Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment and Options Strategist
Nvidia pubblicherà i risultati dopo la chiusura di oggi, mentre il sell-off sul mercato obbligazionario si intensifica e le azioni registrano una terza seduta consecutiva in calo.
Martedì il rendimento del Treasury USA a 30 anni ha toccato brevemente il 5,19%, il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008, mentre le pressioni inflazionistiche legate alla guerra con l’Iran e le persistenti preoccupazioni fiscali hanno aggravato il sell-off in corso sul mercato obbligazionario. I mercati azionari hanno registrato una terza seduta consecutiva negativa, preparando il terreno per il mercoledì con un contesto macro ancora ostile e con un singolo evento societario sufficientemente rilevante da oscurare gran parte del resto: Nvidia pubblicherà oggi dopo la chiusura i risultati del primo trimestre fiscale FY27.
Il VIX ha chiuso martedì a 18,06, in rialzo dell’1,35%, posizionandosi nella parte bassa della fascia neutrale compresa tra 18 e 25. Il VVIX (la volatilità del VIX stesso, che misura quanto ci si aspetta che l’indicatore della paura si muova) è salito del 3,76% a 94,61. I future sul VIX con scadenza il mese prossimo si sono attestati a 20,50, in contango di circa 245 punti base sopra lo spot, coerentemente con un mercato che sta prezzando protezione più che panico. Il rapporto put/call del CBOE sull’S&P 500 (PCSX, che misura l’attività di put protettive rispetto all’attività rialzista sulle call) è balzato del 14,95% a 1,23, uno dei movimenti giornalieri più marcati delle ultime settimane.
Il quadro delle opzioni su Nvidia in vista della pubblicazione dei risultati di oggi racconta una storia più tranquilla e prudente rispetto a quanto suggeriscano i puri dati di posizionamento. La scadenza settimanale del 22 maggio, che incorpora direttamente la finestra post-trimestrale, prezza un movimento atteso del 5,22% (11,53 dollari), collocando il fair value tra 209,08 e 232,14 dollari. La volatilità implicita su tale scadenza è pari all’85,24%, contro il 45,20% della scadenza mensile del 18 giugno, la prima chiaramente non influenzata dall’evento. Il differenziale di circa 40 punti percentuali riflette il premio legato agli utili concentrato sul contratto con scadenza coincidente con l’evento. Una volta assimilati i risultati, gran parte di quel premio tende a dissolversi e le scadenze successive tornano verso la volatilità “normale” del titolo sottostante.
L’aspetto più interessante della seduta di martedì è stato il livello contenuto di partecipazione. Il volume totale delle opzioni si è attestato a 1.668.149 contratti, meno della metà della media giornaliera a 30 giorni di 3.744.047. Si tratta della seduta più leggera degli ultimi mesi nel giorno precedente a una trimestrale di grande rilevanza. La spiegazione più probabile è che il posizionamento attivo sia avvenuto in precedenza, nella finestra tra il 13 e il 15 maggio, quando i volumi giornalieri superavano i 5 milioni di contratti. Entro martedì, il mercato sembrava essersi in gran parte messo in attesa, con gli operatori già posizionati oppure scoraggiati dall’elevata volatilità implicita sulle scadenze brevi. Il rapporto put/call sui volumi aggiunge un ulteriore elemento: è salito gradualmente da circa 0,29–0,36 di inizio maggio fino a 0,48–0,49 negli ultimi due giorni, suggerendo un accumulo silenzioso ma costante di coperture insieme al predominante posizionamento lato call. Ancora fortemente orientato sulle call, ma meno rispetto a due settimane fa.
I flussi istituzionali delle ultime due settimane sono stati prevalentemente orientati alla generazione di reddito piuttosto che apertamente rialzisti: il lato call è stato principalmente venduto anziché acquistato, con attività di copertura al rialzo concentrate nell’area 237,50–252,50. Parallelamente, sono state costruite strutture protettive di lungo termine al di sotto del mercato. Il posizionamento netto dei dealer è bilaterale, con potenziali resistenze meccaniche sopra l’area delle call vendute e pressioni di copertura al ribasso sotto tali livelli.
Nota importante: tutti gli esempi indicati nell’articolo sono forniti esclusivamente a scopo illustrativo e informativo e non vanno intesi come raccomandazioni di strumenti o strategie o come sollecitazioni all'investimento. Sono stati pensati per aiutarvi a dare forma al vostro processo di pensiero e non devono essere replicati o implementati senza un'attenta considerazione. Ogni investitore o trader deve condurre la propria analisi e prendere in considerazione la propria situazione finanziaria, la propria tolleranza al rischio e i propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. Ricordati che investire nel mercato comporta dei rischi ed è fondamentale prendere decisioni informate.
Spunto strategico – ATM calendar spread per sfruttare il differenziale del crollo della volatilità implicita. Il differenziale di circa 40 punti percentuali tra la scadenza legata all’evento (22 maggio, volatilità implicita all’85,24%) e la prima scadenza mensile post-evento (18 giugno, 45,20%) rende interessante valutare un ATM calendar spread: vendere un’opzione con scadenza 22 maggio alla volatilità implicita elevata dell’evento e acquistare la stessa strike su una scadenza successiva alla volatilità più bassa del sottostante. Una volta assimilati i risultati di questa sera, la gamba corta perde valore molto più rapidamente rispetto alla gamba lunga, consentendo allo spread di catturare tale differenziale. L’operazione funziona al meglio se Nvidia rimane vicina allo strike venduto dopo l’evento; il rischio principale è rappresentato da un forte movimento direzionale lontano dallo strike, che potrebbe causare perdite simultanee su entrambe le gambe.
Spunto strategico – Call diagonal long l’area di resistenza istituzionale. Una call diagonal estende il concetto del calendar spread introducendo una componente direzionale. Vendere una call con scadenza 22 maggio nell’area in cui si è concentrato il flusso di vendita di call e acquistare una call con scadenza giugno a uno strike inferiore consente di mantenere una posizione long vega sulla gamba residua, sfruttando allo stesso tempo l’elevata volatilità implicita dell’evento sulla gamba corta. La strategia beneficia del crollo della volatilità implicita sulla gamba corta, si appoggia a una zona di offerta ben documentata sullo strike venduto e mantiene esposizione al rialzo tramite la gamba lunga qualora Nvidia registrasse un gap rialzista. Il rischio principale è rappresentato da un forte gap oltre lo strike della gamba corta, situazione che richiederebbe una gestione attiva oppure la chiusura della posizione prima che la gamba corta entri profondamente in-the-money.
Il mercato obbligazionario sta prezzando un deterioramento del quadro fiscale e inflazionistico che i mercati azionari non hanno ancora pienamente assimilato. Tre sedute negative consecutive non hanno compromesso il trend rialzista di fondo, ma la combinazione di un rendimento trentennale sopra il 5,1%, un decennale oltre il 4,6% e uno shock energetico senza una chiara soluzione all’orizzonte rappresenta un ostacolo reale e crescente per le valutazioni azionarie. Oggi l’attenzione si concentra quasi interamente su Nvidia. Gli analisti si aspettano ancora una trimestrale superiore alle attese accompagnata da una revisione al rialzo della guidance, il mercato delle opzioni ha già prezzato un ampio movimento legato all’evento e i flussi osservati nelle ultime due settimane suggeriscono che gli investitori istituzionali si siano già preparati a diversi scenari possibili. Ciò che accadrà alle 17:00 ET definirà il tono del resto della settimana.