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Rapida panoramica del mercato – 23 aprile 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 23 aprile 2026


Driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Wall Street ha raggiunto nuovi massimi, l’Europa è arretrata a causa del petrolio e delle tensioni geopolitiche, mentre l’Asia è rimasta contrastata con il rally dell’AI in Giappone che si è scontrato con la resilienza della Cina.
  • Volatilità: VIX sotto 19, supporto dal cessate il fuoco, domanda di protezione al ribasso
  • Asset digitali: BTC ed ETH stabili, IBIT ed ETHA forti, altcoin più deboli
  • Obbligazioni: I rendimenti obbligazionari globali salgono leggermente a seguito del nuovo rialzo dei prezzi del petrolio.
  • Valute: Il dollaro USA si rafforza nuovamente dopo l’ultimo picco dei prezzi del petrolio.
  • Materie prime: Il rimbalzo del petrolio detta il tono mentre i metalli sono in calo
  • Eventi macro: PMI flash di aprile per manifattura e servizi per Eurozona, Regno Unito e Stati Uniti, CPI nazionale del Giappone di marzo

Principali notizie macro

  • Gli Stati Uniti e l’Iran stanno entrambi cercando di bloccare lo Stretto di Hormuz, con l’Iran che ha aperto il fuoco su almeno tre navi mercoledì. Prima della scadenza del cessate il fuoco originario mercoledì, il presidente USA Trump ha dichiarato che lo estenderà a tempo indeterminato, in attesa di una proposta di pace iraniana, anche se Teheran ha affermato di non avere intenzione di avviare colloqui di pace.
  • Il presidente USA Trump ha una scadenza al 1° maggio per ottenere l’autorizzazione del Congresso per la guerra in Iran ai sensi della War Powers Resolution del 1973, che stabilisce che, in assenza di una dichiarazione formale di guerra o di altra autorizzazione, deve ridurre qualsiasi azione militare entro 60 giorni. Trump può estendere le operazioni di 30 giorni, ma solo se il ritiro sicuro delle forze statunitensi è considerato una necessità militare.

Principali appuntamenti macro (orari in GMT)

07:15 – Francia PMI flash manifatturiero e servizi di aprile
07:30 – Germania PMI flash manifatturiero e servizi di aprile
08:00 – Eurozona PMI flash manifatturiero e servizi di aprile
08:30 – Regno Unito PMI flash manifatturiero e servizi di aprile
12:30 – USA Indice nazionale di attività della Fed di Chicago (marzo)
12:30 – USA Richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione
13:45 – USA PMI flash manifatturiero e servizi di aprile
14:30 – Variazione delle scorte di gas naturale EIA
23:01 – Regno Unito Fiducia dei consumatori GfK
23:30 – Giappone CPI nazionale di marzo

Trimestrali di questa settimana

  • Mercoledì (ieri): Tesla, IBM, Texas Instruments, ServiceNow, Lam Research, Vertiv, AT&T, ABB, Boeing, Boston Scientific
  • Giovedì (oggi): Intel, American Express, KLA Corporation, SAP, Thermo Fisher Scientific, Lockheed Martin, Honeywell, Blackstone, Comcast, Nokia, NextEra Energy, Southern Copper, Newmont
  • Venerdì: Procter & Gamble, SLB, Charter, HCA Healthcare, AB Volvo
 

Azioni

  • USA: L’S&P 500 è salito dell’1,1% a 7.137,90 e il Nasdaq 100 ha guadagnato l’1,7% a 24.937,28, mentre il Dow è cresciuto dello 0,7% a 49.490,03, grazie all’estensione del cessate il fuoco tra USA e Iran e a una solida stagione di utili che hanno sostenuto l’appetito per il rischio nonostante il petrolio resti vicino ai 100 USD. Micron è balzata dell’8,5% grazie alla forte domanda legata all’intelligenza artificiale, Boeing è salita di circa il 5,5% dopo una perdita inferiore alle attese, GE Vernova è cresciuta di oltre il 13% dopo aver migliorato le previsioni per il 2026 grazie alla domanda di energia dei data center, e Boston Scientific è salita del 9,0% dopo aver rivisto al ribasso la guidance, interpretata dagli investitori come un reset atteso. L’attenzione si sposta ora sulla capacità degli utili di continuare a compensare l’impatto del caro petrolio.
  • Europa: Lo STOXX 600 è sceso dello 0,4% a 613,88, il DAX ha perso lo 0,3% e il FTSE 100 è arretrato dello 0,2% a 10.476,46, mentre gli investitori valutavano una fragile tregua in Medio Oriente, il rafforzamento del petrolio e un’altra intensa stagione di utili. Non sono mancati segnali di forza: ASM International è salita del 7,1% grazie a previsioni di ricavi più solidi nel secondo trimestre, e ABB ha guadagnato il 3,4% dopo aver migliorato le prospettive di vendita. Sul fronte opposto, Deutsche Telekom ha perso il 4,8% per speculazioni su una fusione con T-Mobile US, mentre Reckitt è scesa del 4,6% dopo risultati trimestrali deboli. L’Europa appare ancora una volta come un mercato diviso tra vincitori nell’energia e nella tecnologia e il resto del mercato che paga il conto del carburante.
  • Asia: L’Asia ha chiuso in modo contrastato mercoledì, con il Giappone in evidenza: il Nikkei 225 è salito dello 0,4% a 59.585,86, mentre il più ampio Topix è sceso dello 0,7% a 3.744,99, indicando un rally ristretto e fortemente legato al tema dell’intelligenza artificiale. La Cina continentale è stata più solida, con il CSI 300 in rialzo dello 0,7% a 4.799,63 e lo Shanghai Composite in crescita dello 0,5% a 4.106,26, mentre Hong Kong ha sottoperformato con l’Hang Seng in calo dell’1,2% a 26.163,24. SoftBank è balzata di circa l’8,5% grazie al rinnovato entusiasmo per le sue ambizioni nell’AI, mentre Samsung Electronics in Corea del Sud è salita dello 0,6% e SK Hynix è scesa dello 0,4% in un mercato dei chip più selettivo. Il prossimo test sarà capire se la leadership tecnologica asiatica si allargherà o resterà concentrata su pochi titoli molto affollati.

Volatilità

  • La volatilità si è ridotta dopo la forte sessione risk-on di mercoledì, con l’S&P 500 che ha chiuso a un record di 7.137,90 e il VIX a 18,92, in calo rispetto al 19,50 del giorno precedente. Il movimento riflette un miglioramento del sentiment grazie all’estensione indefinita del cessate il fuoco con l’Iran e a utili solidi, ma gli investitori non sono completamente tranquilli poiché i prezzi del petrolio restano elevati e le tensioni geopolitiche persistono.
  • L’attenzione di oggi si sposta sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli USA, sui dati PMI e su un’altra intensa giornata di trimestrali, tutti fattori che potrebbero mettere alla prova l’attuale clima risk-on.
  • Sulla base dei prezzi delle opzioni sull’SPX, il mercato prezza un movimento di circa 56,6 punti entro venerdì, pari a circa lo 0,8% dai livelli attuali.
  • Per la scadenza odierna, il mercato delle opzioni mostra ancora una chiara inclinazione al ribasso, con put at-the-money tra 7140–7150 prezzate con una volatilità implicita di circa il 22,6%–23,2%, rispetto a circa l’11,1%–11,3% delle call equivalenti, evidenziando una domanda persistente di protezione al ribasso.

Asset digitali

  • Gli asset digitali mantengono un tono costruttivo, anche se il momentum si è leggermente attenuato dopo il rally di ieri. Bitcoin si scambia intorno a 78.200 $ ed Ether vicino a 2.350 $, sostenuti da un miglioramento dell’appetito per il rischio dopo l’allentamento delle tensioni geopolitiche.
  • La domanda istituzionale resta un pilastro fondamentale: IBIT è salito del 5,27% ed ETHA ha guadagnato il 4,50%. Tra le azioni legate al mondo crypto, COIN (+5,28%), MSTR (+9,39%), MARA (+5,43%), RIOT (+6,15%) e CIFR (+7,76%) sono tutte salite, rafforzando il sentiment positivo complessivo del settore. Al contrario, le principali altcoin come XRP e Solana risultano leggermente più deboli questa mattina, suggerendo prese di profitto dopo i recenti rialzi.
  • Nel complesso, il quadro resta costruttivo ma meno unidirezionale, con gli investitori che bilanciano i continui afflussi con una fase di consolidamento nel breve termine.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono saliti mercoledì e nelle prime contrattazioni di giovedì a seguito del nuovo aumento dei prezzi del petrolio, che accresce le pressioni inflazionistiche e la probabilità di una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed. Il Treasury a 2 anni di riferimento è salito di due punti base mercoledì chiudendo vicino al 4,80%, con ulteriore pressione al rialzo nelle prime ore di giovedì, mentre il rendimento del Treasury a 10 anni è aumentato di circa un punto base superando il 4,30% mercoledì, trattando leggermente più in alto giovedì mattina.
  • I titoli obbligazionari europei sono sotto pressione per il nuovo aumento dei prezzi del petrolio, con lo Schatz tedesco a 2 anni che ha chiuso mercoledì al rendimento più alto da oltre una settimana, al 2,56%. Si tratta di un aumento di oltre tre punti base rispetto alla chiusura di martedì e di 16 punti base rispetto a quella di venerdì. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si mantiene nella fascia media delle ultime settimane, intorno al 3,00%.

Materie prime

  • Il petrolio sale per il quarto giorno consecutivo, con il Brent intorno a 103 USD, mentre sia l’Iran sia gli Stati Uniti tentano di bloccare lo Stretto di Hormuz, senza una chiara fine in vista per un conflitto che ha gravemente interrotto le forniture globali di diverse materie prime chiave. Sebbene l’attenzione immediata resti sull’energia, l’impatto rischia sempre più di estendersi all’agricoltura, dove una carenza di fertilizzanti in sviluppo potrebbe pesare sulla produzione agricola nei prossimi mesi.
  • Con i flussi di greggio e prodotti raffinati limitati, il cuscinetto globale di offerta pre-bellica si sta erodendo rapidamente. Di conseguenza, l’economia globale dispone di opzioni limitate per riequilibrare il mercato. Il meccanismo di aggiustamento più immediato – e più doloroso dal punto di vista economico – è la distruzione della domanda, che sta già diventando evidente. Le raffinerie stanno riducendo la produzione, mentre diverse economie e industrie dipendenti dalle importazioni stanno adottando misure per contenere i consumi.
  • Oro e argento continuano a seguire l’andamento del petrolio, con l’aumento dei costi energetici che mantiene al centro dell’attenzione il rischio di un rafforzamento del dollaro nel breve termine e di un’inflazione elevata. Finora questo mese, l’oro ha oscillato in un intervallo relativamente definito tra 4.875 USD e 4.670 USD, ancorato a importanti livelli di Fibonacci, con una possibile rottura che potrebbe indicare il prossimo movimento. Nel breve termine, prezzi del petrolio più elevati potrebbero rappresentare un ostacolo per i metalli preziosi. Tuttavia, l’impatto economico potenzialmente negativo potrebbe successivamente trasformarsi in un fattore di supporto.

Valute

  • Il dollaro USA si è rafforzato a seguito del nuovo aumento dei prezzi del petrolio, mentre lo Stretto di Hormuz rimane quasi completamente bloccato per il traffico marittimo. EURUSD è sceso sotto 1,1700 nelle prime ore di giovedì dopo essere calato dall’area 1,1750 il giorno precedente. USDJPY è salito leggermente sopra 159,50, mentre AUDUSD è sceso leggermente sotto 0,7150.
  • I prezzi elevati di petrolio e gas hanno spinto EURNOK ai minimi degli ultimi tre anni sotto 10,90 e NOKSEK a un nuovo massimo dalla fine del 2024, con il cambio vicino alla parità, scambiato a 0,9929 nelle prime ore di giovedì.

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