Rapida panoramica del mercato – 8 aprile 2026
Rapida panoramica del mercato – 8 aprile 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: I titoli statunitensi hanno chiuso contrastati, l’Europa è scesa a causa delle tensioni geopolitiche, mentre l’Asia ha registrato un forte rimbalzo grazie all’ottimismo per un cessate il fuoco
- Volatilità: Sollievo per il cessate il fuoco, calo del petrolio, VIX elevato, volatilità di breve termine alta, skew verso l’alto, sensibilità ai titoli di notizie
- Asset digitali: Le criptovalute seguono il risk-on, BTC ~$72k, deflussi dagli ETF
- Obbligazioni: I rendimenti obbligazionari globali sono scesi nettamente mentre i timori inflazionistici si attenuano grazie alle speranze di cessate il fuoco tra Iran e USA
- Valute: Le speranze di cessate il fuoco tra Iran e USA spingono il dollaro USA decisamente al ribasso
- Materie prime: Petrolio e carburanti in calo; metalli in rialzo grazie alle speranze di cessate il fuoco
- Eventi macro: Verbali FOMC USA, asta del Tesoro USA sui titoli a 10 anni
Principali notizie macro
- Trump e l’Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane meno di due ore prima di una scadenza per “annientare” la civiltà iraniana, subordinato alla riapertura dello Stretto di Hormuz, una rotta attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale.
- Trump ha dichiarato che l’Iran ha inviato una proposta in 10 punti come “base praticabile” per colloqui da finalizzare entro due settimane. L’Iran ha accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz per quel periodo a condizione che cessino gli attacchi e che il transito sia coordinato con le proprie Forze Armate; anche Israele avrebbe aderito al cessate il fuoco.
- Le aspettative mediane di inflazione a un anno sono salite al 3,4% a marzo 2026 dal 3%, trainate da aspettative più elevate per benzina (9,4%), alimentari (6%) e affitti (7,1%). Le aspettative a tre anni sono salite al 3,1%, quelle a cinque anni sono rimaste al 3%, e mentre le prospettive su spesa e reddito sono rimaste stabili, i consumatori sono diventati più pessimisti sulle finanze future.
- L’Economic Optimism Index è sceso a 42,8 ad aprile 2026 da 47,5, il livello più basso da giugno 2024 e l’ottavo mese sotto quota 50, mentre le tensioni in Medio Oriente e i prezzi più alti della benzina hanno pesato sul sentiment. Le prospettive a sei mesi sono scese a 38,5, quelle finanziarie personali a 50,2 e la fiducia nelle politiche economiche federali a 39,8, segnalando crescente scetticismo sulla gestione economica del governo.
Principali eventi macro (orari in GMT)
06:00 – Germania Ordini industriali feb.
07:30 – Germania PMI costruzioni mar.
09:00 – Area euro Vendite al dettaglio feb.
09:00 – Area euro PPI feb.
11:00 – USA Richieste mutui MBA apr.
14:30 – Report settimanale EIA su scorte di petrolio e carburanti
17:00 – Asta del Tesoro USA sui titoli a 10 anni
18:00 – Verbali Fed riunione del 18 marzo
19:30 – Trump incontra il Segretario Generale della NATO
Trimestrali di questa settimana
- Oggi: Mercoledì: Delta Airlines, Constellation Brands
- Gio: Giovedì: Fast Retailing
Azioni
- USA: L’S&P 500 è salito dello 0,1% a 6.616,85 e il Nasdaq 100 è rimasto pressoché invariato, mentre il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,2% a 46.584,46, con i mercati che si sono stabilizzati dopo le perdite precedenti legate all’incertezza sull’Iran. I servizi di comunicazione hanno sovraperformato, con Alphabet in rialzo dell’1,8% grazie alla partnership sui chip AI con Broadcom, mentre Apple è scesa di circa il 3,0% per timori sui ritardi del suo dispositivo pieghevole. Il settore sanitario ha fornito supporto, con le principali assicurazioni in rialzo dopo aggiornamenti normativi favorevoli. I titoli energetici hanno sottoperformato a causa del forte calo del petrolio. Gli investitori guardano ora ai dati sull’inflazione per confermare che il calo dei prezzi energetici possa ridurre la pressione sui tassi.
- Europa: Le azioni europee sono scese, con lo STOXX 600 in calo dell’1,0% a 590,59, il DAX in ribasso dell’1,1% a 22.921,59 e il FTSE 100 in calo dello 0,8% a 10.348,79, mentre gli investitori riducevano il rischio in vista della scadenza sull’Iran. Le perdite sono state diffuse, con ASML in calo del 4,1% per rinnovate preoccupazioni su possibili restrizioni all’export verso la Cina da parte degli USA, mentre Leonardo ha perso l’8,1% a causa dell’incertezza sui cambiamenti di leadership. AstraZeneca è scesa del 2,3%, pesando sul FTSE 100, mentre anche i titoli ciclici e industriali sono stati sotto pressione. La seduta ha riflesso un posizionamento difensivo, con i mercati ora concentrati sull’eventuale ulteriore allentamento delle tensioni geopolitiche dopo i segnali di cessate il fuoco.
- Asia: I mercati asiatici hanno chiuso in rialzo, guidati da forti guadagni in Giappone e Corea del Sud mentre gli investitori reagivano all’allentamento dei rischi geopolitici. Il Nikkei 225 giapponese è salito del 4,1% a 55.618,89, mentre il Topix ha guadagnato il 3,0%, sostenuto dalla forza dei titoli dei semiconduttori e dei metalli. Advantest è balzata dell’8,8% grazie all’ottimismo sulla domanda di semiconduttori, mentre Furukawa Electric è salita del 14,0% dopo un upgrade. Il KOSPI della Corea del Sud è salito del 6,2% a 5.837,30, attivando limiti di contrattazione mentre gli acquisti acceleravano. L’S&P/ASX 200 australiano è salito del 2,9%, anche se i titoli energetici sono scesi nettamente a causa del calo del petrolio. I mercati cercano ora conferme sulla tenuta del cessate il fuoco per sostenere il rimbalzo.
Volatilità
- La volatilità dovrebbe ridursi oggi dopo che il cessate il fuoco di due settimane tra USA e Iran ha provocato un forte calo del petrolio e un ampio rally di sollievo sugli asset rischiosi. Il recente aumento della volatilità è stato in gran parte guidato dai timori di uno shock energetico con impatto sull’inflazione, quindi la riapertura dello Stretto di Hormuz e il ritorno del petrolio sotto i 100 dollari eliminano parte di questa pressione immediata. Tuttavia, i mercati erano chiaramente sotto tensione fino alla chiusura di ieri, con il VIX a 25,78 e misure a brevissimo termine ancora più elevate, segnalando che l’incertezza resta elevata. Ciò suggerisce che la calma odierna dipende probabilmente dai titoli di notizie più che da un vero reset completo.
- Per l’S&P 500, il pricing delle opzioni implica un movimento atteso di circa 145 punti (2,19%) per questa settimana. Per la scadenza odierna, il movimento atteso è di circa 96 punti (1,45%) e lo skew delle opzioni è leggermente orientato verso le call rispetto alle put vicino al prezzo corrente, indicando un posizionamento per un rimbalzo di sollievo piuttosto che nuove coperture ribassiste.
Asset digitali
- Gli asset digitali stanno tornando in linea con il più ampio contesto risk-on, sostenuti dall’allentamento delle tensioni geopolitiche. Bitcoin si mantiene intorno a 71.700 dollari ed Ethereum vicino a 2.240, stabilizzandosi dopo un forte rimbalzo seguito all’annuncio del cessate il fuoco. Il movimento è visibile in tutto il mercato, con XRP intorno a 1,38 e Solana vicino a 84, anche se alcune altcoin risultano leggermente più deboli questa mattina.
- Il quadro degli ETF è diventato più eterogeneo: all’inizio della settimana si sono registrati forti afflussi, ma gli ultimi dati indicano deflussi netti per circa 159 milioni di dollari dagli ETF spot su Bitcoin, suggerendo prese di profitto. IBIT ed ETHA sono entrambi leggermente in calo nella giornata, riflettendo questo cambiamento di sentiment.
- Per gli investitori, il punto chiave è che le criptovalute continuano a comportarsi come un asset guidato dai fattori macro: reagiscono rapidamente al miglioramento del sentiment di rischio, ma la sostenibilità del movimento dipenderà dalla stabilità geopolitica e dal mantenimento dei flussi istituzionali.
Obbligazioni
- I titoli obbligazionari globali hanno registrato un forte rialzo grazie alle speranze che un cessate il fuoco tra USA e Iran continui a spingere al ribasso i prezzi dell’energia. Il rendimento dei Treasury USA a due anni è sceso di oltre sei punti base al 3,72% nelle prime ore di mercoledì rispetto alla chiusura di martedì, un minimo di tre settimane. Sulla parte lunga della curva, il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di oltre cinque punti base al 4,24%.
- La curva dei rendimenti giapponese si è appiattita, con i rendimenti a breve rimasti ancorati solo leggermente sotto i massimi del ciclo a seguito del forte calo del petrolio sulle speranze di cessate il fuoco, mentre i rendimenti a lungo termine hanno subito maggiori pressioni. Il rendimento del JGB a 10 anni è sceso di oltre quattro punti base al 2,37% mercoledì, dopo aver toccato massimi pluridecennali intraday martedì. Il rendimento del JGB a 30 anni è crollato di oltre 16 punti base al 3,60%.
Materie prime
- I prezzi del petrolio sono scesi sotto i 100 USD dopo che USA e Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane, con Teheran che ha riaperto lo Stretto di Hormuz a condizione che non vi siano ulteriori attacchi da parte delle forze USA o israeliane. Sebbene permanga una significativa incertezza, la riapertura potrebbe segnare l’inizio di una de-escalation dopo un conflitto che ha gravemente interrotto le forniture di petrolio greggio, carburanti raffinati, fertilizzanti e metalli industriali chiave. Oltre 800 navi restano bloccate nel Golfo Persico e gli armatori probabilmente richiederanno solide garanzie di sicurezza prima di uscire e, soprattutto, rientrare con navi vuote per il carico.
- Nonostante il calo dei prezzi, la scarsità di offerta nel breve termine persiste. I tempi di consegna—dal carico allo scarico finale—implicano che la disponibilità immediata resterà probabilmente limitata per diverse settimane. In particolare, il Dated Brent è stato scambiato a 144 USD al barile martedì. Anche se il cessate il fuoco reggerà, un ritorno alla “normalità” potrebbe richiedere mesi, considerando il tempo necessario per riaprire i pozzi chiusi, riposizionare equipaggi e navi e ripristinare completamente le raffinerie.
- Nel comparto dei metalli, i prezzi sono saliti con l’indebolimento del dollaro e il calo dei rendimenti obbligazionari. I metalli preziosi, guidati da oro e argento, hanno trovato supporto nelle aspettative che l’allentamento delle pressioni inflazionistiche possa riaprire la strada a tagli dei tassi. Anche i metalli industriali hanno registrato progressi, con il calo dei prezzi energetici che contribuisce a ridurre i timori di recessione e a migliorare le prospettive della domanda.
Valute
- Il dollaro USA è sceso bruscamente sulle speranze di un cessate il fuoco tra USA e Iran per almeno le prossime due settimane. EURUSD è salito appena sopra 1,1700 nelle prime ore di mercoledì, rispetto a una chiusura sotto 1,1600 martedì, mentre USDJPY è sceso sotto 158,25 dopo aver superato 159,70. Le valute più forti sono state quelle minori del G10 e dei mercati emergenti, con AUDUSD salito a 0,7075 mercoledì, cento pip sopra la chiusura di martedì.
- La corona svedese si è rafforzata in modo particolare rispetto alla corona norvegese a causa del crollo dei prezzi del petrolio. EURSEK è tornato sotto 10,90 dopo un picco sopra 11,05 martedì.
- Il dollaro neozelandese si è rafforzato dopo che la dichiarazione di politica monetaria della Reserve Bank of New Zealand è stata interpretata come una “pausa restrittiva”, poiché la banca prevede un’inflazione sopra il target per il resto del 2026 e il governatore Breman ha affermato che il comitato ha discusso un rialzo dei tassi “relativamente anticipato”. AUDNZD è sceso a 1,2120 da un massimo di ciclo sopra 1,2200 subito dopo la riunione.