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Azioni: I mercati azionari globali hanno iniziato la settimana con cautela, poiché le tensioni geopolitiche hanno pesato sul sentiment, mentre il Giappone si è distinto in controtendenza.
Volatilità: Inflazione PCE, colloqui USA-Iran, prezzi del petrolio, PMI, trimestrali di Micron.
Asset digitali: Bitcoin sopra i 64.000 dollari, posizionamento sulle opzioni.
Materie prime: Il petrolio scende mentre il mercato sconta progressi nei colloqui USA-Iran; l’oro recupera terreno mentre il rame resta all’interno di un intervallo di negoziazione.
Obbligazioni: I rendimenti dei Treasury USA a breve termine aprono il lunedì sui nuovi massimi del ciclo, mentre il mercato guarda a un imminente rialzo dei tassi da parte del FOMC.
Valute: Il dollaro statunitense si rafforza nuovamente nelle prime ore di lunedì, con USDJPY e USDCHF vicini ai massimi del ciclo.
Macro: CPI canadese di maggio, intervento del membro della Fed statunitense Waller.
Macro
Mentre i colloqui tra USA e Iran proseguivano in Svizzera, il presidente statunitense Trump ha minacciato nel fine settimana nuove azioni militari contro l’Iran nel caso in cui Hezbollah continuasse ad attaccare Israele e ha avvertito Teheran di non chiudere lo Stretto di Hormuz. Ciò ha spinto i media iraniani ad affermare che Teheran avesse sospeso i negoziati. Tuttavia, nelle prime ore di lunedì il ministro degli Esteri iraniano ha parlato di “progressi significativi” verso la fine della guerra in Libano, grazie alla mediazione di negoziatori qatarioti e pakistani.
Il primo ministro britannico Keir Starmer è indicato da numerose fonti come prossimo alle dimissioni, il che aprirebbe la strada a una nuova elezione per la leadership del Partito Laburista. Il favorito è considerato Andy Burnham, che ha ottenuto una netta vittoria in un’elezione suppletiva per un seggio parlamentare a Makerfield, distretto della Greater Manchester.
Le vendite al dettaglio in Canada sono stimate in aumento dell’1% a maggio 2026, segnando il quinto incremento consecutivo. Ad aprile le vendite erano cresciute dello 0,5% raggiungendo 73 miliardi di dollari canadesi. Le vendite di benzina e carburanti sono balzate del 5,1% a 7,51 miliardi di dollari canadesi grazie a prezzi più elevati e a un aumento dei volumi dello 0,8%. Sono aumentate anche le vendite nei settori salute e cura della persona, materiali da costruzione e mobili/elettronica/elettrodomestici, mentre le vendite di alimentari e bevande sono diminuite del 2% a 13,27 miliardi di dollari canadesi.
I prezzi alla produzione in Germania sono aumentati del 2,2% su base annua a maggio 2026, il ritmo più rapido da maggio 2023 ma inferiore alle attese del 2,5%. L’incremento è stato trainato dall’aumento dei beni intermedi (+4,2%) e dell’energia (+2,5%), in particolare dei prodotti petroliferi (+34,9%). I beni strumentali e i beni durevoli di consumo sono aumentati del 2,0%, mentre i beni non durevoli sono diminuiti dell’1,7% a causa del calo dei prezzi alimentari. Escludendo l’energia, i prezzi sono saliti del 2,3%. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,3%, in rallentamento rispetto all’1,2% precedente e sotto le attese dello 0,7%.
Principali appuntamenti del calendario macro (orari GMT)
12:30 – CPI canadese di maggio
13:00 – Intervento della Presidente della BCE Lagarde al Parlamento europeo
13:00 – Intervento del membro della Fed Waller
23:00 – PMI preliminari australiani di giugno per servizi e manifatturiero
00:30 – PMI preliminari giapponesi di giugno per servizi e manifatturiero
Trimestrali
Lunedì: Alimentation Couche-Tard
Martedì: FedEx, Carnival Corporation
Mercoledì: Micron
Giovedì: H&M Hennes & Mauritz, Darden Restaurants
Azioni
Stati Uniti: I mercati statunitensi sono rimasti chiusi venerdì per la festività del Juneteenth, ma i futures hanno registrato un calo nelle prime contrattazioni asiatiche dopo che il presidente Trump ha rinnovato le minacce di attacchi contro l’Iran, riportando gli investitori in modalità risk-off.
Europa: Le borse europee hanno chiuso venerdì in ordine sparso: lo Stoxx 600 ha ceduto lo 0,2%, il DAX lo 0,2% e il FTSE 100 lo 0,4%, mentre gli investitori hanno assunto un atteggiamento più prudente a causa del ritorno delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei prezzi del petrolio. Novo Nordisk è balzata del 4,6% dopo una revisione al rialzo da parte di un broker che ha rafforzato il sentiment sul produttore di farmaci per l’obesità. I titoli tecnologici hanno sottoperformato, con ASML in calo dell’1,1%, mentre la società italiana di software Reply ha perso il 6,1% dopo i forti guadagni recenti. I titoli minerari sono rimasti sotto pressione a causa della debolezza dei prezzi dei metalli, che ha pesato su Rio Tinto e Fresnillo. Gli investitori attendono ora i dati preliminari PMI di questa settimana per ottenere nuove indicazioni sulla solidità dell’economia europea.
Asia: I mercati asiatici hanno iniziato la settimana in territorio negativo, poiché le rinnovate preoccupazioni geopolitiche hanno compensato l’ottimismo derivante dal calo dei prezzi del petrolio. L’indice MSCI Asia Pacific ha ceduto lo 0,3%. Il Kospi sudcoreano è sceso dell’1,1% dopo aver raggiunto un massimo storico la scorsa settimana, sebbene SK Hynix abbia continuato a beneficiare della domanda legata all’intelligenza artificiale. Il Giappone si è distinto positivamente, con il Nikkei 225 in rialzo dello 0,8% grazie ai titoli finanziari, guidati da Hokuhoku Financial Group, salita del 5,6%. L’ASX 200 australiano ha perso lo 0,4%, con EQT Holdings in calo del 9,0% dopo l’annuncio di un riposizionamento strategico. I volumi di scambio sono rimasti inferiori alla norma dopo le chiusure festive di diversi mercati regionali lo scorso venerdì, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente.
Volatilità
La volatilità rimane relativamente contenuta mentre i mercati tornano operativi dopo il lungo weekend festivo negli Stati Uniti, ma gli investitori affrontano una settimana ricca di dati economici e trimestrali che potrebbero modificare rapidamente il sentiment. Il VIX ha chiuso giovedì a 16,40, mentre le letture più recenti mostrano un VIX a 16,78, un VIX1D a 15,68 e un VIX9D a 13,93, indicando che il mercato non sta attualmente prezzando tensioni elevate nel breve termine.
L’evento principale della settimana sarà il rapporto sull’inflazione Core PCE di giovedì, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, insieme ai dati PMI, agli ordini di beni durevoli e alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione. Anche la geopolitica resta sotto osservazione dopo le notizie sui progressi nei negoziati USA-Iran, che hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz e a spingere al ribasso i prezzi del petrolio.
Sebbene la volatilità sia diminuita rispetto ai recenti massimi, gli investitori dovrebbero aspettarsi mercati ancora sensibili sia alle sorprese sull’inflazione sia agli sviluppi in Medio Oriente. Le trimestrali di FedEx e Micron offriranno inoltre indicazioni importanti sull’attività commerciale globale e sulla domanda legata all’intelligenza artificiale.
Asset digitali
Gli asset digitali hanno iniziato la settimana con un tono più positivo, sostenuti dall’allentamento delle tensioni geopolitiche che ha favorito una maggiore propensione al rischio. Bitcoin è stato scambiato intorno a 64.100 dollari, mantenendosi sopra un importante livello psicologico, mentre Ethereum si è attestato vicino a 1.735 dollari. Solana ha sovraperformato la maggior parte delle principali criptovalute, mentre XRP ha registrato guadagni più contenuti. Sebbene l’andamento dei prezzi resti costruttivo, il sentiment degli investitori rimane prudente piuttosto che apertamente rialzista.
Il posizionamento sulle opzioni continua a indicare aspettative di prezzi più elevati per Bitcoin nel corso dell’anno, con le call che mantengono una quota di open interest superiore rispetto alle put. Gli ETF spot sulle criptovalute restano un indicatore chiave della domanda istituzionale. I recenti dati sui flussi hanno mostrato modesti deflussi sia da IBIT sia da ETHA prima del lungo fine settimana, suggerendo che gli investitori continuano a essere selettivi nonostante il miglioramento delle condizioni di mercato.
Nel lungo periodo, l’adozione istituzionale continua ad ampliarsi: secondo alcune notizie, un fondo pensione aziendale giapponese prevede di destinare parte del proprio patrimonio alle criptovalute, evidenziando la graduale integrazione degli asset digitali nei portafogli tradizionali.
Materie prime
Il Brent è tornato sotto i 79 dollari al barile dopo essere salito brevemente a 82,30 dollari in seguito a un fine settimana di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Nonostante un avvio turbolento, con Trump che ha lanciato nuovi avvertimenti all’Iran e Teheran che ha risposto con rinnovate minacce di chiudere lo Stretto di Hormuz, i negoziati hanno comunque mostrato segnali di progresso. Il mercato continua a prezzare la prospettiva di una futura riapertura dello Stretto e della liberazione di milioni di barili attualmente bloccati nel Golfo Persico. Questa aspettativa ha contribuito a un forte aumento delle posizioni ribassiste, con gli hedge fund che hanno portato le posizioni short lorde sul Brent ai massimi dall’epoca della pandemia nella settimana conclusa il 16 giugno.
L’oro tratta in rialzo vicino a 4.200 dollari, sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio e da un dollaro più debole dopo tre giorni di ribassi successivi alla riunione restrittiva del FOMC della scorsa settimana. Per il momento, il metallo giallo resta in una fase di indecisione tecnica, oscillando tra il supporto chiave a 4.000-4.100 dollari e la resistenza rappresentata dalla media mobile a 200 giorni, attualmente vicina a 4.466 dollari.
Il future sull’HG Copper si è stabilizzato all’interno di un intervallo compreso tra 6,20 e 6,60 dollari. Il continuo calo delle scorte monitorate dalle principali borse suggerisce che la domanda fisica sottostante resta resiliente, mentre le preoccupazioni sulla crescita dell’offerta mineraria, la domanda legata all’elettrificazione e il potenziale impatto delle misure commerciali statunitensi continuano a sostenere le prospettive di medio termine. Le scorte aggregate delle tre principali borse dei futures sono diminuite nuovamente la scorsa settimana, trainate dai cali registrati a Shanghai e Londra. Le scorte COMEX di New York hanno invece registrato la decima crescita settimanale consecutiva, seppur modesta, poiché il metallo continua ad affluire negli Stati Uniti in vista di un possibile annuncio di dazi sul rame previsto per la fine di giugno.
Obbligazioni
I rendimenti dei Treasury statunitensi a breve scadenza hanno toccato nuovi massimi del ciclo nelle prime ore di lunedì, con il rendimento del Treasury a due anni di riferimento salito oltre il 4,22%, in aumento di quasi cinque punti base rispetto alla chiusura di giovedì scorso (venerdì non si sono svolte contrattazioni a causa della festività di mercato). Il mercato continua a prezzare un rialzo dei tassi da parte del FOMC già a fine luglio, con un aumento completamente incorporato nelle aspettative per la riunione di metà settembre. Sul tratto lungo della curva, la vendita di Treasury è stata più contenuta dopo il forte appiattimento della curva dei rendimenti innescato dalla riunione del FOMC di mercoledì scorso, la prima presieduta da Kevin Warsh. Il rendimento del Treasury decennale di riferimento è aumentato di oltre tre punti base nelle prime ore di lunedì, attestandosi appena sotto il 4,49%, pur rimanendo all’interno dell’intervallo di negoziazione della scorsa settimana.
Valute
Il dollaro statunitense ha raggiunto venerdì nuovi massimi del ciclo, avvicinandosi ai livelli più elevati da metà marzo nei principali incroci valutari. EURUSD è sceso a 1,1418 rispetto al minimo di marzo a 1,1411, mentre USDJPY ha toccato nuovi massimi da luglio 2024 sopra quota 161,50. Dopo alcuni movimenti di consolidamento durante la festività statunitense di venerdì, il dollaro si è nuovamente rafforzato leggermente nelle prime contrattazioni di lunedì, mentre il sentiment di rischio rimaneva improntato alla cautela. EURUSD viene scambiato sopra 1,1450, ma USDJPY resta vicino ai massimi del ciclo a 161,65.
Il franco svizzero si è indebolito diffusamente verso la fine della scorsa settimana dopo che la Banca Nazionale Svizzera ha dedicato gran parte della propria comunicazione, durante la riunione di giovedì scorso, a rassicurare il mercato sulla determinazione a evitare un ulteriore indebolimento del franco, anziché discutere un possibile irrigidimento della politica monetaria come stanno facendo molte altre banche centrali. EURCHF viene scambiato vicino ai livelli più elevati da gennaio, poco sopra 0,9260, massimo dell’intervallo registrato da allora, mentre USDCHF è salito nettamente oltre 0,8042, precedente massimo del 2026, raggiungendo 0,8092 venerdì e recuperando terreno dopo una fase di consolidamento per tornare a trattare poco al di sotto di tale livello nelle prime ore della sessione europea.
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