Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment and Options Strategist
Riassunto: Le opzioni su SpaceX iniziano a essere negoziate oggi, su un’azione che nelle due sedute successive all’IPO è salita del 43% rispetto al prezzo di collocamento. Nessun livello di riferimento per la volatilità implicita, nessun open interest, nessuna serie storica dei prezzi a cui ancorare la volatilità. È questo il contesto per una delle quotazioni di opzioni più insolite degli ultimi tempi.
L’autore non detiene posizioni in nessuno degli strumenti menzionati in questo articolo.
Oggi si stanno sviluppando contemporaneamente quattro temi principali. La Bank of Japan ha effettuato il previsto rialzo di 25 punti base, portando il tasso di riferimento all’1,00%, il livello più alto degli ultimi 31 anni; il cambio dollaro/yen è rimasto stabile sopra quota 160, poiché la decisione era già pienamente scontata dal mercato. In Australia, la RBA ha lasciato invariati i tassi al 4,35%, avvertendo che l’inflazione resta troppo elevata. Oggi prende inoltre il via la riunione di politica monetaria di giugno della Federal Reserve, con il presidente Kevin Warsh che terrà la sua prima conferenza stampa successiva alla decisione mercoledì 17 giugno. Infine, le opzioni su SpaceX (ticker: SPCX) iniziano a essere negoziate per la prima volta sul Nasdaq; il titolo ha guadagnato il 19,6% nella sua seconda seduta di contrattazione lunedì, portando l’incremento complessivo dal prezzo IPO di 135 dollari a circa 193 dollari. Per il contesto macroeconomico completo, consultare il Market Quick Take - 16 giugno 2026.
La seduta di lunedì è stata caratterizzata da un ampio movimento di propensione al rischio. L’S&P 500 ha chiuso intorno a 7.563, in rialzo del +1,8% e su un nuovo massimo storico. Il Nasdaq 100 ha guadagnato il +3,1%, chiudendo a 30.549, trainato dai titoli legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori. Il Dow Jones Industrial Average è salito del +1,2% a 51.806, anch’esso su un record di chiusura. L’iShares Russell 2000 ETF (IWM) ha invece sottoperformato, avanzando soltanto del +0,6% a 294,77 dollari, a conferma della concentrazione dei rialzi di lunedì nei titoli growth a grande capitalizzazione. Lo Stoxx 600 ha toccato un massimo storico intraday; il Nikkei è balzato del +5,0% a 69.317; il Kospi ha guadagnato il +5,2%.
L’oro ha registrato un forte recupero, arrivando a circa 4.370 dollari l’oncia prima di stabilizzarsi sopra i 4.300 dollari nelle prime contrattazioni di martedì, dopo una correzione del 16% durante la crisi in Medio Oriente. La media mobile a 200 giorni, situata intorno a 4.455 dollari, rappresenta la prossima resistenza. Il petrolio greggio ha chiuso sotto gli 83 dollari, ai minimi degli ultimi tre mesi, poiché il mercato ha eliminato il premio di rischio associato a possibili interruzioni nello Stretto di Hormuz. I semiconduttori (SMH) hanno sovraperformato, chiudendo in rialzo del +4,6% a 648,47 dollari.
Dati: piattaforma Saxo alla chiusura del 15 giugno 2026, Bloomberg e CBOE
Secondo il Saxo Market Quick Take del 16 giugno 2026.
Regime di mercato: mercato rialzista a bassa volatilità. VIX a 16,1 e S&P 500 sopra la propria media mobile a 50 giorni.
Basato sui dati di fine giornata del 15 giugno 2026 – riflette il posizionamento di ieri, non l’andamento odierno dei prezzi.
Il VIX ha chiuso lunedì a 16,14, ma la struttura a termine fornisce informazioni più rilevanti del dato principale. Un VIX1D a 11,52 indica una seduta immediata relativamente tranquilla; i future VIX sul primo mese a 18,50 incorporano invece un rischio significativo legato alla settimana del FOMC. Le opzioni sull’SPX stanno prezzando circa 36 punti (0,48%) per la seduta odierna e 80 punti (1,06%) fino alla scadenza di giovedì 18 giugno (secondo il Saxo Market Quick Take del 16 giugno 2026), implicando un intervallo di chiusura per giovedì compreso approssimativamente tra 7.483 e 7.643 punti. Il FOMC si concluderà mercoledì, il testo ufficiale dell’accordo con l’Iran non è ancora stato pubblicato in attesa della firma prevista venerdì in Svizzera e la chiusura del NYSE per il Juneteenth concentra l’intera finestra di eventi in sole quattro sedute di mercato.
L’indice CBOE SKEW, a 142,60, si trova in una fascia molto elevata (oltre quota 140). Il Quick Take del 16 giugno quantifica chiaramente questo fenomeno: le put a 10 delta sul lato ribassista vengono prezzate con circa sei punti di volatilità in più rispetto alle call equivalenti. Questa divergenza – VIX a breve termine contenuto e forte domanda di protezione dagli eventi estremi – indica che il rally azionario di due giorni non ha convinto gli operatori a ridurre le coperture. Anche il VXN a 25,80 trasmette un messaggio analogo nel comparto Nasdaq.
Nota importante: tutti gli esempi indicati nell’articolo sono forniti esclusivamente a scopo illustrativo e informativo e non vanno intesi come raccomandazioni di strumenti o strategie o come sollecitazioni all'investimento. Sono stati pensati per aiutarvi a dare forma al vostro processo di pensiero e non devono essere replicati o implementati senza un'attenta considerazione. Ogni investitore o trader deve condurre la propria analisi e prendere in considerazione la propria situazione finanziaria, la propria tolleranza al rischio e i propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. Ricordati che investire nel mercato comporta dei rischi ed è fondamentale prendere decisioni informate.
Approfondimento strategico – bull call spread. A scopo puramente illustrativo – non rappresenta una raccomandazione di investimento. In un contesto caratterizzato da VIX basso e SKEW elevato, le put risultano relativamente costose mentre le call rappresentano il lato del mercato con una valutazione più efficiente. Un bull call spread – acquisto di una call più vicina al prezzo corrente e vendita di una call con strike superiore sulla stessa scadenza – consente di ridurre il premio netto pagato e di definire con precisione sia il costo sia il limite massimo di profitto. Questa strategia è particolarmente adatta quando si ha in mente un obiettivo rialzista specifico. La perdita massima corrisponde al debito netto pagato per entrambe le gambe della struttura.
Approfondimento strategico – calendar spread in vista della finestra FOMC. A scopo puramente illustrativo – non rappresenta una raccomandazione di investimento. Con i future VIX sul primo mese a 18,50 ben al di sopra del VIX1D a 11,52, esiste una differenza significativa tra la volatilità implicita immediata e quella a breve termine. Un calendar spread – vendita della gamba a scadenza ravvicinata e acquisto della stessa strike a una scadenza più lunga – punta su una compressione più rapida della volatilità a breve termine dopo la decisione della Fed di mercoledì, mentre la gamba più lunga conserva maggiormente il proprio valore. La chiusura per il Juneteenth comprime ulteriormente la finestra successiva al FOMC, amplificando potenzialmente questo effetto di contrazione della volatilità. Il rischio principale è rappresentato da un forte movimento direzionale oltre lo strike scelto dopo l’annuncio, che potrebbe generare una perdita superiore al beneficio atteso derivante dal theta.
I mercati azionari hanno chiuso su nuovi massimi storici lunedì, ma i segnali interni provenienti dal mercato delle opzioni restano prudenti: uno SKEW elevato, un premio di sei punti sulle put a 10 delta e una struttura a termine del VIX fortemente inclinata verso l’alto indicano tutti la stessa direzione. Gli eventi chiave della settimana – FOMC, firma dell’accordo con l’Iran, chiusura per il Juneteenth e debutto delle opzioni SPCX – sono concentrati in sole quattro sedute di contrattazione. Precisione prima dello slancio.