Rapida panoramica del mercato – 5 dicembre 2025
Rapida panoramica del mercato – 5 dicembre 2025
Fattori e catalizzatori di mercato
- Azionario: l’azionario avanza nel complesso, con Wall Street stabile vicino ai massimi, l’Europa trainata da auto e banche, e l’Asia in lieve rialzo
- Volatilità: il VIX si attesta intorno alla metà della fascia teen, volatilità a breve termine contenuta
- Asset digitali: Bitcoin stabile sopra i 92.000 USD dopo un forte rimbalzo
- Obbligazioni: i rendimenti in Giappone salgono sulla parte breve della curva, ma calano nuovamente sulle scadenze trentennali e quarantennali dei JGB
- Valute: lo JPY torna al centro dell’attenzione rafforzandosi ancora sulle aspettative di un rialzo dei tassi da parte della BoJ
- Materie prime: oro e soprattutto argento rimbalzano, con l’argento già posizionato poco sotto i massimi storici
- Eventi macro: inflazione PCE USA di settembre, fiducia preliminare dell’Università del Michigan di dicembre
Notizie macro principali
- La coalizione di governo tedesca affronta oggi un voto chiave al Bundestag su una legge sulle pensioni che potrebbe far cadere il governo e portare a nuove elezioni in caso di bocciatura. Alcuni membri della CDU del cancelliere Friedrich Merz hanno annunciato voto contrario, mentre l'estrema sinistra potrebbe non riuscire a incidere.
- Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese ai minimi da oltre tre anni, con le richieste iniziali in calo di 27.000 a quota 191.000 nella settimana terminata il 29 novembre, al di sotto di tutte le stime nel sondaggio Bloomberg. Un mercato del lavoro a bassa assunzione e basso licenziamento mantiene le richieste contenute ma limita le opportunità per chi cerca lavoro.
- La spesa delle famiglie in Giappone è calata del 2,9% a/a in ottobre 2025, peggio delle attese, segnando il primo calo da aprile, complice la persistente pressione sui prezzi. Su base mensile la spesa è scesa del 3,5%, contro attese di un aumento dello 0,7%.
Principali appuntamenti macro (orari GMT)
13:30 – Canada: dati sull’occupazione di novembre
13:30 – USA: Inflazione PCE di settembre
15:00 – USA: fiducia preliminare Università del Michigan di dicembre
Trimestrali della prossima settimana
- Martedì: Autozone
- Mercoledì: Oracle, Adobe, Synopsis
- Giovedì: Broadcom, Costco, Lululemon
Azionario
- USA: i listini statunitensi hanno chiuso perlopiù invariati, con lo S&P 500 in rialzo dello 0,1%, il Nasdaq +0,2% e il Dow in calo dello 0,1%, mentre i trader attendono la decisione della Fed della prossima settimana. I dati misti sul lavoro, tra cui un calo di 32.000 nei salari privati ADP, 71.321 licenziamenti annunciati e richieste iniziali in discesa a 191.000, mantengono ampiamente prezzato un taglio di 25 punti base. I rendimenti dei Treasury vicini al 4,1% hanno messo pressione sui mega-cap tecnologici, con Intel in calo del 7,5%, Amazon -1,4%, Apple -1,2% e Alphabet -0,7%, mentre Meta ha guadagnato il 3,4% grazie a indiscrezioni su tagli alla spesa. Salesforce e Dollar General sono salite rispettivamente del 3,7% e 14% dopo risultati solidi. Ora l’attenzione si sposta sull’inflazione core PCE di oggi per conferme in vista dell’aggiornamento Fed.
- Europa: l’azionario europeo ha chiuso in rialzo, con STOXX 50 e STOXX 600 entrambi a +0,5%, sostenuti da acquisti su banche e auto in scia alle attese di tagli dei tassi USA. Il settore auto ha sovraperformato dopo nuovi upgrade, con Stellantis in rialzo del 3,6% grazie a un miglior giudizio da parte di UBS, mentre Mercedes Benz, BMW e Volkswagen hanno guadagnato oltre il 3%. Inditex ha segnato +2,6%. Le banche come Santander, BNP Paribas e BBVA sono salite intorno al 2%, mentre il comparto farmaceutico ha pesato, con Sanofi in calo dell’1,3% e Bayer -2,6%. Con gli indici europei vicini ai massimi recenti, l’attenzione ora è sulla riunione Fed e i dati in arrivo dalla zona euro per capire quanto può durare la rotazione verso settori ciclici come auto e finanza.
- Asia: i mercati asiatici sono stati misti ma leggermente positivi, con l’Hang Seng di Hong Kong in rialzo dello 0,7% (+175 punti) a 25.936, grazie a future USA più forti e aspettative di un taglio Fed di 25 punti base che hanno sostenuto l’appetito per il rischio. Il CSI 300 della Cina continentale ha guadagnato circa lo 0,8%, trainato dai finanziari, mentre titoli quotati a Hong Kong come CMOC, Innoscience, Xiaomi, SMIC e Meituan hanno recuperato parte delle perdite di mercoledì. Il sentiment sul comparto immobiliare resta fragile, anche se Country Garden ha ottenuto l’approvazione degli azionisti per emettere circa 13 miliardi di dollari in obbligazioni convertibili obbligatorie nell’ambito della ristrutturazione offshore. L’Asia guarda ora ai dati PCE USA e all’esito Fed per valutare se il recente rimbalzo tecnologico possa allargarsi.
Volatilità
- La volatilità azionaria resta contenuta. Il VIX è sceso a circa 15,8 ieri, con misure a breve termine come VIX1D e VIX9D anch’esse tranquille, segnalando che il mercato considera le recenti oscillazioni gestibili e non l’inizio di uno shock. Oggi l’attenzione è sull’inflazione PCE USA e sulla riunione Fed della prossima settimana, con il mercato che continua ad aspettarsi un primo taglio dei tassi nonostante i dati misti sul lavoro.
- Per le opzioni SPX con scadenza odierna (zero-day), i prezzi implicano un movimento intraday di circa ±31 punti rispetto al livello di 6.857, ovvero circa ±0,45%. La catena opzioni intraday mostra un premio di volatilità leggermente maggiore per le put rispetto alle call, specialmente su strike lontani, a indicare una domanda persistente ma non allarmata per protezione al ribasso.
Asset digitali
- I mercati crypto restano stabili dopo una settimana volatile. Bitcoin scambia poco sopra i 92.000 USD, mantenendo gran parte del forte rimbalzo da metà settimana dalla zona bassa degli 80.000 USD, mentre gli investitori bilanciano le speranze di un taglio Fed con il rischio di un’altra ondata macro negativa. Ethereum sovraperforma, trattando vicino ai 3.200 USD, mentre altcoin principali come Solana e XRP sono generalmente stabili o in lieve rialzo.
- I flussi ETF confermano la rotazione: gli ETF spot sul bitcoin statunitensi hanno registrato ieri deflussi netti per circa 195 milioni USD, guidati da riscatti significativi su IBIT, mentre negli ultimi giorni è cresciuto l’interesse relativo verso i prodotti su ether, con ETHA tra i maggiori beneficiari. Allo stesso tempo, nuovi sviluppi regolatori negli USA e in Europa e il piano di Bank of America di consentire allocazioni ETP crypto limitate ai clienti wealth supportano la tesi di adozione di lungo periodo.
Obbligazioni
- I titoli di Stato giapponesi tornano sotto pressione a Tokyo nella giornata di venerdì, ma con una particolarità: i rendimenti benchmark a 30 e 40 anni sono scesi leggermente per il secondo giorno consecutivo, mentre sulla parte breve della curva il rendimento benchmark a 2 anni è salito di oltre 2 punti base a 1,05%, segnando un nuovo massimo di ciclo. Il decennale è salito leggermente a 1,95%, massimo post-crisi finanziaria. Secondo Bloomberg News, fonti anonime indicano che la BoJ potrebbe alzare i tassi nella riunione del 19 dicembre e che il governo non ostacolerebbe la decisione.
- I Treasury USA hanno subito pressioni moderate ieri, ma restano nei range recenti, con il rendimento del biennale salito di un paio di punti base al 3,52%, e il decennale in aumento di 2 pb al 4,10%.
Materie prime
- L’argento ha registrato un forte rimbalzo dal minimo di ieri a 56,50, con il rally durante la sessione asiatica di venerdì che ha riportato il prezzo a 58,30, con i recenti massimi sotto 59,00 nuovamente nel mirino.
- L’oro ha recuperato dopo una fase di sell-off che non ha avuto seguito, rimanendo nel range recente e risalendo verso l’area 4.227, con attenzione sui massimi locali poco sotto 4.250.
- Il prezzo del future sul gas naturale USA con consegna immediata ha superato nuovamente la soglia dei 5 dollari per MMBTU, segnando un nuovo massimo dal 2022, complice la previsione di freddo intenso negli Stati Uniti per la prossima settimana. Il petrolio resta tranquillo all’interno del range recente.
Valute
- Il dollaro è stato neutrale o leggermente debole ieri, con EURUSD in calo dopo aver superato i recenti massimi oltre 1,1650, mantenendosi in quell’area nelle ultime ore di contrattazione asiatica. USDJPY ha subito maggiori pressioni per la forza dello yen sulle aspettative di rialzo BoJ alla riunione del 19 dicembre.
- AUDUSD cerca di chiudere la settimana in forza, avendo superato ieri il livello chiave di 0,6600 e mantenendosi per ora in quota, scambiando a 0,6620.