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Azioni: i mercati statunitensi ed europei hanno chiuso contrastati, mentre l'Asia ha registrato un forte rimbalzo grazie a Micron, che ha rilanciato il comparto dei chip di memoria.
Volatilità: i mercati azionari recuperano terreno dopo i risultati superiori alle attese di Micron; il VIX si mantiene intorno a quota 19, con il VIX9D vicino al livello spot, segnalando che il mercato incorpora un reale rischio nel brevissimo termine in vista del dato PCE.
Asset digitali: le criptovalute si stanno stabilizzando dopo diverse settimane di ribassi; i flussi di opzioni put su IBIT indicano che gli investitori stanno coprendo le proprie posizioni piuttosto che liquidarle.
Materie prime: oro, argento e rame proseguono il calo; il petrolio azzera i guadagni accumulati durante il conflitto.
Obbligazioni: forte rally dei mercati obbligazionari globali grazie al crollo dei prezzi del greggio. Particolarmente sostenuto il tratto lungo della curva statunitense.
Valute: il dollaro USA ha raggiunto un nuovo massimo nella seduta di mercoledì prima di consolidare. La sterlina continua a mostrare forza nei cross.
Macro: inflazione PCE di maggio negli Stati Uniti.
Macro
I progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran hanno migliorato le prospettive dell'offerta di petrolio. La fiducia nella possibilità di un accordo duraturo ha favorito un aumento del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, con segnali di normalizzazione, mentre gli acquirenti si trovano ora di fronte a un'offerta più ampia di greggio proveniente dal Medio Oriente e dall'Africa occidentale. Una deroga temporanea concessa dagli Stati Uniti per il petrolio iraniano già caricato e il continuo rilascio di scorte strategiche statunitensi contribuiranno inoltre ad aumentare l'offerta. Mercoledì lo spread sul Brent a breve scadenza è tornato in contango ribassista per la prima volta dall'inizio del conflitto.
Le vendite di nuove abitazioni unifamiliari negli Stati Uniti sono diminuite del 7,3% a maggio 2026, attestandosi a un ritmo annualizzato di 580.000 unità, il livello più basso degli ultimi quattro mesi e ben al di sotto delle previsioni. I tassi ipotecari più elevati hanno frenato la domanda, con forti cali nell'Ovest e nel Sud e incrementi nel Nord-Est e nel Midwest. Le scorte sono salite fino a 10,3 mesi di offerta, il livello più elevato dal 2009, mentre il prezzo mediano di vendita è aumentato leggermente a 424.900 dollari.
Trump ha dichiarato che l'Iran ha assicurato agli Stati Uniti che non applicherà pedaggi, premi assicurativi o altre commissioni alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Ha inoltre avvertito che, qualora tale affermazione si rivelasse falsa, i negoziati termineranno immediatamente, sottolineando che nessun fondo è stato trasferito all'Iran né sbloccato dai suoi conti.
L'economia australiana ha creato 40.300 nuovi posti di lavoro a maggio, recuperando le perdite registrate nel mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, confermando la valutazione della Reserve Bank secondo cui il mercato del lavoro resta solido. Dati separati pubblicati dall'ABS hanno inoltre mostrato che la spesa delle famiglie è aumentata dell'1,3% rispetto al mese precedente e del 5,5% su base annua.
Principali appuntamenti macro (orari GMT)
06:45 – Fiducia dei consumatori in Francia (giugno)
12:30 – Inflazione PCE di maggio negli Stati Uniti
12:30 – Ordini di beni durevoli di maggio negli Stati Uniti
17:00 – Asta del Tesoro USA: Notes a 7 anni per 44 miliardi di USD
Trimestrali
Giovedì: H&M Hennes & Mauritz, Darden Restaurants
Azioni
Stati Uniti: l'S&P 500 ha perso lo 0,1%, il Nasdaq Composite è sceso dello 0,4%, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,4%, poiché la debolezza del comparto tecnologico ha nuovamente compensato la buona tenuta del resto del mercato. Microsoft ha ceduto il 2,3%, con le mega-cap tecnologiche ancora sotto pressione, mentre Apollo Global è scesa del 6,1%, pesando sull'S&P 500. Wendy's è balzata del 25,7% grazie al ritorno dell'interesse degli investitori retail per i cosiddetti meme stock. Nell'after hours, Micron è salita di oltre il 10% grazie a solide prospettive per il business delle memorie destinate all'intelligenza artificiale, migliorando il sentiment sul comparto dei semiconduttori e riportando l'attenzione sulla capacità della domanda di giustificare valutazioni ormai molto elevate.
Europa: lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,1%, il DAX ha perso lo 0,6%, il FTSE 100 è salito dello 0,3% e l'Euro Stoxx 50 ha ceduto lo 0,3%, mentre gli investitori hanno bilanciato il calo dei prezzi del petrolio, la forza del dollaro e la rotazione settoriale. Rheinmetall ha perso il 18,7% dopo che la Germania ha cancellato un importante programma di fregate che la società era considerata favorita ad aggiudicarsi. Segro è balzata del 17,4% dopo aver respinto come insufficiente e opportunistica l'offerta di acquisizione da 12,6 miliardi di sterline presentata da Prologis. Gli investitori osservano ora se il calo delle materie prime contribuirà a migliorare i margini oppure rappresenterà semplicemente un segnale di indebolimento della domanda.
Asia: i mercati asiatici hanno registrato un forte rialzo giovedì, con il Nikkei giapponese in aumento del 4,4% e il Kospi sudcoreano del 5,2%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha perso l'1,4% e lo Shanghai Composite della Cina continentale ha guadagnato lo 0,4%. Le solide prospettive fornite da Micron hanno attenuato i timori che il rally legato alle memorie per l'intelligenza artificiale fosse diventato eccessivo, favorendo un rialzo del 6,2% per Samsung Electronics e fino all'11,6% per SK Hynix dopo l'annuncio della prevista quotazione negli Stati Uniti da 29,4 miliardi di dollari. In Giappone hanno inoltre guadagnato terreno SoftBank e Tokyo Electron grazie al rinnovato ottimismo sul settore dei semiconduttori. La domanda chiave resta se questo rappresenti l'inizio di una ripresa duratura oppure soltanto un temporaneo sospiro di sollievo in un mercato ancora molto costoso.
Volatilità
L'S&P 500 ha chiuso mercoledì a 7.358, estendendo la correzione iniziata nelle due sedute precedenti dopo i massimi della settimana precedente. Prima dell'apertura di giovedì, tuttavia, i Future sull'S&P 500 hanno recuperato lo 0,54%, mentre i Future sul Nasdaq 100 sono saliti dell'1,76%, dopo che Micron Technology ha previsto ricavi trimestrali pari a circa 50 miliardi di dollari, ben al di sopra del consenso di 43,2 miliardi, confermando che la domanda di memorie legata all'intelligenza artificiale continua a superare l'offerta disponibile. Il VIX ha chiuso a 18,63, mentre il VIX9D si è attestato a 18,07, un livello insolitamente vicino alla misura a 30 giorni, segnalando che l'incertezza di brevissimo termine è elevata quanto quella di medio termine in vista della pubblicazione odierna dell'inflazione PCE di maggio. Il VIX3M è pari a 20,37, mentre il VIX6M si attesta a 22,40.
Il posizionamento sul mercato delle opzioni ha mantenuto un'impostazione prudente in vista della seduta. L'indice SKEW si è attestato a 145,30, in rialzo dell'1,51%, riflettendo una domanda ancora sostenuta di coperture contro eventi estremi. I flussi sulle opzioni SPX sono stati bilaterali ma orientati in senso difensivo: importanti strutture di put profondamente in-the-money sono state rinnovate sulle scadenze di luglio, agosto e settembre come copertura dei portafogli, mentre sulle medesime scadenze si sono registrati nuovi acquisti di call. Sullo SPCX è comparsa una consistente strategia di strangle negoziata bilateralmente con scadenza settembre, il primo posizionamento di dimensioni istituzionali osservato su quella serie. L'intensa attività sulle call di MU riflette il riposizionamento successivo ai risultati trimestrali, dopo le eccellenti prospettive fornite da Micron. L'indice MOVE ha chiuso a 69,06, mentre il GVZ è balzato del 15,3% in seguito alla discesa dell'oro sotto i 4.000 dollari per la prima volta da novembre.
Sulla base dei prezzi delle opzioni sull'SPX, il mercato sconta attualmente un movimento settimanale atteso di circa 82 punti, pari all'1,10%, suggerendo un intervallo compreso approssimativamente tra 7.276 e 7.440 punti rispetto alla chiusura di 7.358. La scadenza odierna delle opzioni continua inoltre a evidenziare un moderato downside skew, con le put negoziate a premi superiori rispetto alle call comparabili.
Asset digitali
Bitcoin si è stabilizzato dopo diverse settimane di ribassi, scambiando intorno a 60.700 dollari nelle prime ore della sessione europea di giovedì, in recupero di circa l'1,5% rispetto alla seduta precedente. Ethereum si è mantenuto vicino a 1.618 dollari. Il recupero ha coinciso con il miglioramento del sentiment sui mercati azionari globali dopo le prospettive positive comunicate da Micron, che hanno rilanciato l'appetito per gli asset di rischio legati all'intelligenza artificiale. Bitcoin è inoltre interessato oggi da una rilevante scadenza di opzioni, elemento che aggiunge ulteriore incertezza di breve termine a un mercato già alle prese con deflussi istituzionali e con un dollaro statunitense ancora forte.
Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato sei settimane consecutive di deflussi netti fino al 18 giugno, segnalando una persistente cautela da parte degli investitori istituzionali. IBIT ha chiuso a 33,87 ed ETHA a 11,92, entrambi al di sotto dei livelli di metà giugno. In controtendenza, Franklin Templeton ha presentato alla SEC la richiesta per due ETF progettati per convertire i dividendi delle azioni statunitensi in esposizione a Bitcoin, destinando circa il 5% del patrimonio all'asset digitale, a dimostrazione del fatto che lo sviluppo di nuovi prodotti prosegue nonostante un contesto di flussi meno favorevole nel breve periodo.
I flussi di opzioni su IBIT sono stati dominati da consistenti strutture put con scadenza gennaio 2027, profondamente in-the-money, coerenti con investitori che rafforzano la protezione al ribasso anziché ridurre l'esposizione. ETHA ha registrato flussi di put sulla scadenza di settembre. MicroStrategy ha attirato un'intensa attività sulle put distribuita su diverse scadenze di breve e medio termine, compensata solo in parte da posizionamenti in call di breve durata. Sul fronte regolamentare, la domanda di autorizzazione MiCA di Binance in Grecia sembra avviata verso un rigetto prima della scadenza del periodo transitorio del 1° luglio, mentre emergono interrogativi sull'eventuale ruolo informale svolto da alcune istituzioni della banca centrale europea nel processo.
Materie prime
Il Brent viene scambiato sotto i 73 dollari al barile e il WTI sotto i 70 dollari, proseguendo una flessione che dura da quattro sedute e che ha ormai quasi completamente cancellato il premio al rischio legato al conflitto. La riapertura dello Stretto di Hormuz ha determinato un'ondata temporanea di offerta, riportando i prezzi verso livelli che potrebbero rivelarsi difficili da mantenere una volta smaltito l'arretrato delle spedizioni rimaste bloccate e ridotti i rilasci dalle riserve strategiche. Nel più lungo periodo, tuttavia, il rallentamento della crescita della domanda, favorito dall'elettrificazione e dalla sostituzione dei combustibili tradizionali, potrebbe continuare a limitare il potenziale di rialzo. Nel frattempo, nelle ultime undici settimane le scorte complessive di greggio statunitensi, commerciali e strategiche, sono diminuite di 135 milioni di barili, raggiungendo il livello più basso degli ultimi decenni.
L'oro è sceso sotto i 4.000 dollari, toccando il minimo degli ultimi sette mesi, penalizzato dal rafforzamento del dollaro e dai timori che il costo del finanziamento possa aumentare ulteriormente. La rottura di importanti livelli tecnici e la correzione del 29% rispetto al massimo storico di gennaio continuano a pesare sul sentiment, lasciando impegnative le prospettive di breve termine, nonostante gli acquisti costanti delle banche centrali continuino a fornire un importante sostegno di fondo. Allo stesso tempo, il continuo calo dei prezzi dell'energia e la diminuzione dei rendimenti obbligazionari potrebbero alla fine attenuare la pressione sulla Federal Reserve affinché proceda con ulteriori rialzi dei tassi.
L'argento, nel frattempo, è sceso fino a 55,6 dollari, ritracciando il 61,8% del rialzo avviato dal minimo del 2022 a 17,56 dollari. Con anche i metalli industriali in difficoltà, l'argento risulta sempre più esposto ai timori sulla crescita legati all'andamento dei tassi d'interesse, contribuendo a spingere il rapporto XAUXAG nuovamente verso quota 70.
Il rame ha violato mercoledì l'importante supporto a 6,15 dollari, innescando una nuova ondata di vendite tecniche e di liquidazione delle posizioni long da parte degli hedge fund. Come nel caso dei metalli preziosi, i principali fattori alla base della discesa sui minimi delle ultime sette settimane sono stati il rafforzamento del dollaro e il recente orientamento restrittivo della Federal Reserve, che hanno peggiorato le prospettive della domanda. I prezzi hanno successivamente recuperato moderatamente, ma il quadro tecnico rimane fragile finché le quotazioni restano al di sotto del livello citato.
Obbligazioni
I Treasury statunitensi hanno registrato un forte rialzo, particolarmente pronunciato sul tratto lungo della curva, appiattendo lo spread tra i rendimenti a 2 e 10 anni fino a 25 punti base, il livello più basso da marzo 2025. Il movimento è stato in parte favorito da un nuovo calo dei prezzi del petrolio, che ha ridotto le aspettative d'inflazione. Tuttavia, il principale fattore alla base dell'appiattimento della curva è stata la percezione di un orientamento più restrittivo emerso dalla riunione del FOMC della scorsa settimana. Il rendimento del Treasury USA a 2 anni di riferimento è sceso di ben 10 punti base, portandosi sotto il 4,40% per la prima volta dall'inizio di maggio, mentre anche il rendimento del Treasury trentennale è diminuito di circa 10 punti base, attestandosi al 4,85%, il livello più basso dall'inizio di marzo.
Anche i mercati obbligazionari europei hanno messo a segno un forte rialzo nella seduta di ieri, con il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento in calo di oltre cinque punti base, sotto il 2,87%, il livello più basso da metà marzo e nuovamente all'interno dell'intervallo che aveva caratterizzato il mercato nei mesi precedenti al conflitto con l'Iran.
Nonostante il forte interesse per i Treasury USA nella seduta di mercoledì, il debito statunitense ad alto rendimento non ha seguito lo stesso andamento. L'indice Bloomberg che monitoriamo relativo agli spread delle obbligazioni high yield rispetto ai Treasury USA è infatti aumentato di sette punti base, raggiungendo 277 punti base, il livello più elevato dall'inizio di aprile.
Valute
Il dollaro USA ha raggiunto nuovi massimi locali nella seduta di mercoledì, prima di perdere leggermente slancio in seguito al marcato calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi.EURUSD ha toccato un nuovo minimo dell'anno a 1,1325, per poi recuperare fino all'area di 1,1360-1,1370, mentre USDJPY è rimasto frenato nell'area di 161,80, appena quindici pip al di sotto del massimo quarantennale del 2024 a 161,95.
La sterlina si è rafforzata nei confronti delle principali valute da quando Keir Starmer si è dimesso dalla carica di Primo Ministro del Regno Unito lunedì. Mercoledì EURGBP è sceso fino a 0,8603, il livello più basso da agosto dello scorso anno, prima di risalire verso quota 0,8625. Il principale fattore alla base dell'apprezzamento della sterlina nella seduta di mercoledì sembra essere stato l'annuncio del politico laburista Wes Streeting di sostenere Andy Burnham come nuovo leader del Partito Laburista e, di conseguenza, prossimo Primo Ministro. Streeting è considerato da molti un probabile candidato alla carica di Cancelliere dello Scacchiere e viene visto come favorevole a una politica fiscale più prudente rispetto ad altri possibili candidati.
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