Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment and Options Strategist
Riassunto: Two events hit markets simultaneously on Tuesday: April CPI came in at 3.8% year-on-year, slightly above the 3.7% forecast, and the US-Iran ceasefire was declared dead before the session close. Nasdaq 100 fell 0.87%. The Dow edged up 0.11%. Defensive rotation, not panic. The options market is telling a more nuanced story ...
L’inflazione è risultata superiore alle attese e il cessate il fuoco con l’Iran è crollato nello stesso pomeriggio, spingendo il petrolio sopra i 100 dollari e favorendo una rotazione degli investitori fuori dai titoli growth.
Ad aprile, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati del 3,8% su base annua, leggermente al di sopra del consenso del 3,7% e al livello più alto da maggio 2023, trainati da un balzo mensile del 3,8% dei costi energetici, mentre il conflitto nell’area dello Stretto di Hormuz ha continuato a sostenere il prezzo del greggio. Nello stesso giorno, il presidente Trump ha definito inaccettabile l’ultima proposta di cessate il fuoco avanzata da Teheran, dichiarando di fatto conclusa la tregua. Il Brent ha chiuso intorno a 108 dollari al barile e il WTI vicino a 102 dollari. La combinazione di questi due sviluppi ha spinto il Nasdaq 100 in calo dello 0,87% e il Russell 2000 dello 0,97%, mentre il Dow ha registrato un lieve rialzo dello 0,11% grazie alla rotazione degli investitori verso titoli difensivi.
Tutti i valori azionari e degli indici si riferiscono alle chiusure di martedì 12 maggio. I futures rappresentano prezzi in tempo reale intorno alle 7:20, ora di Copenaghen. Al momento della stesura, i mercati europei non avevano ancora aperto.
Il VIX ha chiuso martedì a 17,99, in calo del 2,1% nella sessione. I futures VIX sul primo mese si attestano a 20,56, con uno spread di circa 2,5 punti sopra il valore spot. Questo contango riflette l’incertezza residua ancora incorporata nella volatilità forward, anche se la volatilità realizzata nel breve termine rimane contenuta.
L’indice CBOE SKEW (che misura il premio che gli investitori pagano per protezione ribassista out-of-the-money rispetto a un’esposizione rialzista equivalente) si mantiene a 139,41, segnalando una domanda elevata di copertura contro i rischi di coda nonostante il contesto apparentemente tranquillo della volatilità spot.
Il rapporto put/call sulle sole azioni (PCCE, che misura quanto trading in put protettive avviene rispetto all’attività rialzista sulle call dei singoli titoli) è balzato del 14,12% martedì. Il rapporto put/call totale (PCC) è salito del 10,08%. Entrambi i movimenti riflettono una sessione in cui i trader hanno aumentato attivamente le coperture. I produttori di semiconduttori e i titoli tecnologici megacap hanno registrato cali superiori all’1% su tutta la linea, in linea con il ribasso generalizzato del Nasdaq.
Quando i rapporti put/call azionari aumentano bruscamente insieme a volumi elevati di call accumulati nelle settimane precedenti, ciò può indicare che i market maker detengono una significativa esposizione short-gamma. I dealer in questa posizione tendono a comprare durante i rialzi e vendere durante i ribassi, amplificando i movimenti in entrambe le direzioni. È importante monitorare questa dinamica in prossimità della prossima grande scadenza delle opzioni o di un evento rilevante su un singolo titolo che possa innescare un unwind delle coperture.
Nota importante: tutti gli esempi indicati nell’articolo sono forniti esclusivamente a scopo illustrativo e informativo e non vanno intesi come raccomandazioni di strumenti o strategie o come sollecitazioni all'investimento. Sono stati pensati per aiutarvi a dare forma al vostro processo di pensiero e non devono essere replicati o implementati senza un'attenta considerazione. Ogni investitore o trader deve condurre la propria analisi e prendere in considerazione la propria situazione finanziaria, la propria tolleranza al rischio e i propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. Ricordati che investire nel mercato comporta dei rischi ed è fondamentale prendere decisioni informate.
Approfondimento strategico - Call spread sul Nasdaq invece di acquistare call outright. Quando l’indice CBOE SKEW è elevato, la volatilità delle put è sistematicamente più costosa rispetto a quella delle call. Questa asimmetria strutturale rende relativamente economico acquistare call outright, e ancora più conveniente costruire un call spread (acquistando una call a uno strike e vendendo una call a uno strike superiore), mantenendo comunque una view direzionale rialzista. Con i futures sul Nasdaq 100 in rialzo dello 0,41% questa mattina, un call spread a rischio definito costa meno rispetto all’acquisto di una call outright e sfrutta la skew relativamente economica delle call.
La perdita massima corrisponde al premio netto pagato nel caso in cui il Nasdaq non riesca a superare lo strike della call acquistata.
Approfondimento strategico - Put protettive sull’iShares Russell 2000 ETF (IWM) mentre la volatilità è ancora bassa. Con la volatilità realizzata a 20 giorni al 9,9%, ben al di sotto delle medie di lungo periodo, il premio richiesto per acquistare protezione ribassista su IWM rimane compresso. Il Russell 2000 ha perso quasi l’1% martedì e, in quanto indice sensibile ai tassi e fortemente esposto ai titoli growth, resta il segmento azionario più vulnerabile a una revisione “higher for longer” qualora il dato CPI di aprile rafforzi la posizione della Fed. Acquistare put a breve termine in questo contesto costa meno rispetto a un ambiente di volatilità più elevata, mentre lo shock energetico rappresenta uno scenario concreto in cui tale protezione potrebbe risultare efficace.
Il rischio principale è che la volatilità implicita continui a comprimersi, erodendo il valore della posizione in put anche se i mercati dovessero scendere lentamente anziché subire una brusca correzione.
La sessione di martedì ha confermato due elementi che il mercato sperava di evitare: l’inflazione non sta tornando verso il target nei tempi previsti e il contesto geopolitico in Medio Oriente sta peggiorando invece di stabilizzarsi. In vista della seduta di mercoledì, i futures statunitensi stanno tentando un moderato recupero, mentre al momento della stesura i mercati europei non avevano ancora aperto. In assenza di dati macroeconomici di rilievo negli Stati Uniti nel calendario di mercoledì, saranno probabilmente le notizie sul petrolio e gli sviluppi legati all’Iran a determinare il sentiment di mercato. L’elevato livello dello SKEW e il contango dei futures sul VIX suggeriscono che il mercato non è ancora pronto a dichiarare cessato l’allarme.