Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Il 19 agosto la cinese Unitree è balzata fino a quasi sei volte il prezzo di debutto alla Borsa di Shanghai, arrivando per qualche istante a sfiorare una valutazione di circa 50 miliardi di dollari. La quotazione coincide con il World Robot Conference di Pechino, dove centinaia di aziende presentano tecnologie che spaziano dai robot industriali agli umanoidi.
Unitree rappresenta un ottimo esempio dell'interesse che circonda il settore, ma non esaurisce la tesi d'investimento. Gli umanoidi sono ancora agli inizi del loro percorso e, almeno per ora, pochi vengono impiegati in attività produttive su larga scala. L'opportunità più ampia risiede invece nell'intelligenza artificiale che sta dando ai robot già esistenti un "cervello", una "vista" e capacità decisionali sempre più avanzate.
Per gli investitori, questo significa andare oltre l'aspetto esteriore del robot e guardare a ciò che ne determina realmente le capacità: la tecnologia che si nasconde sotto la "scocca".
Secondo l'International Federation of Robotics, nel 2024 sono stati installati oltre 540.000 robot industriali, più del doppio rispetto a dieci anni fa. Oggi la manifattura fa già ampio affidamento su sistemi automatizzati per attività come saldatura, assemblaggio, verniciatura e movimentazione dei materiali.
La vera svolta, però, non riguarda tanto la meccanica quanto l'intelligenza.
I robot tradizionali eccellono nell'esecuzione di compiti ripetitivi e altamente standardizzati, ma tendono a incontrare difficoltà quando l'ambiente cambia, gli oggetti si spostano o intervengono situazioni impreviste.
L'intelligenza artificiale sta contribuendo a superare questi limiti. La visione artificiale permette ai robot di interpretare ciò che li circonda, i modelli di IA consentono di comprendere istruzioni sempre più complesse e le tecnologie di simulazione permettono di addestrare i sistemi in ambienti virtuali prima della loro implementazione nel mondo reale.
Nvidia ha dichiarato che aziende come Fanuc, ABB Robotics, Yaskawa e Kuka, che complessivamente contano oltre due milioni di robot installati nel mondo, stanno integrando le sue piattaforme di simulazione e calcolo per accelerare lo sviluppo di applicazioni basate sull'intelligenza artificiale.
Per gli investitori, questo suggerisce una dinamica già osservata in altri settori tecnologici. Come nel mondo dei semiconduttori, il prodotto finale cattura l'attenzione del pubblico, ma una quota significativa del valore potrebbe concentrarsi nelle mani di chi fornisce i componenti e le tecnologie essenziali che ne rendono possibile il funzionamento.
Per elaborare immagini, interpretare l'ambiente circostante e prendere decisioni in tempo reale serve una notevole potenza di calcolo. È qui che Nvidia punta a ritagliarsi un ruolo centrale, proponendosi come piattaforma di riferimento per hardware e software destinati alla robotica.
I moduli Jetson consentono di eseguire applicazioni di intelligenza artificiale direttamente a bordo macchina, Isaac fornisce strumenti per simulazione e addestramento, mentre il progetto GR00T è dedicato allo sviluppo della prossima generazione di robot umanoidi.
L'aspetto più interessante per gli investitori è che Nvidia non ha necessariamente bisogno di individuare in anticipo quale produttore di robot emergerà come vincitore. Che si tratti di Tesla, Unitree, Figure o altri operatori, la sua opportunità consiste nel fornire l'infrastruttura tecnologica e lo strato di intelligenza artificiale su cui potrebbero poggiare numerose piattaforme robotiche.
Per adattarsi all'ambiente, un robot deve prima essere in grado di interpretarlo.
Cognex è specializzata nella visione artificiale e sviluppa telecamere, sensori e software utilizzati per identificare oggetti, ispezionare prodotti e guidare i movimenti dei robot. Keyence offre soluzioni simili, incluse applicazioni di visione 3D in grado di riconoscere posizione, forma e orientamento degli oggetti nello spazio.
Man mano che la robotica si sposta da attività altamente standardizzate a contesti più dinamici e imprevedibili, la capacità di percepire e comprendere l'ambiente circostante sta diventando sempre più importante.
Dare un "cervello" a un robot è solo una parte dell'equazione. L'altra consiste nel trasformare le decisioni in movimenti precisi, fluidi e affidabili.
Motori, riduttori, cuscinetti e attuatori convertono i comandi elettronici in movimento. Secondo McKinsey, proprio gli attuatori rappresentano uno dei principali costi hardware e uno dei maggiori colli di bottiglia tecnologici nello sviluppo degli umanoidi.
Harmonic Drive Systems produce riduttori armonici ad alta precisione utilizzati nelle articolazioni di braccia e gambe robotiche, mentre Nabtesco è leader nei riduttori cicloidali che garantiscono movimenti accurati e affidabili nei robot industriali anche sotto carico.
Se la diffusione degli umanoidi dovesse accelerare, questi componenti poco visibili ma indispensabili potrebbero assumere un'importanza strategica crescente. Del resto, anche il robot più intelligente ha poco valore se non riesce a muoversi in modo efficace e affidabile.
Fanuc e Yaskawa rappresentano due dei principali protagonisti della robotica industriale globale. Decenni di esperienza nella robotica, nei sistemi di controllo e nel motion control consentono loro di contare su una vasta base clienti e su un know-how consolidato in termini di affidabilità operativa.
Teradyne offre un'esposizione differente al tema attraverso Universal Robots, leader nei robot collaborativi (cobot), e Mobile Industrial Robots (MiR), specializzata nei robot autonomi per la logistica interna.
Tesla rappresenta invece la componente più innovativa e speculativa del settore. Con il progetto Optimus, l'azienda punta a sviluppare un umanoide generalista capace di svolgere una vasta gamma di attività. La sfida non consiste soltanto nello sviluppo tecnologico, ma soprattutto nella capacità di trasformare intelligenza artificiale, visione artificiale e competenze manifatturiere in prodotti affidabili, scalabili e competitivi nei costi.
Merita infine una menzione ABB, che recentemente ha annunciato la cessione della propria divisione Robotics a SoftBank per 5,375 miliardi di dollari. Qualora l'operazione venisse completata, l'esposizione diretta del gruppo svizzero al settore robotico risulterebbe significativamente ridotta.
La robotica non deve necessariamente avere sembianze umane per creare valore economico.
Kion combina movimentazione industriale, automazione di magazzino e soluzioni robotiche avanzate, collaborando con Nvidia nello sviluppo di carrelli industriali autonomi basati sull'intelligenza artificiale. Symbotic, invece, è specializzata nell'automazione dei grandi centri logistici e dei magazzini ad alta intensità operativa, dove robot e software ottimizzano stoccaggio, movimentazione e preparazione degli ordini.
Queste aziende offrono anche un importante reality check per gli investitori. I primi benefici economici su larga scala della nuova generazione di robot intelligenti potrebbero emergere molto prima nelle fabbriche, nei centri logistici e nei magazzini che nelle abitazioni private. In altre parole, è più probabile che la robotica generi valore attraverso l'automazione industriale e della supply chain prima che gli umanoidi imparino davvero a piegare il bucato a casa.
Il rischio principale per gli investitori è confondere l'esposizione a un tema con la sua effettiva rilevanza economica. La robotica può essere strategicamente importante per aziende come Nvidia o Tesla senza rappresentare, almeno nell'immediato, una fonte significativa di ricavi o utili. Le società più specializzate offrono spesso un'esposizione più diretta al trend, ma tendono anche a presentare rischi maggiori legati alla concentrazione della clientela, all'evoluzione tecnologica e alle valutazioni di mercato. Un'altra incognita riguarda l'integrazione verticale. Con la crescita del settore, alcuni produttori di robot potrebbero decidere di sviluppare internamente componenti oggi acquistati da fornitori esterni, riducendo il valore economico catturato da alcune aziende della filiera. Infine, il progresso tecnologico non si traduce automaticamente in rendimenti interessanti per gli azionisti. Prezzi dei robot più bassi possono accelerarne l'adozione, ma allo stesso tempo comprimere i margini. Nel lungo periodo, l'incremento dei volumi dovrà trasformarsi in utili e flussi di cassa sostenibili.
La quotazione di Unitree racconta bene l'entusiasmo che circonda oggi la robotica, ma la domanda più importante per gli investitori si trova spesso lontano dai riflettori. Un robot moderno è il risultato dell'integrazione di potenza di calcolo, visione artificiale, componenti di precisione e decenni di esperienza manifatturiera. Per questo motivo, la robotica appare meno come una corsa a individuare la prossima Tesla e più come un ecosistema articolato in cui diverse aziende contribuiscono alla creazione di valore. Nvidia può fornire il cervello. Cognex e Keyence gli occhi. Harmonic Drive e Nabtesco consentono il movimento. Fanuc, Yaskawa, Teradyne e molti altri trasformano queste tecnologie in macchine operative impiegate ogni giorno nelle fabbriche e nei magazzini. Il robot conquista l'attenzione del pubblico. Il valore, molto spesso, si concentra nelle tecnologie e nei componenti che gli permettono di funzionare.
L’autore, Ruben Dalfovo, detiene posizioni in SoftBank.