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Rapida panoramica del mercato – Gli attacchi contro l’Iran scuotono i mercati – 13 luglio 2026

Macro 3 minutes to read

Principali driver di mercato e catalizzatori

  • Azioni: Wall Street in rialzo in vista della stagione delle trimestrali, Europa chiude contrastata con il comparto tecnologico in calo, Asia in ribasso lunedì per il clima di avversione al rischio legato all'Iran
  • Volatilità: Gli attacchi contro l'Iran nel fine settimana hanno spinto al rialzo il petrolio e ridotto l'appetito per il rischio; i futures sulla volatilità sono stati ricalibrati in vista del CPI e della testimonianza di Warsh
  • Asset digitali: Le principali criptovalute hanno perso terreno a causa del clima risk-off legato all'Iran; Circle ha ottenuto la licenza statunitense come banca fiduciaria nazionale
  • Materie prime: Il petrolio sale, mentre i metalli arretrano con il ritorno delle tensioni in Medio Oriente che domina i mercati
  • Obbligazioni: Il rendimento del Treasury USA a 2 anni sale ai massimi degli ultimi 15 mesi tra i timori di un rialzo dei tassi
  • Valute: La debolezza di JPY e AUD sostiene un moderato ma diffuso rafforzamento del dollaro
  • Macro: Pochi spunti prima della pubblicazione di CPI, PPI e della testimonianza al Congresso del presidente della Fed Kevin Warsh nel corso della settimana

Macro

  • Il petrolio balza dopo un nuovo scambio di attacchi missilistici tra Stati Uniti e Iran, mentre si intensificano le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz. L'Iran ha dichiarato di aver chiuso lo stretto, affermazione respinta dagli Stati Uniti, aggiungendo che non riprenderà i negoziati finché Washington non rispetterà gli impegni precedentemente assunti sui diritti di transito e sulle esportazioni di petrolio. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro sistemi di difesa aerea iraniani, installazioni radar costiere e capacità missilistiche e di droni. In risposta, l'Iran ha effettuato attacchi con droni e missili contro alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente, tra cui Bahrein, Kuwait e Qatar.
  • Focus sulla Fed e sui dati economici statunitensi: Il presidente della Fed Kevin Warsh terrà la sua prima audizione al Congresso da quando ha assunto l'incarico, dopo aver promesso di ridurre il ricorso alla forward guidance sulle prospettive dei tassi. L'audizione di martedì davanti alla House Financial Services Committee sarà preceduta dalla pubblicazione del CPI di giugno. Mercoledì, poco dopo la diffusione del PPI, Warsh testimonierà davanti a una commissione del Senato. All'inizio di questo mese, a Sintra, in Portogallo, Warsh ha affermato che i rischi per i prezzi si sono ridotti nelle ultime settimane e ha ribadito il suo impegno a riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% della banca centrale statunitense.
  • Per maggiori approfondimenti consulta la nostra sezione Analisi di Mercato.

Principali appuntamenti del calendario macro (orari GMT)

  • Rapporto mensile OPEC sul mercato petrolifero (nel corso della giornata)

Trimestrali

  • Lunedì: Progressive, Fastenal
  • Martedì: JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Wells Fargo & Co, Citigroup
  • Mercoledì: ASML, J&J, Morgan Stanley, BlackRock, Bank of New York, Cintas, United Airlines
  • Giovedì: UnitedHealth, GE Aerospace, Netflix, Seagate, Abbott Labs, Intuitive Surgical, U.S. Bancorp, State Street
  • Venerdì: Travelers 

Azioni

S&P 500 7.575 +0,4% | NASDAQ 100 29.825 +0,3% | EURO STOXX 50 6.267 -0,3% | STOXX 600 641 INVARIATO | KOSPI 6.931 -7,3% | HANG SENG 24.149 -0,1%

  • Venerdì le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo in vista della stagione delle trimestrali, con l'S&P 500 in aumento dello 0,4%, il Nasdaq 100 dello 0,3% e il Dow in rialzo di circa 150 punti. Il progresso è stato trainato dal settore dei semiconduttori dopo il balzo del 12,8% di SK Hynix nel debutto da 26,5 miliardi di dollari, il più grande di sempre per una società straniera su un listino statunitense. Nvidia ha guadagnato il 4% e AMD il 2%, mentre Intel ha perso il 2,4%. Meta è salita del 6% grazie a un report favorevole sulla propria attività nell'AI compute. Finanziari e ciclici hanno registrato progressi mentre il rimbalzo del petrolio si è temporaneamente arrestato, attenuando nel breve periodo i timori di un rialzo dei tassi della Fed. L'attenzione si sposta ora sul CPI di martedì e sulle prime trimestrali bancarie.
  • Le borse europee hanno chiuso venerdì con andamenti contrastati dopo una settimana volatile, con l'Euro STOXX 50 in calo dello 0,3% e lo STOXX 600 sostanzialmente invariato. I titoli tecnologici legati all'AI hanno pesato sull'andamento del mercato, con ASML in calo dell'1,9% e Siemens Energy del 2,6%, mentre gli investitori hanno ridotto l'esposizione al tema AI nonostante la forte domanda di chip di memoria. Le banche hanno invece sostenuto i listini, avanzando di circa l'1,5%, grazie ai rialzi di BBVA, Deutsche Bank e UniCredit, favoriti da un'altra solida seduta per le obbligazioni dell'Eurozona e dal calo del petrolio. Entrambi gli indici principali si trovano ora circa il 2% al di sotto dei massimi storici raggiunti la settimana precedente. Gli investitori attendono indicazioni dalla stagione delle trimestrali di Wall Street e dalla pubblicazione dell'inflazione statunitense di martedì.
  • I mercati azionari asiatici sono stati sotto pressione lunedì, poiché gli attacchi del fine settimana contro l'Iran, il rafforzamento del petrolio e del dollaro hanno interrotto il recupero della settimana precedente. Il Kospi sudcoreano ha guidato i ribassi, perdendo il 7,3%, mentre SK Hynix è scesa di circa il 12% a Seul dopo il debutto a New York. L'indice registra così un calo in cinque delle ultime sei settimane, nonostante un rialzo di quasi l'80% dall'inizio dell'anno. L'Hang Seng di Hong Kong ha mostrato maggiore tenuta, cedendo solo lo 0,1% dopo il recente rally dei titoli tecnologici cinesi sostenuto dalle notizie sui chip AI domestici. Anche i mercati della Cina continentale e del Giappone hanno chiuso in ribasso. I titoli energetici hanno fornito un certo supporto grazie al Brent rimasto sopra i 78 dollari.

Volatilità

VIX 15,02 | VIX FUTURES: 17,55 | TERM STRUCTURE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (144,27) | REGIME DI MERCATO: BULL MARKET A BASSA VOLATILITÀ

  • I nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran nel fine settimana hanno fatto salire il petrolio e spinto al ribasso i futures azionari, con i futures sull'S&P 500 in calo di circa lo 0,5% dopo la chiusura di venerdì vicina ai massimi storici e il Kospi in ribasso del 7,3%. Il VIX spot ha chiuso venerdì a 15,02 con il VIX1D a 9,90, mentre il future sul VIX con scadenza più vicina è salito del 3,5% a 17,55, incorporando il rischio di breve termine non riflesso nella chiusura di venerdì.
  • La curva è rimasta in solido contango, con il VIX9D a 11,15 fino al VIX3M a 18,57; lo SKEW resta elevato a 144,27, mentre il MOVE rimane contenuto intorno a 69,6. Prima dell'apertura, le opzioni SPXW implicavano un movimento di circa 79 punti (1,04%) per la scadenza di venerdì e di circa 35 punti per l'odierna limitata scadenza 0DTE, in vista del CPI di martedì e della testimonianza di Warsh.

Asset digitali

BITCOIN ~62.763 -1,54% | ETHEREUM ~1.780 -1,42% | IBIT 36,23 +1,17% | ETHA 13,53 +2,58%

  • Gli asset digitali hanno iniziato la settimana in difficoltà, con ribassi diffusi tra le principali criptovalute, mentre la nuova escalation con l'Iran e il rafforzamento del petrolio hanno alimentato un ampio movimento di avversione al rischio. Il movimento segue una seduta di venerdì contrastata per i titoli quotati negli Stati Uniti legati al settore: l'ETF su ether ha sovraperformato quello su bitcoin, mentre i miner sono stati perlopiù in calo, con MARA in ribasso del 4,7% e CIFR del 4,9%.
  • Sul fronte strutturale, Circle ha ricevuto l'approvazione definitiva dall'OCC statunitense per costituire una banca fiduciaria nazionale, la First National Digital Currency Bank, consentendo alla stablecoin USDC di beneficiare di una custodia regolamentata a livello federale e sostenendo il titolo in borsa nella seduta di venerdì.

Materie prime

  • I prezzi del petrolio sono balzati, con il Brent scambiato vicino agli 80 dollari al barile, dopo che la contesa per il controllo dello Stretto di Hormuz si è intensificata nel fine settimana. I nuovi attacchi da parte di Stati Uniti e Iran hanno riacceso le preoccupazioni per il transito sicuro del petrolio e di altre materie prime strategiche attraverso questo stretto passaggio marittimo. Secondo l'IEA, le ostilità rischiano inoltre di compromettere gli sforzi per ricostituire le scorte, riducendo ulteriormente le possibilità di una soluzione diplomatica. Nonostante ciò, il premio relativamente contenuto tra i futures con scadenza ravvicinata e quelli più lontani suggerisce che il mercato fisico del greggio rimane per ora ordinato. L'attenzione resta concentrata soprattutto sui prodotti raffinati, dove condizioni di mercato già tese — recentemente aggravate dal divieto russo di esportare diesel — stanno aumentando le pressioni inflazionistiche.
  • I metalli preziosi e industriali tornano sotto pressione poiché il riaccendersi delle ostilità nel Golfo alimenta i timori per l'inflazione e il rischio di un ulteriore irrigidimento della Federal Reserve, creando ulteriori ostacoli attraverso rendimenti obbligazionari più elevati e un dollaro più forte. L'oro perde l'1,4%, l'argento il 2,5% e il rame l'1,3%. L'alluminio, al contrario, guadagna circa lo 0,5% grazie ai rinnovati timori di possibili interruzioni delle forniture da parte dei produttori del Golfo Persico. Sul fronte della politica monetaria, gli operatori seguiranno con particolare attenzione il presidente della Fed Kevin Warsh, che martedì inizierà la sua prima testimonianza di due giorni davanti al Congresso.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury sono saliti di circa due punti base lungo tutta la curva, poiché il riaccendersi delle ostilità in Medio Oriente e il conseguente rialzo del petrolio hanno riacceso le preoccupazioni per l'inflazione. Il rendimento del Treasury decennale di riferimento è salito al 4,58%, mentre quello del Treasury a due anni, più sensibile alla politica monetaria, ha raggiunto il massimo degli ultimi 15 mesi al 4,23%. Il mercato dei tassi ora incorpora pienamente un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro ottobre.

Valute

  • Il dollaro si è rafforzato nei confronti di tutte le valute del G10 grazie al ritorno delle tensioni geopolitiche e al rialzo del petrolio, che ha alimentato le speculazioni su un aumento dei tassi da parte della Fed per contenere le pressioni inflazionistiche. Nel complesso, tuttavia, i movimenti restano limitati, con il Dollar Index sostanzialmente invariato intorno a 101 dopo aver toccato quota 101,22 durante la sessione asiatica.
  • USDJPY è salito a 162,05, rimanendo vicino ai massimi delle ultime 52 settimane. Lo yen non è riuscito ad attrarre i tradizionali flussi verso beni rifugio nonostante il contesto di avversione al rischio. Le valute legate alle materie prime hanno invece sottoperformato, con AUDUSD e NZDUSD in calo, riflettendo la loro sensibilità alle prospettive di crescita globale e al sentiment di mercato.
  • EURUSD è rimasto stabile a 1,1400, mostrando una relativa tenuta nonostante il rafforzamento generalizzato del dollaro.
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