Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment and Options Strategist
Riassunto: i mercati si sono calmati dopo la recente volatilità, ma l’incertezza non è scomparsa. Per gli investitori che stanno registrando solidi guadagni, questo potrebbe essere il momento di valutare come proteggere il portafoglio con disciplina, invece di dover reagire più tardi sotto pressione.
Se stai beneficiando di un buon livello di guadagni, i momenti più insidiosi per pensare alla protezione non sono quelli di forte volatilità, ma proprio quelli di calma apparente.
Quando i mercati scendono e le notizie diventano negative, proteggere il portafoglio sembra la scelta più naturale, a volte persino urgente. Tuttavia, in quei momenti la protezione rischia di essere più costosa e guidata dall’emotività. Al contrario, quando i mercati si riprendono e la volatilità arretra, l’idea di proteggersi torna a sembrare superflua, anche se le incertezze di fondo non sono davvero cambiate.
È esattamente in questa zona grigia che molti investitori si trovano oggi.
Dopo Davos i mercati hanno dato segnali incoraggianti: volatilità in calo, ritorno dell’appetito per il rischio, e una sensazione diffusa di sollievo. Ma la domanda centrale non è se quel sollievo fosse giustificato bensì se significhi davvero che i rischi siano scomparsi.
Ma ciò che non ci dice è che l’incertezza sia svanita. Decisioni politiche, orientamenti di policy economica e valutazioni ancora tese restano sul tavolo. In altre parole, i mercati oggi appaiono meno spaventati, ma non necessariamente più sicuri.
Ed è proprio questa distinzione a fare la differenza. Periodi come questo possono produrre mercati apparentemente stabili in superficie, ma vulnerabili a nuove oscillazioni non appena emerge un’informazione inattesa.
Per gli investitori di lungo periodo, la vera sfida non è prevedere il prossimo movimento del mercato, ma gestire il proprio comportamento quando lo scenario cambia.
Dopo una fase di performance positive, molti condividono la stessa preoccupazione: “Sto ottenendo buoni risultati, ma non voglio rischiare di perderli se la volatilità dovesse tornare.” Allo stesso tempo, vendere tutto appare una scelta eccessiva, soprattutto quando i mercati non mostrano segnali di tensione immediata.
Ed è proprio qui che la protezione smette di essere una reazione impulsiva e diventa una decisione strategica.
Un aspetto fondamentale è che i mercati più tranquilli offrono spesso le condizioni migliori per implementare misure protettive. Quando la volatilità è già elevata, infatti, proteggersi può diventare più costoso e dettato dall’emotività. Al contrario, quando la volatilità si attenua ma le incertezze di fondo restano irrisolte, è possibile pianificare la protezione in modo più razionale ed efficace.
Un metodo pratico per affrontare la protezione inizia con una domanda diretta:
Immagina di aver realizzato 100.000€ di guadagni nell'ultimo anno. Saresti a tuo agio perdendo 10.000€? 30.000€? O forse di più?
Non esiste una risposta universalmente giusta. Tuttavia, una volta scelto un numero, la protezione smette di essere astratta e diventa un obiettivo definito: limitare le perdite oltre un livello che hai già stabilito come inaccettabile.
Utilizzare le opzioni come forma di protezione non significa acquistare un’assicurazione da un fornitore esterno: la copertura viene costruita direttamente sul mercato delle opzioni e può essere calibrata in base al tuo orizzonte di investimento.
La soluzione più semplice è l’acquisto di un’opzione put. Una put ti garantisce il diritto di vendere il tuo investimento a un prezzo prestabilito entro una certa data. Se il mercato scende in modo significativo, quel diritto aumenta di valore e contribuisce a compensare le perdite. Se invece il mercato resta stabile o sale, la put scade senza valore, proprio come una polizza assicurativa che non si è resa necessaria.
Alcuni investitori preferiscono una versione più efficiente in termini di costi: il put spread. Questo approccio mira a proteggere contro una correzione di mercato tipica, non contro scenari estremi, consentendo di ridurre la spesa iniziale. Il compromesso è che la protezione si limita a un intervallo preciso e non copre ribassi particolarmente profondi.
In entrambi i casi, l’obiettivo resta immutato: definire con chiarezza il potenziale ribasso in un determinato periodo, trasformando l’incertezza in una gamma di risultati più prevedibile e controllabile.
Gli investitori affrontano questa questione in modalità diverse. In generale, ci sono tre approcci principali.
Alcuni investitori optano per la via più semplice: ridurre le posizioni, riequilibrare il portafoglio o aumentare le riserve di liquidità. Questo abbassa immediatamente il rischio, a costo di una partecipazione ridotta se i mercati continuano a salire.
Questo approccio è ideale per investitori che danno priorità alla preservazione del capitale e preferiscono minimizzare la complessità.
Altri preferiscono mantenere pienamente il proprio investimento stabilendo un chiaro limite minimo alle potenziali perdite per un periodo delimitato. Acquistare put o put spreads lo consente, ad un costo noto.
Questo approccio è idoneo per gli investitori che desiderano chiarezza sui rischi al ribasso senza rinunciare alle opportunità di guadagno.
Per gli investitori che sono disposti a rinunciare a un po' di potenziale di guadagno in cambio di costi di protezione più bassi, i collars combinano protezione al ribasso con un limite massimo al rialzo.
Abbiamo esplorato i meccanismi, i compromessi e la gestione dei collars in dettaglio in un articolo precedente:
Nel contesto attuale, i collars sono visti come una soluzione fondamentale per gli investitori che cercano di definire il rischio al ribasso pur rimanendo investiti.
Questi sviluppi influenzeranno se la tranquillità di oggi segna l'inizio di una nuova fase o semplicemente una pausa momentanea.
I mercati si sono calmati, ma l'incertezza rimane. Per gli investitori che hanno accumulato guadagni significativi, questo è spesso il momento in cui dobbiamo considerare la protezione: non per paura, ma per disciplina strategica.
La protezione non riguarda il prevedere il prossimo ribasso. Si tratta di decidere in anticipo quanto sei disposto a rischiare mentre aspetti maggiori certezze.