali questa settimana
- Oggi: Tesla, IBM, Texas Instruments, ServiceNow, Lam Research, Vertiv, AT&T, ABB, Boeing, Boston Scientific
- Giovedì: Intel, American Express, KLA Corporation, SAP, Thermo Fisher Scientific, Lockheed Martin, Honeywell, Blackstone, Comcast, Nokia, NextEra Energy, Southern Copper, Newmont
- Venerdì: Procter & Gamble, SLB, Charter, HCA Healthcare, AB Volvo
Azioni
- USA: L’S&P 500 è sceso dello 0,6% a 7.064,02, il Nasdaq Composite ha perso lo 0,6% a 24.259,96 e il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,6% a 49.149,60, poiché l’ottimismo iniziale sugli utili ha lasciato spazio a nuove preoccupazioni sul Medio Oriente e al rialzo del petrolio. Le vendite al dettaglio di marzo più forti hanno offerto un supporto limitato, ma gran parte della crescita è stata trainata dall’aumento dei prezzi del carburante, non esattamente il segnale più rassicurante sulla solidità dei consumi. Apple è scesa del 2,5% dopo aver nominato John Ternus come successore di Tim Cook, mentre UnitedHealth è salita del 7% dopo aver superato le stime e migliorato la guidance annuale. Chevron ha guadagnato l’1,5% con il Brent in rialzo del 3,1%, mentre i mercati restano focalizzati su geopolitica, petrolio e risultati di Tesla.
- Europa: Lo Stoxx Europe 600 ha perso lo 0,9% a 616,03, il FTSE 100 è sceso dell’1,1% a 10.498,09, il CAC 40 ha ceduto l’1,1% a 8.235,72 e il DAX è arretrato dello 0,6% a 24.270,87, mentre gli investitori temono che la fragile diplomazia tra USA e Iran possa trasformarsi nuovamente in uno shock energetico. Aerospazio e difesa hanno guidato i ribassi dopo una fase di forte performance, mentre anche la sanità ha pesato. Thales ha perso il 5,9% dopo vendite trimestrali inferiori alle attese, Safran e Rolls-Royce sono scese entrambe di oltre il 6%, e Novo Nordisk ha lasciato sul terreno il 4,2%. Il comparto energia è stato una delle poche note positive, in rialzo dello 0,4% grazie al greggio più forte, con l’attenzione ora rivolta alla riunione della BCE della prossima settimana.
- Asia: L’Asia ha mostrato una maggiore tenuta nell’ultima sessione completa, con il Giappone protagonista: il Nikkei 225 è salito dello 0,9% a 59.349,17, il Sensex indiano ha guadagnato l’1,0% a 79.273,33 e l’indice MSCI Asia-Pacifico ex Giappone è avanzato dello 0,8%. Le speranze che la diplomazia possa ancora evitare uno shock energetico più ampio hanno sostenuto l’appetito per il rischio, mentre la domanda legata all’intelligenza artificiale ha mantenuto i titoli tecnologici sotto i riflettori. A Tokyo, Tokyo Electron è salita del 4,3%, Advantest dell’1,8% e SoftBank del 4,2%. A Hong Kong, il produttore di circuiti stampati Victory Giant è balzato del 50,1% al debutto, segnale che l’interesse degli investitori per le storie legate all’infrastruttura AI resta elevato quando le valutazioni risultano attraenti.
Volatilità
- La volatilità resta sufficientemente elevata da essere rilevante, ma non ancora su livelli di stress conclamato. Il VIX ha chiuso martedì a 19,50, mantenendosi appena sotto la soglia chiave di 20 mentre i mercati bilanciano tre fattori a breve termine: l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, il processo di conferma di Kevin Warsh alla guida della Fed e un fitto calendario di Trimestrali guidato da Tesla dopo la chiusura di mercoledì. I dati più solidi sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno rafforzato l’idea di una crescita resiliente, ma mantengono alta l’attenzione sulle prospettive dei tassi. Per ora, il tono del mercato indica investitori ancora attivi, ma sempre più sensibili sia alle notizie macro sia ai risultati societari.
- Movimento atteso: sulla base dei prezzi delle opzioni sull’SPX, il mercato implica un movimento di circa 101 punti per il resto della settimana, pari a circa l’1,43% fino alla scadenza del 24 aprile, da un livello SPX intorno a 7064.
- Indicatore del giorno: la catena di scadenze SPX odierna mostra una chiara inclinazione rialzista vicino all’at-the-money, con la volatilità implicita delle call giornaliere superiore a quella delle put comparabili. Ciò suggerisce che gli investitori stanno pagando di più per partecipare al rialzo piuttosto che per protezione immediata al ribasso.
Asset digitali
- Gli asset digitali sono in rafforzamento, riflettendo in generale un miglioramento cauto dell’appetito per il rischio. Bitcoin scambia intorno a 77.967 dollari ed Ethereum a circa 2.394 dollari, con altcoin come XRP e Solana anch’esse in rialzo. Tuttavia, il quadro resta eterogeneo sotto la superficie.
- Gli ETF spot su bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato afflussi per 39,3 milioni di dollari il 21 aprile, mentre gli ETF spot su ether hanno aggiunto 43,4 milioni, inclusi 37,0 milioni su ETHA. Allo stesso tempo, IBIT ha registrato deflussi per 6,6 milioni, evidenziando una domanda selettiva piuttosto che diffusa.
- Le azioni legate alle criptovalute continuano a sottoperformare, con Coinbase e MicroStrategy più deboli nell’ultima sessione, segnalando una maggiore cautela da parte degli investitori azionari rispetto a quelli del mercato crypto spot.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury USA sono saliti martedì, in parte probabilmente per una posizione meno accomodante del previsto da parte del candidato alla presidenza della Fed Kevin Warsh durante la sua prima audizione davanti a una commissione del Senato, ma anche per il nuovo aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla mancanza di progressi nei colloqui di pace tra USA e Iran. Il Treasury a 2 anni di riferimento è salito fino a otto punti base nell’area del 3,80% prima di ridiscendere al 3,76% dopo che Trump ha dichiarato unilateralmente l’estensione del cessate il fuoco. Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito fino al 4,31% per poi arretrare verso il 4,28%.
Materie prime
- I prezzi del petrolio restano volatili con il Brent sotto i 100 USD dopo che Trump ha esteso il cessate il fuoco con l’Iran, anche se i colloqui di pace restano sospesi a causa del rifiuto di Teheran di negoziare mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco navale, che secondo JPM potrebbe costringere l’Iran a ridurre la produzione entro 15 giorni. Il risultato è una persistente e grave, e potenzialmente crescente, interruzione dei flussi, con lo Stretto di Hormuz di fatto chiuso.
- Prezzi più elevati di petrolio e carburanti hanno già innescato, secondo Vitol, circa 5 milioni di barili al giorno di distruzione della domanda. In combinazione con la rivendita attiva di barili da parte della Cina, l’impatto sui prezzi del greggio è stato finora contenuto. Tuttavia, le tensioni di mercato restano evidenti nei prodotti raffinati, dove la carenza di diesel, carburante per aerei e feedstock petrolchimici continua a sostenere i prezzi.
- L’oro è in rialzo dopo due giorni di calo, poiché l’estensione del cessate il fuoco da parte di Trump riduce il rischio immediato di escalation militare — e quindi la minaccia di un ulteriore aumento inflazionistico dei prezzi del petrolio — esercitando al contempo pressione sul dollaro. Finché non emergerà un percorso più chiaro verso un accordo di pace, oro e argento continueranno probabilmente a competere con il dollaro per la direzione, mantenendo i prezzi in un intervallo laterale.
Valute
- Il dollaro USA è salito martedì grazie alla posizione leggermente meno accomodante del previsto del candidato alla presidenza della Fed Warsh durante le audizioni al Senato, in particolare dopo aver dichiarato di non aver promesso tagli dei tassi al presidente Trump e aver difeso l’indipendenza della Fed. Anche i prezzi più elevati del petrolio, legati all’incertezza sul cessate il fuoco nella guerra con l’Iran, hanno inizialmente pesato prima che la situazione si chiarisse. EURUSD è sceso fino a 1,1719 prima di risalire sopra 1,1750 durante la sessione asiatica di mercoledì. Altrove, AUDUSD è rimbalzato con decisione sopra 0,7172 nelle prime ore di mercoledì dopo essere sceso fino a 0,7130 martedì.
- La corona norvegese e la corona svedese si muovono vicino o ai massimi di diverse settimane contro l’euro, con EURNOK sceso ben sotto 11,00 questa settimana al livello di chiusura giornaliero più basso da oltre tre anni martedì, mentre EURSEK si attesta intorno a 10,75, vicino al minimo delle ultime cinque settimane, e non ha ancora invertito il movimento rialzista innescato in parte dalla guerra in Iran, iniziata quando la coppia era intorno a 10,67.