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Market Quick Take - La geopolitica torna a dettare legge - 8 luglio 2026

Macro 3 minutes to read

Fattori trainanti del mercato e principali catalizzatori

  • Azioni: Stati Uniti ed Europa hanno chiuso in calo a causa della debolezza del comparto dei semiconduttori, mentre l'Asia è rimasta volatile con un forte ribasso della Corea del Sud e il ritorno delle preoccupazioni legate al petrolio.
  • Volatilità: Gli attacchi statunitensi contro l'Iran hanno spinto al rialzo il petrolio e riacceso i rischi geopolitici; in attesa della pubblicazione dei verbali del FOMC.
  • Asset digitali: I titoli legati alle criptovalute e le società di mining hanno arretrato insieme al settore tecnologico, mentre le criptovalute spot hanno perso terreno durante la notte in un contesto di avversione al rischio dovuto alle tensioni geopolitiche.
  • Materie prime: Il petrolio balza mentre la tenuta del cessate il fuoco viene messa alla prova; l'oro resiste nonostante le incertezze sulle prospettive di inflazione e tassi.
  • Obbligazioni: I rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti lungo tutta la curva.
  • Valute: Moderato rafforzamento del dollaro USA nonostante le nuove tensioni in Medio Oriente.
  • Macro: Verbali del FOMC e asta statunitense di Treasury Note decennali.


Macro

  • I prezzi del petrolio sono tornati a salire mentre si sono intensificate le tensioni tra Stati Uniti e Iran, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi aerei contro siti militari iraniani, sistemi di difesa aerea e obiettivi costieri in risposta agli attacchi contro tre navi commerciali, tra cui una metaniera qatariota di GNL e una petroliera saudita, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Parallelamente, il Tesoro statunitense ha revocato l'esenzione che consentiva le esportazioni di petrolio iraniano, segnando la più grave escalation tra Stati Uniti e Iran dal memorandum d'intesa firmato meno di tre settimane fa.
  • Il modello GDPNow della Fed di Atlanta ha rivisto al rialzo la stima della crescita del PIL statunitense del secondo trimestre all'1,36%, rispetto all'1,19% precedente, rimanendo comunque al di sotto del consenso Bloomberg pari al 2,47%. La revisione segue la pubblicazione dei dati commerciali di maggio, che hanno mostrato un aumento mensile del deficit del 42,2%, a 77,6 miliardi di dollari, il livello più elevato da marzo 2025, con esportazioni in calo del 3,2% e importazioni in aumento del 3,3%.
  • Le aspettative d'inflazione a un anno rilevate dalla Fed di New York sono salite al 3,7% a giugno, mentre quelle a tre anni sono aumentate al 3,3%; le aspettative a cinque anni sono rimaste stabili al 3,0%. Le aspettative sui prezzi della benzina sono scese all'1,5%. La percezione della sicurezza occupazionale è migliorata e le famiglie ritengono di essere in una situazione finanziaria migliore rispetto a un anno fa, anche se un numero crescente si aspetta condizioni di credito più restrittive.
  • Approfondimenti nella nostra sezione Analisi di Mercato.

Principali appuntamenti del calendario macro (orari GMT)

  • 11:00 – Richieste settimanali di mutui MBA (USA)
  • 14:30 – Rapporto settimanale EIA sulle scorte di greggio e carburanti
  • 17:00 – Asta USA di Treasury Note decennali per 39 miliardi di USD
  • 18:00 – Verbali della riunione FOMC del 17 giugno

Trimestrali

  • Mercoledì: Kongsberg Gruppen
  • Giovedì: PepsiCo, Fast Retailing, Progressive, Cintas, Seven & I Holdings
  • Venerdì: Delta Airlines 


Azioni

  • Stati Uniti: L'S&P 500 ha perso lo 0,5%, il Nasdaq 100 è sceso dell'1,8% e il Dow Jones ha ceduto lo 0,3%, dopo che i solidi ma non eccezionali risultati di Samsung hanno innescato una vendita globale dei titoli dei semiconduttori. Intel è crollata del 9,7% e AMD del 6,5%, poiché gli investitori si sono interrogati su quanto ottimismo legato all'AI fosse già incorporato nelle valutazioni. La debolezza si è estesa oltre il settore tecnologico, con Caterpillar in calo del 3,1% e Deere del 5%, mentre veniva meno lo slancio dei titoli industriali. Fiserv ha guadagnato l'1,8% dopo indiscrezioni secondo cui alcune banche statunitensi starebbero valutando un accordo relativo alla sua rete di carte di debito. L'attenzione del mercato è ora rivolta ai verbali della Fed e ai segnali provenienti dalle trimestrali legate all'intelligenza artificiale.
  • Europa: Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,7%, il DAX è sceso dell'1,4% e l'Euro Stoxx 50 ha ceduto l'1,2%, seguendo il ribasso globale del comparto tecnologico. I titoli legati ai semiconduttori hanno guidato le perdite, con ASML in calo del 7,3% e Soitec in ribasso del 17,1%, dopo che i risultati di Samsung hanno ridimensionato le aspettative sul settore. Siemens Energy ha perso l'8,9% dopo che Barclays ha abbassato la raccomandazione a underweight, ritenendo che le valutazioni siano ormai troppo elevate dopo il forte rally legato alle infrastrutture AI, aumentando così la pressione anche al di fuori del comparto tecnologico. Il FTSE 100 ha invece guadagnato lo 0,1%, sostenuto dal rialzo del 3,4% di Shell grazie ai prezzi più elevati del petrolio, mentre i titoli difensivi svizzeri hanno aiutato lo SMI a salire dello 0,4%. Gli investitori cercano ora di capire se si tratti di una semplice correzione o dell'inizio di una revisione più ampia delle valutazioni legate all'AI.
  • Asia: I mercati asiatici hanno registrato forti ribassi martedì, con il Kospi sudcoreano in calo del 4,9% dopo le vendite su Samsung Electronics e SK Hynix, nonostante i risultati trimestrali record di Samsung. La Korea Exchange ha attivato temporaneamente un circuit breaker sulle vendite programmate, ricordando che anche i beniamini dell'intelligenza artificiale possono inciampare. L'Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,5%, con Kuaishou in ribasso del 12,0% dopo che Tencent ha ceduto una partecipazione da 1,5 miliardi di dollari, mentre il CSI 300 ha lasciato sul terreno l'1,0%. Singapore ha sovraperformato, con lo Straits Times Index in rialzo dell'1,6%, trainato da OCBC (+3,3%). I nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran mantengono oggi petrolio e propensione al rischio al centro dell'attenzione.


Volatilità

VIX 16,13 | VIX FUTURES: 17,50 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (145,74) | REGIME: BASSA VOLATILITÀ RIALZISTA

  • La geopolitica ha preso il posto del tema delle valutazioni legate all'AI: gli attacchi aerei statunitensi contro l'Iran e la revoca dell'esenzione sulle esportazioni di petrolio hanno spinto il greggio in rialzo del 2,6% e penalizzato le azioni asiatiche, con il Kospi in calo di oltre il 5% a causa della rotazione nei semiconduttori. L'S&P 500 ha chiuso martedì in ribasso dello 0,45% a 7.503,86 punti. Il VIX è salito del 3,6% a 16,13, mentre il VIX1D è balzato del 22% a 10,66.
  • La struttura a termine è rimasta in contango fino al VIX3M a 19,01, mentre lo SKEW è rimasto elevato a 145,74. La volatilità del petrolio è aumentata del 18% e l'indice MOVE è salito a 70,25. Il movimento atteso settimanale dell'SPX è di circa 64 punti, pari allo 0,85%, in vista della scadenza di venerdì 10 luglio, con i verbali del FOMC di oggi che rappresentano il principale catalizzatore.


Asset digitali

BITCOIN ~63.125 -1,3% | ETHEREUM ~1.770 -1,6% | IBIT 36,12 +3,58% | ETHA 13,55 +5,37%

  • Gli asset digitali hanno assunto un'impostazione più difensiva, seguendo il ribasso di martedì del comparto tecnologico e dei semiconduttori, prima che l'escalation in Medio Oriente alimentasse durante la notte un clima di avversione al rischio. I titoli legati alle criptovalute e le società di mining hanno registrato ampie perdite nella seduta precedente: Coinbase e Strategy hanno entrambe ceduto oltre il 3%, mentre i miner hanno guidato i ribassi, con Iren in calo del 9,3%.
  • Sul fronte strutturale, l'amministrazione statunitense sta verificando la propria autorità legale prima di istituire una riserva strategica di Bitcoin, mentre il miner TeraWulf ha firmato un accordo ventennale per fornire capacità di data center dedicati all'intelligenza artificiale ad Anthropic.


Materie prime

  • Il petrolio è salito dopo che gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi in Iran e revocato l'esenzione che consentiva nuove vendite di petrolio iraniano, in risposta agli attacchi dell'Iran contro navi nello Stretto di Hormuz. L'escalation mette a rischio i fragili negoziati volti a garantire una pace permanente, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di aver violato il cessate il fuoco. Nelle ultime 24 ore tre navi commerciali sono state attaccate nello Stretto, il numero più elevato dall'entrata in vigore dell'accordo, con gli Stati Uniti che attribuiscono all'Iran la responsabilità degli attacchi. Il Brent è tornato sopra i 76 dollari al barile, situazione che potrebbe innescare ulteriori ricoperture di posizioni short da parte degli hedge fund.
  • L'oro è inizialmente sceso, poiché il nuovo rialzo del petrolio ha aumentato l'incertezza sulle prospettive di inflazione e tassi. Tuttavia, nonostante i rendimenti reali dei Treasury decennali siano vicini ai massimi degli ultimi 18 mesi, aumentando la pressione sugli asset privi di rendimento, il metallo prezioso ha finora trovato supporto intorno ai 4.100 dollari. Questa resilienza rafforza la nostra convinzione che l'oro possa stare passando da una fase di capitolazione a una di consolidamento. L'attenzione resta concentrata sui prezzi del petrolio e sui rendimenti obbligazionari, in vista delle imminenti aste di Treasury statunitensi a lunga scadenza.


Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti lungo tutta la curva a fronte dell'aumento dei prezzi del petrolio, delle imminenti aste di debito e delle preoccupazioni sugli investimenti in conto capitale legati all'AI. Sul tratto lungo della curva, il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,55% e quello trentennale al 5,06%, entrambi ai livelli più elevati da maggio. Oggi il Tesoro statunitense collocherà Treasury Note decennali per 39 miliardi di dollari, seguiti giovedì da Treasury Bond trentennali per 22 miliardi di dollari. Le vendite hanno inoltre spinto il rendimento reale del Treasury decennale al 2,27%, massimo degli ultimi 18 mesi, aumentando le pressioni sugli asset privi di rendimento.
  • I mercati stanno rivalutando il rischio inflazionistico dopo la revoca dell'esenzione sulle esportazioni di petrolio iraniano, aumentando moderatamente le probabilità di rialzi dei tassi Fed a settembre e ottobre. Gli inflation swap a un anno sono saliti e la curva dei rendimenti si è irripidita, con il tratto breve ancora ancorato alle aspettative di politica monetaria, mentre quello lungo continua a risentire delle pressioni strutturali legate all'offerta di debito.


Valute

  • Il dollaro USA si è generalmente rafforzato durante la notte, poiché gli attacchi militari statunitensi contro l'Iran, comprese le misure per bloccare le esportazioni di petrolio iraniano, hanno spinto nettamente al rialzo i prezzi del greggio, riacceso i timori di inflazione e sostenuto i rendimenti dei Treasury USA. EURUSD è sceso ma è rimasto sopra quota 1,1400, poiché i rischi geopolitici legati allo Stretto di Hormuz hanno indebolito lo scenario rialzista per l'euro, mentre GBPUSD è arretrato a 1,3350 interrompendo il trend rialzista delle ultime sedute in un contesto di avversione al rischio.
  • USDJPY è salito leggermente sopra quota 162, sostenuto dai rendimenti statunitensi più elevati e dal rialzo del petrolio. I commenti della Bank of Japan secondo cui ulteriori rialzi dei tassi potrebbero rallentare la crescita hanno limitato il sostegno allo yen, nonostante le discussioni su possibili modifiche al linguaggio della politica monetaria.
  • Il dollaro neozelandese (NZD) è salito dopo che la RBNZ ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 2,5%, il primo rialzo in tre anni, segnalando la possibilità di ulteriori aumenti per riportare l'inflazione verso l'obiettivo. La valuta, fortemente short nei mercati futures, è risalita sopra quota 0,57 dopo aver recentemente toccato un minimo di sette mesi a 0,5625.
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