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Market Quick Take - I chip tornano protagonisti - 15 luglio 2026

Macro 3 minutes to read

Principali driver di mercato e catalizzatori    

  • Azioni: i mercati azionari statunitensi ed europei hanno chiuso in lieve rialzo grazie a un'inflazione più contenuta, mentre i titoli tecnologici asiatici hanno registrato un forte rally; la Cina continentale è rimasta indietro.
  • Volatilità: il CPI più debole ha escluso un rialzo dei tassi della Fed a luglio e rilanciato il comparto dei semiconduttori; il VIX è diminuito, oggi l'attenzione è rivolta al PPI.
  • Asset digitali: azioni ed ETF legati alle criptovalute sono saliti grazie al CPI più contenuto, mentre il mercato spot ha ceduto leggermente durante la notte, nonostante i progressi sul fronte degli afflussi negli ETF e della regolamentazione.
  • Materie prime: il petrolio mantiene i guadagni dopo i nuovi attacchi statunitensi; l'oro restituisce il rally innescato dal CPI mentre prezzi dell'energia e dichiarazioni di Warsh pesano sul sentiment.
  • Obbligazioni: i rendimenti dei titoli di Stato USA scendono, guidati dal tratto breve della curva.
  • Valute: moderato ma diffuso indebolimento del dollaro dopo il CPI più debole.
  • Macro: PPI statunitense di giugno e audizione del presidente della Fed Kevin Warsh davanti al Senato.

Macro

  • Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha dichiarato che il rallentamento dell'inflazione registrato a giugno non significa che la missione sia compiuta, ribadendo l'impegno della Fed a ripristinare la stabilità dei prezzi. Pur sottolineando che l'economia resta solida, sostenuta dagli investimenti nell'intelligenza artificiale e nei data center, da un mercato del lavoro resiliente e da consumi stabili, ha anche indicato che i tassi di interesse rimangono uno strumento disponibile qualora fosse necessario. Le sue dichiarazioni sono state interpretate come il segnale più chiaro finora che un ulteriore inasprimento della politica monetaria resta un'opzione, sebbene non necessariamente nel breve termine.
  • L'inflazione annua negli Stati Uniti è scesa al 3,5% a giugno 2026 dal 4,2% di maggio, al di sotto delle attese del 3,8%, grazie al forte rallentamento dell'inflazione energetica in seguito al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Anche l'inflazione relativa ad abitazioni e alimentari è diminuita. Su base mensile, il CPI è sceso dello 0,4%, il calo più marcato dall'aprile 2020, trainato da una riduzione del 5,7% dei prezzi dell'energia e del 9,7% della benzina. L'inflazione core è diminuita dal 2,9% al 2,6%, mentre il CPI core è rimasto invariato su base mensile.
  • Trump ha rinunciato al piano di imporre un prelievo del 20% sulle merci in transito attraverso lo Stretto di Hormuz dopo che gli alleati del Golfo lo hanno invitato a riconsiderare la misura. Trump ha affermato che le entrate previste saranno compensate da futuri impegni di investimento diretto da parte degli Stati del Golfo, senza tuttavia fornire dettagli. Contemporaneamente, gli Stati Uniti hanno annunciato il ripristino del blocco del traffico marittimo iraniano da e verso i porti e le acque costiere del Paese, mentre il Comando Centrale USA ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi nei pressi dello Stretto di Hormuz e lungo la costa iraniana.
  • L'economia cinese ha rallentato più del previsto nel secondo trimestre, con la crescita annua del PIL scesa al 4,3%, il ritmo più debole da oltre tre anni. I dati deludenti, tra cui investimenti fissi più deboli e vendite al dettaglio contenute, rafforzano le aspettative di ulteriori misure di sostegno fiscale e investimenti infrastrutturali in occasione della riunione del Politburo prevista per la fine del mese. La produzione industriale è rimasta relativamente resiliente, mentre il tasso di disoccupazione urbana è sceso leggermente al 5%.
  • Approfondimenti nella nostra sezione Analisi di Mercato.

Principali appuntamenti macro (orari GMT)

0900 – Produzione industriale dell'Eurozona di maggio
1230 – PPI USA di giugno
1400 – Audizione di Warsh davanti alla Commissione bancaria del Senato USA
1430 – Rapporto settimanale EIA sulle scorte di petrolio greggio e carburanti
1800 – Beige Book della Fed

Trimestrali

  • Lunedì: Progressive, Fastenal
  • Martedì (ieri): JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Wells Fargo & Co, Citigroup
  • Mercoledì (oggi): ASML, J&J, Morgan Stanley, BlackRock, Bank of New York, Cintas, United Airlines
  • Giovedì: UnitedHealth, GE Aerospace, Netflix, Seagate, Abbott Labs, Intuitive Surgical, U.S. Bancorp, State Street
  • Venerdì: Travelers 

Azioni

  • Stati Uniti: l'S&P 500 è salito dello 0,4% e il Nasdaq 100 dell'1,1%, mentre il Dow Jones ha chiuso pressoché invariato, poiché l'inflazione più contenuta ha attenuato i timori di ulteriori rialzi dei tassi e rilanciato il comparto dei semiconduttori. Nvidia ha guadagnato il 4,1% grazie al recupero del settore, mentre Goldman Sachs è balzata del 9% dopo che ricavi record dal trading azionario hanno consentito di superare le attese sugli utili. IBM è crollata del 25,2%, la peggiore seduta della sua storia, dopo che ricavi e utili preliminari sono risultati inferiori alle previsioni a causa della debolezza delle vendite software e infrastrutturali. Apple ha perso lo 0,8% dopo che KeyBanc ha declassato il titolo a underweight, citando una domanda più debole dei dispositivi e una valutazione elevata. Gli investitori restano inoltre concentrati sulle trimestrali del settore bancario e sulle dichiarazioni della Federal Reserve.
  • Europa: lo Stoxx 600 è salito dello 0,2%, il FTSE 100 dello 0,3% e il DAX dello 0,1%, con i mercati che hanno recuperato le perdite iniziali dopo che l'inflazione USA più contenuta ha ridotto i timori di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Ericsson ha perso quasi il 13% dopo aver avvertito che l'aumento dei costi metterà sotto pressione i margini del business delle reti, mentre Capgemini e Dassault Systèmes sono scese in seguito al warning sugli utili di IBM, che ha alimentato i timori sull'intero settore europeo del software e dei servizi IT. ASML ha guadagnato l'1,0% grazie al recupero dei titoli dei semiconduttori in vista della pubblicazione dei risultati. Gli investitori osservano ora se il rimbalzo del comparto tecnologico europeo riuscirà a superare un nuovo banco di prova rappresentato dalle trimestrali.
  • Asia: i mercati azionari asiatici sono avanzati mercoledì, sostenuti dall'indebolimento del dollaro dopo il CPI USA più contenuto, che ha innescato un forte recupero dei titoli tecnologici. Il Kospi è balzato del 7,7%, il Nikkei 225 è salito dell'1,1% e l'Hang Seng dell'1,5%; la Cina continentale è rimasta indietro, con lo Shanghai Composite in calo dello 0,4% dopo il rallentamento della crescita del secondo trimestre al 4,3%. SK Hynix è salita del 13,1% dopo che Barclays ha avviato la copertura con rating overweight e il ritorno dell'ottimismo sulla domanda di memorie per l'intelligenza artificiale, mentre Samsung Electronics ha guadagnato il 6,2% seguendo il rialzo del comparto dei chip. Il recupero è stato deciso, anche se la recente volatilità del mercato coreano continua a ricordare che la leva finanziaria raramente scompare senza lasciare traccia.

Volatilità

VIX 16,50  |  VIX FUTURES: 18,45  |  STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO  |  SKEW: ELEVATO (145,13)  |  REGIME DI MERCATO: BULL MARKET A BASSA VOLATILITÀ

  • Il CPI di giugno più debole ha escluso un rialzo dei tassi della Fed a luglio, rilanciando il comparto dei chip per l'intelligenza artificiale. Il VIX è sceso del 3,85% a 16,50 e il VIX1D è crollato del 27,75% a 10,57, indicando rischi minimi nel brevissimo termine. Il VIX9D è sceso a 13,46 e il VVIX a 93,53; l'S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,38%.
  • La struttura a termine è rimasta in contango fino al VIX3M a 19,30, mentre lo SKEW si è mantenuto elevato a 145,13 e il MOVE è sceso a 75,03. Le quotazioni pre-market delle opzioni SPXW indicano un movimento atteso di circa 64 punti, pari allo 0,85%, per la scadenza di venerdì, con il PPI di oggi come principale catalizzatore immediato.

Asset digitali

BITCOIN ~64.750 -0,3%  |  ETHEREUM ~1.877 -0,7%  |  IBIT 36,58 +3,86%  |  ETHA 14,18 +6,06%

  • Martedì le azioni e gli ETF legati alle criptovalute hanno registrato un forte rialzo grazie al dato sull'inflazione di giugno più contenuto, che ha ridotto i timori di un rialzo dei tassi della Fed e indebolito il dollaro, anche se il mercato spot ha mostrato una lieve flessione durante la notte. In testa i miner, con Bitmine a +11,5% e CleanSpark a +8,8%, mentre MicroStrategy ha guadagnato il 5,95% e gli ETF spot su bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato il maggiore afflusso giornaliero degli ultimi due mesi.
  • Sul fronte regolamentare, una task force transatlantica USA-Regno Unito ha pubblicato raccomandazioni per rafforzare la cooperazione transfrontaliera sui titoli tokenizzati e sulle stablecoin, mentre il CLARITY Act ha ottenuto un secondo sostegno da parte delle autorità di contrasto in vista della scadenza prevista ad agosto.

Materie prime

  • I prezzi del petrolio salgono per la terza seduta consecutiva dopo che Trump ha minacciato ulteriori attacchi contro l'Iran, poche ore dopo la ripresa del blocco statunitense del traffico marittimo iraniano attraverso lo Stretto di Hormuz. Nel frattempo, il dietrofront di Trump sul piano di introdurre un prelievo del 20% sulle spedizioni attraverso il passaggio marittimo aveva inizialmente fatto scendere i prezzi, ma la successiva ripresa degli attacchi, compresi i lanci di missili balistici e droni da parte dei gruppi Houthi contro l'Arabia Saudita, ha riacceso le preoccupazioni sull'offerta proveniente dalla regione. L'attenzione è ora rivolta ai dati settimanali dell'EIA sulle scorte di greggio negli Stati Uniti.
  • L'oro è salito fino a USD 4.100 dopo che il CPI statunitense, inferiore alle attese, ha rafforzato le aspettative di una Federal Reserve meno aggressiva. Tuttavia, il movimento si è rapidamente esaurito e i prezzi sono tornati intorno a USD 4.030, poiché il nuovo rialzo del petrolio e gli ultimi attacchi statunitensi contro l'Iran hanno riacceso i timori inflazionistici, riportando l'attenzione del mercato sul rischio di tassi d'interesse più elevati piuttosto che sulle conseguenze economiche di lungo periodo di uno shock energetico prolungato, generalmente favorevoli all'oro. Per il momento il metallo giallo non fornisce indicazioni direzionali chiare e continua a consolidare dopo la brusca correzione durata un mese.

Obbligazioni

  • Rally dei Treasury dopo la sorpresa del CPI: martedì i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti dopo che il CPI di giugno, inferiore alle attese, ha spinto i mercati a ridimensionare le aspettative di un imminente inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve. Il rendimento del Treasury a due anni, il più sensibile alle aspettative sui tassi, è sceso fino a 14 punti base al 4,14% – il maggiore calo giornaliero da febbraio – prima di risalire intorno al 4,20%. Sulle scadenze più lunghe, i movimenti sono stati più contenuti: il rendimento del decennale è inizialmente sceso di 10 punti base al 4,52%, per poi recuperare fino a circa il 4,60%.
  • Rischio di rimpatrio dei capitali giapponesi dai Treasury: i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi hanno raggiunto i livelli più elevati degli ultimi decenni, alimentando le speculazioni secondo cui gli investitori giapponesi – i maggiori detentori esteri di Treasury USA – potrebbero gradualmente riallocare parte dei portafogli verso i titoli di Stato domestici. Le analisi suggeriscono che una riduzione di 100 miliardi di dollari delle partecipazioni giapponesi in Treasury potrebbe esercitare una pressione al rialzo persistente sui rendimenti a lungo termine negli Stati Uniti, rappresentando un fattore strutturalmente negativo per il tratto lungo della curva.

Valute

  • Il dollaro statunitense si è indebolito per la seconda seduta consecutiva dopo che il CPI di giugno, inferiore alle attese, ha annullato i guadagni registrati prima della pubblicazione dei dati, alimentati dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dal ritorno delle aspettative di un rialzo dei tassi della Fed. Il Bloomberg Dollar Spot Index (BBDXY) è sceso ai minimi dell'ultimo mese, con un indebolimento diffuso nei confronti di tutte le principali valute nelle ultime 48 ore. I maggiori rialzi sono stati registrati dalla corona norvegese, dal dollaro australiano, dal dollaro canadese e dal franco svizzero, mentre lo yen giapponese continua a sottoperformare, lasciando USDJPY sopra quota 162.
  • Anche EURUSD ha beneficiato dell'indebolimento del dollaro, ma continua a muoversi all'interno di un intervallo ristretto, con il cambio stabile intorno a 1,14. Al momento, la principale area di resistenza è individuata tra 1,1460 e 1,1470.

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