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Rapida panoramica del mercato – 7 gennaio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 7 gennaio 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azioni: massimi storici negli Stati Uniti e in Europa, mentre l’Asia, guidata dalla Cina, accelera; energia e geopolitica mantengono gli investitori in allerta.
  • Volatilità: la volatilità resta contenuta, ma i numerosi dati statunitensi e il rapporto sull’occupazione di venerdì mantengono alta la domanda di protezione al ribasso nonostante mercati azionari tranquilli.
  • Asset digitali: Bitcoin leggermente più debole, Ethereum più solido; i flussi sugli ETF e le attese sui dati macro guidano il sentiment.
  • Valute: dollaro USA misto; lo yen giapponese tenta un rimbalzo durante la sessione di Tokyo.
  • Materie prime: oro e argento in calo in vista del ribilanciamento degli indici; il greggio scende per effetto dell’offerta venezuelana; rame ai massimi storici.
  • Obbligazioni: i Treasury USA restano bloccati in un range; i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine toccano nuovi massimi pluridecennali.
  • Macro: ADP Employment Change, JOLTS Job Openings e ISM Services dagli Stati Uniti.

Titoli macroeconomici

  • La Cina ha annunciato controlli alle esportazioni per prodotti a "duplice uso" (civile-militare) verso il Giappone, che potrebbero interessare circa il 40% delle esportazioni totali verso il Paese. Si tratta di un’escalation della tensione scoppiata dopo che il primo ministro giapponese Takaichi ha dichiarato che considererebbe un’invasione cinese di Taiwan come una minaccia diretta alla sicurezza nazionale. Il Giappone ha reagito duramente alla mossa.
  • L’indice CPI australiano di novembre, pubblicato mercoledì, è risultato leggermente inferiore alle attese: 3,4% su base annua contro un’attesa del 3,6% e rispetto al 3,6% di ottobre, mentre la misura “trimmed mean” è stata dello 0,3% su base mensile e del 3,2% su base annua, come previsto, ma in calo rispetto al 3,3% di ottobre.
  • Il tasso d’inflazione della Germania è sceso all’1,8% a dicembre 2025, al di sotto del 2,3% di novembre e delle previsioni del 2,0%. L’inflazione sui beni è scesa allo 0,4%, mentre quella sui servizi è rimasta alta al 3,5%. L’inflazione core ha toccato il minimo da giugno 2021 al 2,4%. L’indice CPI armonizzato UE è stato del 2,0%, il livello più basso da luglio.
  • Le nuove immatricolazioni di auto nel Regno Unito sono aumentate del 3,9% su base annua a 146.249 unità a dicembre 2025, spinte dagli acquisti privati e aziendali, nonostante un calo delle flotte. Le vendite di veicoli diesel e benzina sono diminuite, mentre i veicoli a nuova energia hanno superato il 50% del mercato. I PHEV sono saliti del 32,9%, i BEV dell’8,0% e gli ibridi del 3,0%.
  • La banca centrale cinese prevede di tagliare il coefficiente di riserva obbligatoria e i tassi di interesse nel 2026 per mantenere elevata la liquidità e una politica monetaria accomodante. La PBOC punta a stimolare la domanda interna, gestire i rischi finanziari, sostenere il credito nei servizi, fornire liquidità alle istituzioni non bancarie e stabilizzare lo yuan.
  • L’indice S&P Global Canada Services PMI è salito a 46,5 a dicembre 2025 da 44,3 a novembre, restando comunque in territorio di contrazione. Attività e nuovi ordini sono calati, con tagli all’occupazione in corso. Nonostante la debole domanda, i costi salariali elevati hanno portato a un aumento dei prezzi. L’inflazione è leggermente aumentata e le imprese restano prudentemente ottimiste, tra preoccupazioni per tariffe e politiche.
  • Trump ha annunciato che il Venezuela trasferirà 30–50 milioni di barili di greggio bloccato dalle sanzioni agli Stati Uniti, con il petrolio venduto a valore di mercato e i proventi condivisi tra i due Paesi. La mossa è vista come una sconfitta per la Cina, ex principale acquirente del Venezuela, e potrebbe spingere Pechino a riconsiderare la sua dipendenza energetica dall’America Latina.
  • Stephen Miran, membro del consiglio della Fed, ha dichiarato che la banca centrale dovrà tagliare i tassi di interesse di oltre un punto percentuale nel 2026, sostenendo che la politica monetaria è attualmente restrittiva. Altri funzionari hanno detto questa settimana che i tassi potrebbero essere vicini al livello neutro, segnalando un possibile scontro interno.

Eventi macro in evidenza (orari in GMT)

08:30 – PMI finale Germania dicembre
08:55 – Richieste disoccupazione Germania dicembre
10:00 – CPI Eurozona dicembre
13:15 – ADP Employment Change USA dicembre
15:00 – JOLTS Job Openings USA novembre
15:00 – ISM Services USA dicembre
15:30 – Rapporto settimanale scorte greggio e carburanti EIA

Trimestrali

  • Oggi: Constellation Brands
  • Giovedì: Fast Retailing, Aeon, Seven and I Holdings 

Azioni

  • USA: Wall Street prolunga la serie positiva: il Dow sale dell’1,0% a 48.289,05, lo S&P 500 guadagna lo 0,6% a 6.944,82 e il Nasdaq Composite avanza dello 0,7% a 23.547,17. I fornitori di chip rimbalzano mentre gli investitori tornano a puntare sui “picks and shovels” dell’intelligenza artificiale, con Micron in rialzo del 10,0% e Texas Instruments dell’8,4%. Moderna balza del 10,9% dopo una revisione positiva di Bank of America, mentre Chevron perde il 4,5% per il calo del petrolio legato al Venezuela, in attesa dei dati sul lavoro USA di venerdì.
  • Europa: i listini europei avanzano: lo Stoxx Europe 600 sale dello 0,6% a 605,28, il DAX tedesco dello 0,1% a 24.892,20 e il FTSE 100 britannico dell’1,2% a 10.122,73, tutti su o vicini ai massimi storici. Segnali d’inflazione più moderata alimentano le speranze di tagli dei tassi, anche se gli indici PMI indicano ancora una crescita debole. Novo Nordisk guadagna il 5,0% dopo l’avvio della pillola dimagrante Wegovy negli USA, Daimler Truck sale del 5,5% su segnali positivi dal mercato americano, Infineon +4,8% sul rimbalzo dei chip, mentre Adidas perde il 3,6% dopo un downgrade di Bank of America.
  • Asia: l’Asia segue il rimbalzo guidato dalla Cina: il Nikkei 225 giapponese sale dell’1,3% a 52.518,08, lo Shanghai Composite guadagna l’1,5% a 4.083,67, il CSI 300 l’1,6% a 4.790,69 e l’Hang Seng di Hong Kong l’1,4% a 26.710,45. Le speranze di nuovi stimoli da Pechino e uno yuan stabile sostengono i settori finanziario e immobiliare in vista del Capodanno lunare, mentre il sentiment sul tech resta solido. Ping An e AIA guadagnano rispettivamente il 2,7% e il 2,3%, mentre Baidu sale dell’1,7% grazie all’interesse sull’IA. Zijin Mining +4,5% grazie al rally del rame.

Volatilità

  • La volatilità resta contenuta, con il VIX che ha chiuso a 14,75 martedì nonostante i rialzi azionari. Il calendario però si fa più impegnativo, con diversi dati in arrivo oggi dagli USA e l’attenzione rivolta al rapporto sull’occupazione di venerdì, chiave per le aspettative sui tassi. I titoli geopolitici sul Venezuela restano in sottofondo, mantenendo un modesto premio di rischio sull’energia, anche se i mercati non sembrano ancora reagire con forza.
  • Movimento atteso SPX: in base ai prezzi attuali delle opzioni, lo S&P 500 prezza un movimento di circa ±63 punti (circa ±0,9%) entro venerdì 9 gennaio.
  • Controllo dello skew (scadenza odierna): la protezione al ribasso resta leggermente più costosa rispetto a quella al rialzo, segnalando che gli investitori continuano a preferire coperture piuttosto che scommesse speculative.

Asset digitali

  • Gli asset digitali continuano a muoversi in linea con il sentiment generale di rischio. Bitcoin è leggermente in calo intorno ai 92.700 dollari, mentre Ethereum tiene meglio vicino ai 3.250 dollari. Tra gli altcoin principali, Solana è in lieve calo, XRP sottoperforma e BNB mostra più resilienza. L’azione dei prezzi resta prudente piuttosto che direzionale, in attesa di maggiore chiarezza dai dati macro in arrivo.
  • I flussi sugli ETF evidenziano questo scenario misto. Gli ETF su bitcoin hanno registrato deflussi nell’ultima giornata di contrattazioni, anche se IBIT ha continuato ad attirare afflussi. Gli ETF su ethereum, al contrario, hanno registrato afflussi netti, guidati da ETHA, che beneficia di una domanda relativa più forte. Il messaggio è di posizionamento e attesa, non di panico.

Obbligazioni

  • I titoli di Stato giapponesi hanno guadagnato nella parte breve della curva, forse per timori legati agli impatti economici dei nuovi controlli all’export cinesi. Tuttavia, sulla parte lunga della curva, i JGB restano sotto pressione: il rendimento decennale è solo leggermente sotto i massimi di ciclo, mentre il trentennale ha toccato nuovi massimi pluridecennali oltre il 3,50% nella sessione di mercoledì a Tokyo.
  • I rendimenti dei Treasury USA restano in range: il decennale è sceso di qualche punto base al 4,16%, mentre il biennale resta vicino ai minimi di ciclo, al 4,6%.

Materie prime

  • Il petrolio ha esteso le perdite di martedì, con il Brent tornato a 60 USD dopo le dichiarazioni di Trump sul trasferimento di 50 milioni di barili di greggio venezuelano agli USA, con i proventi da dividere tra i due Paesi e la richiesta di tagliare i legami del Venezuela con Cina, Russia, Iran e Cuba.
  • Oro, argento e platino in forte calo mentre i trader incassano profitti dopo tre sedute positive. Un rischio chiave nel breve termine è il ribilanciamento annuale degli indici di materie prime come l’S&P GSCI e il Bloomberg Commodity Index, che avrà luogo per cinque giorni lavorativi dall’8 gennaio. Questo processo annuale e basato su regole riallinea i pesi degli indici ai target prestabiliti dopo un anno di performance disomogenee tra settori e materie prime. Sebbene i flussi derivanti dai futures siano tecnici e insensibili ai prezzi, possono comunque impattare sulla liquidità e sui prezzi nel breve. Le stime parlano di vendite per 6–7 miliardi di USD in futures su oro e argento sul COMEX.
  • I metalli industriali hanno iniziato il 2026 con forza: l’indice LMEX, che traccia sei metalli della London Metal Exchange, è salito del 6,2% ai massimi dal 2022. Il nichel è balzato del 10% ieri prima di ridurre i guadagni in Asia, sostenuto dai rischi sulla produzione in Indonesia e dalla forte domanda cinese. Il rame ha toccato un nuovo record, spinto da interruzioni dell’offerta, rinnovate aspettative di stimolo in Cina e maggiori spedizioni verso gli USA in vista di possibili dazi, riducendo la disponibilità altrove. Anni di sotto-investimenti e continue interruzioni minerarie hanno lasciato il mercato del rame con margini sottili, rendendolo vulnerabile a picchi improvvisi di prezzo.

Valute

  • Il dollaro USA è misto, solido contro EUR e GBP dopo i recenti tentativi di deprezzamento, ma più debole contro yen giapponese e dollaro australiano, con l’AUDUSD che ha segnato un nuovo massimo di ciclo dopo i dati CPI contrastanti di mercoledì.
  • Lo yen giapponese si è rafforzato in modo generalizzato durante la sessione asiatica di mercoledì, anche se il cambio USDJPY resta bloccato a metà del range tra 154,50 e 157,89. L’EURJPY ha toccato nuovi minimi marginali di due settimane sotto 182,90 nel finale di sessione a Tokyo.

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