Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment and Options Strategist
Le chiusure record di lunedì hanno mascherato due forze contrapposte e il mercato delle opzioni sta prezzando esattamente quale delle due conterà di più nei prossimi quattro giorni.
L’azionario ha chiuso lunedì su livelli record prima di un’inversione nel finale di seduta trainata dal petrolio, salito di oltre il 2% dopo che Trump ha respinto l’ultima apertura diplomatica dell’Iran e le interruzioni delle forniture nello Stretto di Hormuz non hanno mostrato alcun segnale di risoluzione. In vista di martedì, il principale catalizzatore prospettico è il summit Trump-Xi a Pechino del 14-15 maggio, un incontro che avrebbe dovuto concentrarsi sulla formalizzazione dell’attuale quadro tariffario (dazi USA al 30%, dazi cinesi al 10%, nell’ambito di un’estensione valida fino a novembre 2026), ma che ora la guerra con l’Iran rischia di mettere in secondo piano. Il Segretario al Tesoro Bessent ha già indicato l’Iran come una priorità del summit, aumentando il rischio che i progressi su commercio, terre rare e un quadro bilaterale permanente vengano accantonati.
Record su una partecipazione ridotta, petrolio in forte rialzo per le interruzioni a Hormuz - una seduta divisa tra ottimismo sulla tecnologia e rischio geopolitico.
La struttura a termine del VIX sta prezzando un evento specifico con una precisione insolitamente chirurgica - e i dati sui flussi confermano che i trader sono già posizionati in modo difensivo.
Il VIX ha chiuso lunedì a 18,38 (+6,92%), una divergenza insolita rispetto all’azionario - i trader stavano costruendo coperture anche mentre gli indici salivano su livelli record. La struttura a termine della volatilità rende questa attività di copertura sorprendentemente precisa: il VIX a 1 giorno (VIX1D) è sceso del 9,3% a 11,52, mentre il VIX a 9 giorni (VIX9D) è balzato del 18,9% a 16,89, generando una marcata piega nella curva che copre quasi esattamente la finestra del summit del 14-15 maggio. Il mercato delle opzioni non è ampiamente timoroso; teme in modo specifico un evento ben definito tra quattro giorni. Il rapporto VIX3M/VIX - che confronta la volatilità implicita a tre mesi con il livello spot di breve termine - è sceso del 3,1% a 1,16, confermando che la volatilità di breve periodo sta aumentando più rapidamente delle aspettative a più lunga scadenza: la struttura a termine si sta appiattendo con urgenza, non gradualmente. L’indice CBOE SKEW (SKEW), che misura il premio pagato dagli investitori per la protezione al ribasso out-of-the-money rispetto a un’esposizione equivalente al rialzo, è salito a 140,21 (+1,45%), e il rapporto put/call sull’indice CBOE S&P 500 (PCCI) è balzato del 12,0% a 1,154 - l’acquisto di put protettive è il tema dominante dei flussi, coerente con il rischio che l’agenda del summit, congestionata dal dossier Iran, aumenti la probabilità che i mercati ricevano meno chiarezza sul commercio di quanto sperato. I futures VIX front-month sono scambiati a 21,05, quasi tre punti sopra il VIX spot, riflettendo una domanda strutturale di volatilità di breve termine che non mostra segnali di rientro in vista del summit.
Nota importante: le tutti gli esempi indicati nell’articolo sono forniti esclusivamente a scopo illustrativo e informativo e non vanno intesi come raccomandazioni di strumenti o strategie o come sollecitazioni all'investimento. Sono stati pensati per aiutarvi a dare forma al vostro processo di pensiero e non devono essere replicati o implementati senza un'attenta considerazione. Ogni investitore o trader deve condurre la propria analisi e prendere in considerazione la propria situazione finanziaria, la propria tolleranza al rischio e i propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. Ricordati che investire nel mercato comporta dei rischi ed è fondamentale prendere decisioni informate.
Spunto strategico – Put spread invece di una put outright. Uno SKEW a 140 indica che la protezione al ribasso deep out-of-the-money incorpora un premio elevato - chi acquista put outright sta pagando un costo significativamente superiore rispetto a una protezione equivalente collocata a una distanza più moderata dal livello spot. Un put spread, acquistare una put a uno strike e vendere contemporaneamente una put a uno strike inferiore - offre una copertura al ribasso comparabile a un costo netto decisamente più contenuto, reinserendo nella struttura una parte del premio elevato delle put. Con l’agenda del summit complicata dall’Iran, lo scenario ribassista (meno progressi commerciali del previsto, o attriti diplomatici) ha una probabilità concreta, e un put spread rappresenta il modo più efficiente in termini di costo per coprirlo senza pagare eccessivamente per una protezione di coda che potrebbe non concretizzarsi. La perdita massima è il premio netto pagato, l’intero costo della protezione se i mercati continuano a salire e lo spread scade senza essere esercitato.
Spunto strategico – Call spread su IWM per una sorpresa positiva dal summit. L’iShares Russell 2000 ETF (IWM), che replica società statunitensi a piccola capitalizzazione orientate al mercato domestico, è più sensibile alle condizioni commerciali rispetto agli indici a maggiore capitalizzazione, la sua sovraperformance dello 0,33% di lunedì riflette questa sensibilità. Con il PCCI elevato e il mercato delle opzioni già posizionato in modo difensivo, il profilo rischio-rendimento del summit presenta un’asimmetria interessante: un esito deludente è già in larga misura prezzato attraverso rapporti put/call elevati, il che significa che qualsiasi sorpresa positiva, progressi significativi sul quadro tariffario o un accordo formale di “Board of Trade”, probabilmente produrrebbe un movimento al rialzo amplificato nei nomi sensibili al commercio come IWM. Acquistare un call spread su IWM, comprando una call al livello attuale o vicino ad esso e vendendo una call a uno strike superiore, consente di posizionarsi su questo rialzo asimmetrico con un costo definito e relativamente basso, senza richiedere una convinzione forte su un esito che nessuno può prevedere. La perdita massima è il premio netto pagato se IWM non riesce a salire oltre lo strike inferiore prima della scadenza.
Lunedì ha registrato chiusure record su una partecipazione ridotta e con venti contrari dal petrolio nel finale - una seduta che ha raccontato contemporaneamente due storie diverse a livello di indici e di struttura di mercato. Il mercato delle opzioni sta reagendo con precisione chirurgica: VIX1D tranquillo, VIX9D nettamente elevato, SKEW a 140, PCCI in forte rialzo. Il summit tra quattro giorni è l’evento centrale e, con l’Iran che ora compete per spazio nell’agenda, la probabilità di un esito ordinato e focalizzato sul commercio si è ridotta. In vista dell’apertura odierna, la combinazione di un put spread per il ribasso e di un call spread su IWM per una sorpresa positiva cattura l’asimmetria senza richiedere una view direzionale su un summit che nessuno può prevedere pienamente.